le strade che portano verso Retake sono le più disparate

sì Daria, re anni e mezzo fa mi trovavo a vivere in una situazione di immobilismo emotivo, avevo perso mio padre da poco ed ero sofferente ed appesantita dentro. Non mi piaceva proprio sentirmi così ferma e ripiegata su me stessa. Guardavo i vari gruppi che si occupavano del sociale, dell’ambiente e della collettività, tra i quali Retake Roma, e cominciai a maturare il desiderio di farne parte..

ne avevi già sentito parlare?

da circa un anno osservavo in FB quello che combinavano alcuni retaker, confesso che mi sembravano un po’ esaltati, sono arrivata a chiedermi se facessero parte di un qualche gruppo carismatico, ciò nonostante le loro azioni così’ entusiaste mi incuriosivano, di fatto non avevo mai trovato il coraggio di incontrarli.Poi un giorno ho preso contatti telefonici con Emanuele Sabino e abbiamo deciso di fare una piccola riunione per strada, ci presentammo in quattro o cinque. Quello è un momento che non dimentico, mi sono subito resa conto che con persone così avrei potuto rendere possibile l’impossibile. Con Emanuele fu un grande incontro, in amicizia penso si chiami empatia, un’intesa grandissima e rara che a volte non ha avuto neanche bisogno delle parole. Ci siamo subito attivati. Non avrei mai pensato che avremmo condiviso due anni intensissimi contrassegnati da tanti Retake

come vi siete organizzati?

siamo partiti da un fatto logistico: abitavamo ai capi opposti della medesima strada, e abbiamo convenuto di avvicinarci conquistando pian piano piccole porzioni di territorio, ovviamente in maniera ideale, una volta staccando adesivi, una volta ripulendo muri, curandoci del verde intorno..

Eravamo entrambi concordi sulla necessità di coinvolgere le varie realtà presenti localmente, dalle associazioni, ai comitati, ai commercianti, alle Parrocchie, alle scuole, un grandissimo lavoro di interlocuzione e coinvolgimento. Questo è quello che abbiamo fatto iniziando da Via Sacchetti, e grazie all’immenso lavoro del nostro gruppo, posso dire con certezza che oramai a Talenti siamo presenze molto familiari. Una volta per farci conoscere abbiamo fatto un evento di pulizia di uno spartitraffico nella prima strada commerciale di Talenti, nel bel mezzo del periodo pasquale; in quella occasione l’obiettivo era farci vedere, far sentire alla gente che la nostra associazione era presente sul territorio, ed infatti, dopo quell’evento, arrivarono centinaia di richieste di iscrizione nel gruppo. Un altro evento grande che organizzammo fu al Mercato di Via Sacchetti, pitturammo il muro esterno assieme ai Boys Scout ed ai gruppi parrocchiali. Quel muro ancora tiene. Quando ci penso ho ancora presente l’immagine di una bambina piccola con un pennellone in mano, di una gran tenerezza. Non nascondo che a volte sia stato anche faticoso, ma il nostro lavorare assieme ci ha dato una grossa carica.

in Retake la relazione gioca un ruolo importante

fondamentale direi, io nel mio gruppo del Terzo Municipio posso dirmi davvero fortunata, ho incontrato persone fantastiche con le quali sono stata in grande sintonia, sono talmente convinta che la media dei retaker sia altrettanto meravigliosa che mi rammarico di non averne potuti conoscere più di tanti, sono stata un pò relegata nella mia zona, il lavoro da svolgere è tanto.

Comunque negli anni 2018/2019, ho avuto occasione di vivere diverse occasioni con i giovani, specialmente attraverso il Progetto Scuole e mi sono resa conto che è proprio la loro sensibilizzazione che amo di più della filosofia Retake, ed è ciò che voglio fare prevalentemente. Per questa ragione ho accolto l’invito che ci è venuto dall’Azione Cattolica Ragazzi di Roma a dar vita ad un mese di eventi con i giovani, spero che questa iniziativa si realizzi e rappresenti un precedente da estendere ad altri gruppi RR, ci stiamo confrontando in questi giorni, auspicabilmente dovremmo partire a breve

ci sono giovani e giovani, alcuni rappresentano un problema per gli spazi comuni poiché ne abusano e non li rispettano

noi combattiamo da anni con la finalità di strappare al degrado il muretto di Via Cecco Angiolieri: Non saprei proprio dire quante volte siamo andati a ripulire ed ogni volta trovavamo un delirio di bottiglie. Dopo tanta costanza, e numerose segnalazioni, una lucina si è accesa, non si poteva continuare ad ignorare tanto impegno. Oggi la situazione è un po’ migliorata, il Comitato del vicino Parco manda un addetto a pulire una volta a settimana. Il principale compito di Retake è questo: accendere i riflettori e continuare a tenerli accessi con caparbietà e fiducia. Alla fine non possono ignorarci ad oltranza. Anche perché noi siamo costantemente osservati e tenuti in considerazione. Questo vale anche nel nostro rapporto con le Istituzioni che sono mediamente poco reattive, ma alla fine ci seguono, pur con i loro tempi

che ritmo ha avuto il tuo impegno di volontaria?

