Raffaela, ti si vede poco per strada, eppure ti so impegnata da qualche anno a supporto di diversi progetti. Come ci hai conosciuti?
“è stato casuale, avevo incontrato Paola Carra quando entrambe avevamo scelto di sostenere la campagna per Calenda Sindaco, uscivamo da una gestione della Città che non mi aveva soddisfatta, puntavo a candidare a Sindaco un politico che a me sembrava fosse competente e così mi sono prestata a dare la mia presenza ai tavolini per strada, ero alla mia prima esperienza in questo campo, volevo anche proporre qualche soluzione concreta, mi ero convinta che una potesse essere quella di ricorrere agli spazzini di quartiere attingendo al bacino dei fruitori del reddito di Cittadinanza. Mi sembrava una buona idea perché avrebbe avuto una buona ricaduta di riqualificazione del territorio e anche una ricaduta sociale coinvolgendo nel concreto persone in difficoltà. Con Paola, che si manifestò subito entusiasta – è così che ho imparato a conoscerla, determinata ed entusiasta ai massimi livelli – ci chiedevamo come avremmo potuto portarla avanti. E a Paola è venuta l’idea di mettermi in contatto con Gregorio Arena di Labsus”

parliamo di poco più di tre anni fa, il migliore degli ingressi in Retake, il tuo, Paola Carra ha un potere di motivazione straordinario!
“vero e le sono grata perché tramite Labsus mi ha fatto prendere contatto con questa bellissima idea della Cittadinanza attiva, una potenzialità che non  conoscevo fino a quel momento. Ho condiviso due call con Gregorio Arena per farmi un’idea circonstanziata della questione, ho messo a punto un’ipotesi di campagna con i commercianti, ma poi mi sono dovuta fermare, anche perché faccio spesso spola tra Roma e Londra”

ti muovi tra Roma e Londra per ragioni di lavoro?
“no, sono oramai in pensione, vado lì perché ci vive mio figlio con i suoi piccoli di quattro ed un anno. Per questa ragione passo molto tempo lì”

una Nonna che ha perso un po’ la testa, che bello!
“sì, sono i miei primi nipoti, mia figlia vive tra Roma e Milano, ci ha pensato mio figlio a darmi questa gioia per primo”

quando Paola punta su un cavallo vincente poi non molla la presa…
“in effetti mi ha coinvolta nel progetto di riqualificazione dell’Istituto di Neuropsichiatria Bollea a San Lorenzo”

facciamo un passo indietro, ho un vaghissimo ricordo che tu abbia lavorato come architetto al Policlinico…
“si, sono architetto e mi sono occupata per molti anni di edilizia ospedaliera e sanitaria”

quindi ancora una volta Paola ci ha visto giusto, ha visto in Te il partner ideale nel progetto Bollea
“è stato per me un piacere personale aderire a quel progetto perché appartengo a quella categoria di persone che non possono fare quello che non sanno fare. Va poi detto che io non avevo mai avuto occasione di far parte di un’associazione, il lavoro mi ha molto assorbita, e poi la famiglia, non c’era davvero spazio per altro. L’incontro con Paola mi ha entusiasmata perché lei è contagiosa, ho subito il suo fascino. E’ un aspetto di Retake che mi piace tanto, l’entusiasmo che si respira.

L’attività svolta al Centro di Neuropsichiatria infantile del Policlinico Umberto I “Giovanni Bollea” è nata da una splendida idea di Paola, il progetto “A scuola di cura”. Ci siamo trovati di fronte a una struttura molto trascurata, con i muri esterni pieni di tag, un ingresso assai poco accogliente ed un cortile abbandonato, con muri scrostati, sparute e mal curate piante, nessuna cura negli arredi, panchine in cattive condizioni e una diversa dall’altra. Ci siamo posti tanti obiettivi, eliminare le tag, abbellire gli spazi interni ed esterni per dare dignità a un luogo che accoglie ragazzi fortemente depressi. Abbiamo ripulito i muri esterni con l’aiuto dei ragazzi in cura nell’Istituto, pitturato i muri del cortile, le ringhiere, acquistato nuove fiorire e tante piante, realizzato nuovi giochi e nuovi arredi per esterni così da creare aree di sosta piacevoli e ampie.

A maggio del 2023 il progetto “A scuola di cura” è stato premiato dal Roma Best Practices Award per la categoria Roma Abita Bene!”

