Otto, dopo centinaia e centinaia e centinaia di Retake a cui hai preso parte ricordi come ti sei avviato?

“è accaduto casualmente, era l’estate inoltrata del 2017 ed io facevo parte del gruppo “Riapriamo il Museo della Civiltà romana” che era nato per sollecitare la riapertura del museo che era stato chiuso in maniera forse frettolosa per lavori di adeguamento impianti e ristrutturazione.

Un giorno decidemmo di fare una pulizia del grande piazzale davanti al Museo e qualcuno di noi contatto’ Retake Eur per un supporto.

Di fatto quella mattina mi presentai per primo davanti al museo e, prima che arrivassero i miei compagni di Gruppo, vidi arrivare i volontari del gruppo RR Eur.

Quello che mi colpì inizialmente fu vedere le loro attrezzature che facevano invidia ad una ditta di pulizia. L’incontro poi fu assolutamente informale ed io mi sentii immediatamente a mio agio aiutandoli a scaricare e posizionare gli attrezzi.

Quel giorno c’erano anche volontari dei gruppi Tintoretto e Casal Fattoria che festeggiavano il loro battesimo di fuoco. Lavorammo duramente ma in sintonia, faceva un caldo infernale e ad un certo punto ci bagnammo i capelli per proseguire. Fu un’azione di pulizia molto efficiente, fui colpito dalla cordialità e dalla simpatia che emanavano, oltre che dalla tanta “voglia di fare”

che hai deciso di fare Te dopo questo primo impatto?

“per prima cosa ho assunto informazioni su Retake e poi ho deciso di riprovarne subito uno in quanto, ero rimasto davvero favorevolmente colpito. Il mio primo Retake fu al Tintoretto, ci beccammo un diluvio storico, lavorammo sotto un cavalcavia che per fortuna ci ha dato ricovero, eppure quando sono ritornato a recuperare la mia macchina mi sono infradiciato dalla testa ai piedi. Anche in questa occasione ho respirato nuovamente accoglienza e grande organizzazione, d’altra parte il gruppo Tintoretto si è distinto per anni per essere straordinariamente organizzato e, aggiungo, particolarmente piacevole per gli splendidi dolci con i quali Stefania Di Palma ci deliziava”

da quel momento sei diventato uno dei retaker trasversali più assidui

“sì ed ho deciso fin da subito di pormi in maniera trasversale cercando di frequentare più gruppi possibile. Questo per la mia innata curiosità di capire come una certa azione venga posta in atto da persone diverse ed anche per conoscere appunto situazioni, luoghi, necessità,   modi di porsi e di agire. Supportato anche dal fatto che mi piace il contatto con la gente ed il fare sempre nuove conoscenze.

in effetti tu arrivi e lavori spesso silenziosamente

“molte volte scelgo dove andare la mattina stessa e in base al tempo che ho a disposizione e ad una certa ispirazione del momento. Una mia caratteristica, credo in linea con lo spirito Retake, è che mi muovo molto a piedi e inoltre cerco di utilizzare per spostarmi, per quanto possibile, mezzi pubblici elettrificati: Metro, filobus, tram, trenini locali e treni regionali.

Pertanto agli inizi agli inizi ho partecipato ad eventi di gruppi a me vicini come Tintoretto, EUR, San Paolo, Garbatella, Ostiense e poi sono stato ad Acilia (altro gruppo efficientissimo), Tuscolano, Cinecittà Est, Tor Pignattara, Tor Bella Monaca, Monte Mario, Parioli ecc”

penso sia impossibile ricordarli tutti!

“sì impossibile, ma alcuni mi sono entrati dentro come il Luogo del cuore eletto da Riccardo Schiavon che è anche mio luogo del cuore perché coincide con il polo museale di Valle Giulia dove io amo andare, oltre perché è un luogo di straordinaria bellezza, anche per una certa frequentazione delle Accademie culturali e del museo di Roma che più amo. Trovo che Riccardo abbia fatto una scelta molto opportuna in quanto, anche a mio avviso, Retake dovrebbe restringere il suo raggio di azione e concentrarsi su alcuni luoghi da manutenere costantemente, invece di effettuare operazioni in maniera random. Il focalizzarsi della nostra azione vale per ogni retaker, ognuno dovrebbe comprendere come starci dentro secondo le sue passioni ed attitudini”

tu lo hai fatto con la fotografia

“altra mia caratteristica è che durante i retake, mentre lavoro mi diverto anche a scattare foto.

Questo per cercare di fissare l’impegno, lo sguardo particolare, la tensione, la tenacia, il sorriso, la leggerezza, le coordinazioni che emergono sia in ognuno dei partecipanti all’evento che nel gruppo in generale.

Per cogliere al meglio ciò cerco di catturare l’immagine quando la persona sta operando e non sa di essere osservata. Quell’attimo in cui cadono le maschere ed i filtri e ci si rivela per quello che si è veramente. Nella vita questo non accade spesso perché la nostra educazione ci impone sin da piccoli di abbandonare le espressività naturali che abbiamo dalla nascita.”

sei diventato il ritrattista di Retake!