serrato e frenetico, io mi sono fatta del tutto travolgere, ho dedicato a Retake tutta la mia emotività, ci ho creduto e ci credo davvero tanto. La sensazione che ho provato tante volte è che più facevo, più volevo fare, per me questa attività è diventata un nutrimento per l’anima, che mi ha dato tanto benessere. Certo inizialmente non è stato sempre facile far capire quanto questo fosse  importante a mio marito, le cose si sono armonizzate quando anche lui, Stefano, e mia figlia, hanno iniziato a partecipare: adesso abbiamo una vita ancor più condivisa ed un rafforzamento della nostra unione. Un altro aspetto che mi ha messo in una buona connessione con me stessa è quando mi sono concessa di fare cose un po’ folli, una di queste è l’impresa del cavalcavia a Viale Jonio, questa venuzza di pazzia mi è sempre appartenuta, adesso avevo l’occasione di tirarla fuori

in quel periodo eravate sotto i riflettori di tutti i retaker, ci è voluto coraggio!

ricordo che quando lo proposi ad Emanuele non mi sollevò alcuna obiezione mi rispose molto semplicemente: “Facciamolo!”, eppure erano ben 700 metri quadrati di muro da decorare e tanti permessi da ottenere. In soli quattro mesi sia Comune che Municipio ci rilasciarono le autorizzazioni e così ebbe inizio per noi un lungo percorso, durato circa sei mesi, e contrassegnato da croci e delizie, ostacoli di varia natura che non avevamo messo in conto.. abbiamo scontato le polemiche dei centri sociali, una porzione di muro è stata attentata da una scritta politica e persino alcuni cittadini ci hanno obiettato di non essere stati chiamati in causa nella scelta dei soggetti. Fortunatamente abbiamo avuto dalla nostra il supporto e la calma di Franco Galvano, che con la sua Arte Città e Colori si è occupato della parte artistica, coordinando gli street artist. Noi organizzammo una raccolta fondi a copertura delle vernici. Questa esperienza mi ha insegnato che le critiche arrivano per lo più da parte di chi non fa nulla e piuttosto mira a mettere in discussione chi invece agisce. Non è stato facile per me da accettare, mi feriva il fatto che, prima di noi, di quel cavalcavia degradato, non se ne fosse curato mai nessuno e, nonostante questo, un tentativo di migliorarlo fosse comunque oggetto di .disapprovazione di molti. Questo fa parte della gestione di quelli che si lamentano; ho dovuto imparare a fare una distinzione tra critiche costruttive e quelle che non lo sono affatto. Oggi ho la consolazione di un muro variopinto di gran lunga più dignitoso di quello che avevamo trovato, mi piace pensare che possa rallegrare in qualche modo i passanti. E poi tante persone, alla fine, si sono ricredute.

un Admin come Te ha molte attività da svolgere, il suo ruolo non si esaurisce nel solo fare Retake

Quotidiane direi. I retake sono solo una parte, ciò che si nota all’esterno. Poi ognuno di noi ha ruoli di interlocuzione continua. Però il tanto lavoro svolto ha fatto sì che  siamo diventati un punto di riferimento molto noto nel quartiere e sono in tanti, tra associazioni, comitati e Parrocchie a voler collaborare con noi. E poi c’è l’impegno rispetto ai nostri mini presidi, i luoghi che abbiamo riqualificato e nei quali torniamo: è così per il muretto, l’aiuola del cavalcavia a Viale Jonio, quella di Via Capuana, dove andiamo settimanalmente, quella di Via Sacchetti, il Piazzale di San Ponziano e la pulizia periodica del parco Talenti. Questo solo per parlare di ciò che è proprio attorno a me, perché’ il municipio, in realtà, è enorme ed il nostro gruppo non si è mai risparmiato ed è riuscito a fare cose fantastiche in tutti i quadranti. Le idee per i prossimi progetti sono tante, quasi troppe, ma non vogliamo dimenticare i luoghi ai quali ci siamo dedicati

che cosa pensi ci leghi tra retaker?

certamente la condivisione di valori comuni e altrettanto certamente la goliardia e la leggerezza con la quale viviamo i nostri incontri, io non ho memoria di nessuno nel corso del quale non mi sia divertita. E’ con questo spirito che riusciamo ad affrontare anche momenti difficili o disgustosi per i più, sdrammatizzando. E poi stiamo scoprendo e riportando alla luce porzioni di Città che sembravano irrecuperabili. Se penso ad un semplice spartitraffico che prima era una giungla, sebbene in una zona tra due scuole e una via commerciale ed a cui abbiamo restituito piena dignità… siamo stati a Natale realizzando un Presepe ed un albero, quello scorcio ha acquistato tutto un altro aspetto. E in scala maggiore pensiamo allo straordinario progetto di valorizzazione alla confluenza dell’Aniene. E poi c’è l’enorme lavoro valoriale che conduciamo nelle scuole al quale intendo prendere sempre più parte

in momenti di stanca hai mai pensato di mollare?

l’ho fatto una volta e sono ritornata dopo un mese, la mia è una sana dipendenza di cui vado fiera

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