Storie di Retaker: Raffaela Bucci

ricordo invece l’occasione del nostro primo incontro, eravamo presso il Settimo Municipio quando, coordinati dal Prof Arena, si muovevano i primi passi del Patto di collaborazione tra Retake, il Municipio ed altre associazioni territoriali
“è stata un’esperienza stimolante per me e sono rimasta colpita dal coinvolgimento delle altre associazioni e di cittadini comuni, diversi gruppi di genitori molto coinvolti, volevano dare una mano concreta per migliorare la vita dei propri figli, ho condiviso una dimensione per me inusitata”

so che oltre all’ottimo apporto che hai offerto in quel contesto, hai lavorato anche alla determinazione del Patto di collaborazione nel XV nel quale abiti
“vivo a Ponte Milvio. Il mio coinvolgimento in quel tipo di iniziativa è legato al fatto che per anni mi sono occupata, tra l’altro, di Rapporti con le Istituzioni. Ho lavorato per 15 anni nel gruppo Italstat, in una Società di progettazione con la quale ho realizzato tante diverse tipologie edilizie e, nell’ultimo periodo, anche strutture ospedaliere. Mi è quasi sempre piaciuto molto il lavoro che ho fatto, la progettazione è un lavoro bellissimo e ho seguito anche la realizzazione di alcune strutture sanitarie in diverse regioni d’Italia. Cruciale per me l’incontro professionale con il Prof Guzzanti, è stato il primo esperto nazionale di organizzazione sanitaria, poi divenuto Ministro della Salute, mi ha insegnato tantissimo, mi ha chiamata a lavorare a stretto contatto con lui all’Agenzia nazionale dei Servizi Sanitari. In seguito ho lavorato alla ASL di Tivoli e infine, per dieci anni, al Policlinico Umberto I° come Direttore dell’Ufficio Tecnico. È stato un lavoro molto impegnativo, il Policlinico è una piccola città, con un “territorio” di 15 Ha e 250mila mq di superficie utile. In quegli anni abbiamo lavorato per portare a compimento tutte le opere necessarie per riqualificare l’ospedale, a fronte di un grande finanziamento ottenuto dalla Regione. Non tutto è andato a buon fine, ma l’impegno è stato notevole e per molti versi di grande soddisfazione. Questo per dire che quando, come Municipio XV, si è deciso di aderire al Bando indetto da Laziocrea, l’Ente della Regione Lazio che finanzia gli interventi nei vari Municipi e Comuni del Lazio, ho pensato di poter essere d’aiuto”

che è successo del Bando di Laziocrea?
“il nostro progetto è passato, ci verrà finanziato con un contributo di 9.600 euro, con quel finanziamento compreremo i materiali, faremo realizzare un mosaico per il Parco Papacci, a Grottarossa da una artista specializzata in Land Art, realizzeremo eventi, laboratori, monitoraggi e attività per il Parco insieme ad altre associazioni come l’Associazione Baam e Gli Amici del Parco Volusia, e inoltre Labsus terrà la “Scuola di Cittadinanza” per i dipendenti del Municipio e per le associazioni del territorio.

A me piace molto la capacità che Retake ha di agire in sinergia, di fare rete. In questo caso il Patto vede la partecipazione di quattro associazioni,  io mi sono occupata di redigere  la relazione tecnica per la partecipazione al bando, una attività utile a supporto degli uffici pubblici dove mancano spesso le figure tecniche e amministrative necessarie per  seguire questi progetti”

a parte il tuo prezioso lavoro volontario, hai dato un taglio netto al tuo lavoro ufficiale?
“in realtà no, faccio ancora qualche consulenza ed  insegno al Politecnico di Milano in un Master sull’edilizia sanitaria. Del lavoro a me piace l’aspetto che attiene all’organizzazione, mi piace programmare”

Storie di Retaker: Raffaela Bucci

che impressione hai invece di un altro filone portante del nostro approccio che è quello dell’impegno di riqualificazione concreta, manuale?
“ho preso parte a due Retake, li ho trovati coinvolgenti, piacevoli, ma devo dire che questo genere di attività non mi convince del tutto, mi sembra siano degli interventi destinati a svanire. Mi piacciono piuttosto progetti come Retake Scuole e Retake per una Comunità solidale per il sociale, ne ho sentito parlare di recente da parte di Raffaele Malizia e Marina Peci, lo trovo molto valido. Quello di cui mi rammarico è che manchi il controllo del territorio, trovo deprimente, sconfortante che le Istituzioni non si impegnino per preservare quanto è stato sanato realizzando così una vera e continuativa collaborazione con le attività dei cittadini, dei volontari. Ho provato sconcerto di fronte al riaffacciarsi delle scritte vandaliche sul muro esterno del Bollea a San Lorenzo, e ho visto purtroppo altri casi in cui gli interventi di riqualificazione, di riconquista del decoro in aree verdi, piazze e strade, si perdono per la mancanza di controllo, di interventi coordinati con le Istituzioni.