“ho ormai un archivio molto ricco che sto cercando di catalogare. In parte l’ho fatto, ma spero, in futuro, di avere più tempo a disposizione anche per fare una cernita delle foto e dare un ordine temporale.

che tipo di sentimento ti guida nel sottoscrivere la nostra causa?

“io provo molta rabbia nel vedere il degrado che avvolge questa meravigliosa Città. Partecipare a questi eventi è quindi per me anche un modo di chiedere scusa a Roma e di coccolarla un po’, oltre che di dare un esempio, di fornire una opportunità a chi in quel momento ci passa davanti, si ferma ad osservare e molte volte chiede informazioni. Sono molto preoccupato nel constatare come questo degrado non accenni a diminuire, come le nuove generazioni ormai siano nate nel degrado e non avendo mai avuto visioni diverse, a volte anche dal punto di vista culturale ed educativo, trovino questa realtà del tutto naturale. Anche per questo il modello che proponiamo noi è molto importante”

Verso chi in particolare provi rabbia?

“mah, qui le colpe sono di carattere generale e ben stratificate. Innanzitutto molti di coloro che vivono e lavorano a Roma, evito di chiamarli cittadini in quanto è una parola con una sua precisa connotazione che non si confà a molti.

Poi ci sono le Istituzioni, ma non mi limiterei all’Amministrazione Comunale con le sue espansioni di prossimità, o Regionale. Molto dovrebbe fare lo Stato, anche in termini di microcriminalità, nonché Enti, Ministeri, Società.

C’è poi una “fatiscenza” direi attinente al campo giudiziario e di Sicurezza. Ad esempio molte microzone di Roma sono occupate “militarmente” da persone, a volte pericolose, che creano degrado proprio per impedire ad altri di frequentarle.

oltre agli eventi di quartiere tu prendi parte anche agli eventi generali

“ne ho fatti tantissimi. Ricordo il primo a Villa Flora, organizzato in maniera molto professionale, dove apprezzai le doti oratorie di Simone Vellucci, che non sapevo chi fosse, e la premiazione seguita da un lungo applauso, di una persona, molto avanti con gli anni, che si prendeva cura della Villa. Ricordo, inoltre, che mi stesi per terra, procurando un pò di ilarità nei presenti, per cercare di fotografare per intero l’enorme gruppo che eravamo.

Indimenticabili poi gli eventi “generali” di Ostia, Flaminio, al Ponte Duca D’Aosta, e l’ultimo, di pochi giorni fa, a Colle Oppio, (per me altro luogo del cuore).

Ritengo che con questi eventi noi abbiano anche una funzione di incitamento e di sprone a continuare con rinnovate energie e fiducia in quanto ci permettono di misurare e constatare la forza del movimento che negli eventi di zona non emerge in maniera così prorompente e trascinante.”

nel sentirti parlare si coglie affezione ed attaccamento alla causa: come mai hai deciso di non farne parte ufficialmente?

“non collaboro alla parte organizzativa e gestionale di Retake perché il poco tempo libero che ho a disposizione cerco di “diluirlo” in vari interessi ed attività”

“Giro, vedo gente, mi muovo, faccio foto”, questo è il tuo motto

“sì appunto le tante attività, il lavoro che mi occupa buona parte della giornata, gli impegni familiari.

E poi una casa troppo grande ed un giardino da manutenere che è diventato come le scarpe del calzolaio…

Quindi per cercare di fare un pò di tutto, mi tocca correre, girare ed in una città così grande diventa veramente difficile.

a me sembra tu abbia uno spiccato senso estetico

“io sono un curioso ed un osservatore e ho una grande amore per la storia della nostra Città, pensa che possiedo 2500 foto storiche di Roma. Quando passo per Roma vedo con gli occhi di Goethe, di Stendhal, di Gogol ed anche di Pasolini, oppure attraverso le immagini che mi sono rese da queste foto. Ma non ho rimpianti, quella che vediamo ora è la stratificazione di tante epoche. La grandezza di molti monumenti attuali deriva dalle vestigia del passato. Anche Retake contribuisce a farmi permeare da questa magnificenza, non a caso sono andato molte volte a lavorare anche in Centro storico”

con che spirito affronti un Retake?

“ci vado sempre volentieri perché so che non avrò sorprese negative, ci vado sicuro perché so che le risate, l’allegria, l’impegno sono garantiti, per me è anche una valvola sfogo”

che intendi per sfogo?

“nella vita non abbiamo sempre momenti positivi, quando prendi parte ad un Retake non hai aspettative, perchè si è sicuri di vincere sempre, questa è la nostra certezza”

quando ti capita di fare Speak up quale è l’aspetto che più sottolinei?

“il successo di Retake è dato secondo me anche dalla grande facilità e naturalezza di accesso.

In un mondo in cui ormai anche per accedere ad un articolo di un giornale devi lasciare le tue coordinate con le quali finisci con l’essere poi rintracciato e “perseguitato”, il fatto di presentarsi liberamente ad un Retake senza sentirsi chiedere niente, nessun tipo di informazione, tesseramento,  iscrizione, ma di trovarsi di fronte solo un sorriso accogliente e sincero,  ecco credo che sia un valore aggiunto sempre più raro e sempre più prezioso di questi tempi”

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