D: Paolo, sei tra i più giovani retaker, come hai deciso di attivarti?
R:
avevo deciso un giorno di ripulire un parchetto sotto casa perché non tolleravo più lo stato di sporcizia nel quale versava e mi misi a cercare associazioni che si occupassero di questo, quindi mi attivai comunque per mio conto, non tolleravo più l’indecenza che vedevo nell’affacciarmi e scesi a pulire con mia madre: in pochissimo tempo constatammo come la nostra azione avesse prodotto un bell’effetto. Ricordo quel momento come un atto di amore per me stesso e il mio quartiere. Ricordo il tempismo di quell’intervento, cotto e mangiato, la piacevolezza che me ne è derivata, mi sono sentito subito meglio, mi la lasciato una impressione vicina al “si può fare!”. Nella mia ricerca nel mondo delle associazioni rimasi impressionato da quante fossero impegnate per l’ambiente e Retake mi è subito parsa più vicina al mio sentire. Io sono un pragmatico, poche parole e molti fatti e questa concretezza Retake non solo ce l’ha, ma la garantisce immancabilmente, io non sono rimasto deluso della mia scelta, tutt’altro.

D: che periodo era e chi hai conosciuto per primo?
R: era giugno 2018, sono stato fortunato, ho subito preso contatti con il gruppo Marconi e la prima persona che mi ha accolto e guidato, al punto da diventare la mia tutor nei primi mesi di avvio, è stata Stef Rinelli, più grande di me di un solo anno.

D: come vivi il fatto che Retake abbia una età anagrafica media non propriamente giovanile?
R: benissimo, in realtà dentro Retake io colgo un diffuso spirito che è molto giovane, noi siamo esigenti, richiedenti, puntigliosi, insistenti, abbiamo una grandissima tigna che ci fa essere rivoluzionari come tutti quelli che non mollano!

D: sei diventato Admin di Marconi dopo pochi mesi: come ti sei formato per assumere questo compito?
R: ho fatto diversi eventi insieme a Stef, alcuni persino in notturna e poi ho deciso di prendere parte a Retake di altri gruppi: ho da subito capito l’importanza di ampliare le mie conoscenze sia dei retaker che della Città. Roma è enorme, ci sono molti posti che io non ho mai visto, Retake è uno stimolo a stanarsi dal proprio quartiere e a conoscerla da un’angolatura privilegiata. E così sono andato a Monteverde che è un luogo al quale sono molto legato perché ci ho studiato pianoforte per anni e perché lì abita una parte della mia famiglia, sono tornato varie volte a San Paolo e Magliana e ancora a Portuense, Eur, Centro storico, il magnifico Parco degli Acquedotti che è stata una vera e proprio chicca per me, senza Retake forse non lo avrei mai scoperto. Ho fatto insomma un apprendistato a tutto tondo che mi ha fatto sentire sempre più accolto ed allineato.

D: a Marconi hai un tuo luogo del cuore?
R: senza dubbio Lungotevere Gassman dove ho curato diversi eventi tra cui uno condiviso con Plastic free.

D: Posto molto suggestivo. A Marconi esiste un grosso problema di tag.
R: molto pesante, infatti con Stef siamo intervenuti a sanarne diverse al muro dell’UCI Cinema, a Via Volpato, a Via Borghesano lucchese ma francamente penso che senza un appoggio istituzionale questa piaga non troverà soluzione.

D: hai mai partecipato ad un Retake Scuole?
R: ne ricordo uno bellissimo condiviso alla scalinata vicino alla Fontana Paola a Trastevere, era il Liceo Cervantes, facemmo un evento con i fiocchi, Alejandra ed io sui Social, Paolo Monteverde con i ragazzi a pitturare un muro e Lanae Silvestri. In occasione come queste senti il senso della squadra e ancora di più godi del risultato.
Nell’ambito di Retake Scuole ho preso anche parte ad un progetto di alternanza scuola lavoro guidato da Alessandra Pannuti, le possibilità di cooperare dentro Retake sono davvero molte. A questo progetto hanno preso parte anche i NAD in veste di formatori, sono sono un corpo di Polizia che ci ha dato una mano significativa a Marconi per una deterrenza agli esercizi commerciali che non conferiscono come dovrebbero…

D: tu ti sei interessato anche al rilancio di gruppi Retake dormienti
R: sì a Testaccio ed Ostiense e a Trastevere, in particolar modo, dove ho cercato di seminare le nostre buone pratiche nella speranza che si palesassero nuovi Admin. Trovo assurdo che un posto così centrale, storico e fascinoso sia abbandonato a se stesso.
Così con Alejandra i primi di agosto del 2020 abbiamo organizzato un evento che ha avuto una buona partecipazione e ha fatto affacciare due giovani americane che si erano dette interessate a proseguire.. ma noi retaker sappiamo bene che alle dichiarazioni di intenti devono seguire i fatti, vedremo se saranno conseguenti.

D: tu sottolinei spesso il valore della concretezza dentro Retake.
R: assolutamente, il motivo per cui io ci sto bene sta tutto lì, mi piace che il risultato delle nostre azioni sia tangibile, a me non interessano più di tanto le disquisizioni e i confronti ideologici, a me scatta subito il “sì va bene, allora quando lo facciamo?”

D: la tua recente attività come responsabile della pagina fb ti porta inevitabilmente a prendere atto delle tante sfaccettature di Retake
R: senza dubbio. Ho accettato questo incarico perché corrisponde agli studi di Magistrale in Editoria e Scrittura che sto per concludere e anche perché mi mette in una posizione che mi consente di seguire il Movimento nelle sue tante diramazioni.

D: non è un compito facile, ne senti la pressione?
R: assolutamente no, io tendo ad essere diplomatico, esplicito ed assertivo se dovessi mai rispondere con un diniego. Sento piuttosto la responsabilità di comunicare per Retake e quindi cerco di assumere un buon numero di informazioni in modo da contenere al massimo l’incidenza di errore. Noi ci siamo guadagnati attendibilità e credibilità e quindi sento di dover difendere questo status a nome di tutti. In questa attività mi sta ritornando utile aver conosciuto personalmente un buon numero di retaker, mi avvantaggia nell’interlocuzione.

D: quanto tempo ti occupa questo impegno?
R: dipende, almeno due ore al giorno, le cose da seguire ed approfondire sono molte.

D: dentro Retake sono nati negli anni tantissimi slogan, “Roma, la mia casa” come ti risuona?
R: Benissimo, io trovo che andrebbe proprio considerata così e le si dovrebbe riservare il riguardo che ognuno di noi ha per la propria casa.

D: che vuole dire essere retaker per Te?
R: nulla di speciale, un cittadino attivo, responsabile, rispettoso. Di fatto tutti dovrebbero essere retaker. E se così fosse non dovremmo più chiamarci retaker quanto Cittadini.

D: è un obiettivo ancora lontano.
R: infatti, è per questo che non molliamo.

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