comprendo le tue perplessità in merito ai risultati non duraturi di diversi nostri interventi, che cosa ti ha più colpito di Retake?
“trovo bello misurarsi con persone sempre disponibili verso gli altri, durante il recente residenziale al quale ho preso parte, ho avvertito quanta libertà ci sia dentro l’associazione e trovo straordinario che il tanto che è stato fatto in questi quindici anni si sia retto unicamente sul volontariato. E la multiforme compagine delle persone, molto diverse le une dalle altre, eppure con obiettivi comuni e tanta voglia di collaborare. E’ stato sollevato a più voci il disagio di avvertire un distacco tra la base dei volontari e il Direttivo, io questo non lo avverto affatto, vorrei comprenderne meglio le motivazioni. E poi mi colpisce favorevolmente un altro aspetto, una buona rappresentanza giovanile”

pensa che molti di noi si lamentano del contrario! Ci sembra che molto vada fatto per aprire ad un più ampio numero di giovani
“non la vedo così perché conosco altre realtà associative unicamente composte da anziani, dentro Retake non è così e a me piace molto questo scambio intergenerazionale, dovremmo fare sempre più ponte tra generazioni”

quello che dici per fortuna è stato riconosciuto come un valore dai nostri più giovani volontari, apprezzano il confronto, lo trovano evolutivo, arricchente
“personalmente ritengo che chi entra nella fase della pensione non debba avere la sensazione di essere morta per la società, questo è un tema che dovrebbe essere affrontato nel Paese, è un problema nazionale e senz’altro presente in altri paesi europei, ma io penso che sia fondamentale il passaggio dell’esperienza maturata verso i giovani, il trasferire competenze, abilità, sento questo come un mio compito. Dentro Retake avverto grande vitalità, il futuro è nelle mani dei giovani, io gradirei avere un ruolo di accompagnamento rispetto a quello che saranno chiamati a fare e a gestire. Per questa ragione dentro Retake ho preso l’incarico di seguire i Progetti”

Storie di Retaker: Raffaela Bucci

perchè pensi che i nostri giovani abbiano scelto e si trovino bene dentro Retake?
“credo apprezzino il vivere la Città, vivere lo spazio che in realtà è un valore intergenerazionale! Dobbiamo entrare nell’ordine di idee di poterci e doverci occupare tutti un po’ degli spazi comuni, della nostra Città. Nel mio condominio mi sono presa in carico un’aiuola, da un due tre anni, nessuno ringrazia, ma sono certa che piano piano qualcun altro verrà coinvolto, questa cura fa parte o dovrebbe far parte del vivere quotidiano”

so che Paola Carra ha indirizzato Silvia Sidoretti verso di Te perché tu le potessi dare supporto in un suo progetto a Centocelle
“mi ha fatto piacere dare il mio apporto, si trattava di andare a parlare con le Istituzioni che è la mia esperienza: a Silvia quel progetto sta a cuore perché grazie ai ricordi di sua Nonna ha ricostruito la presenza di quattro palme storiche nel quartiere che andrebbero ripristinate e nel parlare con l’Assessore all’Ambiente del Quinto Municipio ci siamo resi conto che potremmo andare oltre e sviluppare un progetto di maggiore respiro”

Silvia ha trovato in Te una consulente interna
“Silvia è una delizia, appassionata ed impegnata, ho scoperto che svolge un lavoro di estrema precisione nell’atelier Valentino e a fine lavoro si batte per delle palme! Abbiamo trovato l’Assessore molto interessato, ha cercato di avere informazioni da tutti gli enti interessati per verificare l’eventuale passaggio di reti impiantistiche nella zona in cui Silvia ha proposto una ripiantumazione, ma solo il dieci per cento degli interlocutori coinvolti dall’Assessore ha dato risposta, così si è determinato di fatto un fermo amministrativo. Allora  ho pensato di rilanciare, raccogliendo alcuni dei desiderata dell’Assessore, in merito alla riqualificazione di un’area verde vicina e suggerendo di pensare ad un intervento unitario per il tratto di strada che unisce l’area verde con la zona identificata da Silvia per la piantumazione delle nuove palme. Si tratta di riqualificare un tratto di neanche 200 metri, eliminando alcuni posti auto (parcheggi lungo la strada, circa 20 posti auto), così da allargare il marciapiede e creare una zona pedonale di cui si avvantaggerebbe l’Istituto scolastico lì presente. Non ne verrà fuori una vera e propria “strada scolastica”, ma per lo meno gli studenti avrebbero a disposizione un ampio marciapiede, un camminamento adeguato alla Comunità scolastica, le nuove palme e una vicina zona verde completamente risanata. L’Assessore era interessato e attendiamo il passaggio al vaglio politico. Noi abbiamo rivestito il ruolo di soggetto propulsore”

e tu hai sognato alla grande! È una tua propensione naturale?
“io sono esagerata. Ma perché uno deve avere una visione limitata, un paraocchi? Io vorrei allargare sempre lo sguardo, ampliare la visione anche nei dintorni di ogni piccolo intervento, quello che è impossibile può diventare possibile”