D: Retake per molti di noi arriva come un tornado..
R: posso confermarlo e nel mio caso si chiama Gianni Romano! Era tempo che soffrivo della situazione di degrado del mio quartiere e non trovavo il coraggio di attivarmi da sola. Ne parlai con una mia collega che faceva parte del gruppo RR di Ostia e mi suggerì di verificare se esistesse un gruppo nella mia zona. Effettivamente un gruppo Magliana Nuova c’era; era stato attivato sette anni prima, ma si era rimesso in moto da poco. Ad ottobre 2019 ci fu il mio colpo di fulmine, trovai per strada persone operosissime, molto vicine al mio sentire
D: che cosa ti ha fatto innamorare?
R: notare che quello che facevano, con efficienza e semplicità, era esattamente quello che io ritenevo prioritario, sentivo che la mia urgenza ad agire era la loro. Era talmente vero che quando proposi di intervenire sotto casa mia a Piazza Certaldo fu detto e fatto. La piazza versava in uno stato di totale abbandono, aveva l’erba alta 40 cm, era piena di rifiuti, indegna. La trasformammo nell’arco di una mattinata. La disponibilità che trovai mi conquistò letteralmente e sentii nascere in me un forte desiderio di impegnarmi sul serio.
D: quando sei diventata Admin del gruppo?
R. a gennaio 2020, poco prima del lock down..
D: circostanza davvero sfortunata
R: la nostra attività si è totalmente interrotta ed io e Simona Alberico, Admin insieme a me, ne abbiamo sofferto perché avevamo iniziato ad inserirci e avevamo tanti sogni nel cassetto.
D: tu hai preso parte anche a Retake generali
R: sì a quello dei Cento anni di Garbatella, dei 10 anni Retake al Parco degli Acquedotti e al Cifabella a Piramide; poi ne abbiamo organizzato uno anche da noi a Piazza De Andrè che è un punto centrale del quartiere dove contiamo di ritornare anche con il supporto della Parrocchia. La continuità della presenza è uno dei punti di forza della nostra azione

D: ci sono luoghi che presidiate?
R: Per il momento ne abbiamo scelti quattro, dove torniamo ciclicamente: il parchetto Pian Due Torri dove monitoriamo l’area giochi, il Bar Camerino che dà su una piazzetta di Via della Magliana, Piazza Certaldo e un tratto di Via della Magliana che troviamo immancabilmente coperto di rifiuti. La continuità fidelizza il gruppo, lo tiene unito, oltre a gettare il seme di un’affezione ad un luogo, il presidio di un luogo è una modalità vincente
D: il vostro è un quartiere difficile
R: difficilissimo direi. Noi ci scontriamo con un livello di inciviltà molto alto; inoltre nel quartiere abbiamo una pletora di associazioni con le quali non sempre è semplice collaborare
D: perché hai scelto di assumere il tuo impegno di Admin?
R: perché era importante che fosse proprio un abitante di Magliana a farlo: mi preme sottolineare che io vivo questo incarico come un vero e proprio impegno, al punto che il suo peso è diventato maggiore di quello rappresentato dal mio lavoro
D: forse perché ti coinvolge con tutta te stessa?
R: io ci metto amore, passione, tempo ed energie. E mi sento molto responsabilizzata. Sento che quello che faccio non lo faccio unicamente per me quanto per il gruppo di cui sono parte e per il mio quartiere. Arrivo a dire che penso che la vitalità di una delle piantine che portiamo per strada è importante perché fa parte di un’ideale di cura e bellezza da noi seminato per la collettività perché qualcosa cambi, perché la cultura civica cambi. In pratica da quando sono Admin posso intanto dire che la mia vita sia in parte cambiata, non c’è giorno che io non pensi al mio quartiere, questo impegno ha assunto una assoluta centralità per me
D: immagino che come gruppo abbiate vissuto anche momenti di stanca
R: li definirei piuttosto di amarezza e di rabbia, specie quando viene oltraggiato qualcosa che abbiamo riqualificato, ripulito, seminato, ma poi la nostra unione diventa trascinante e rinnova l’entusiasmo

D: come si cementa un gruppo?
R: sicuramente il collante è rappresentato dall’obiettivo comune per il quale ci impegniamo e molto fanno anche i momenti conviviali extra Retake che ci hanno permesso di conoscerci meglio, la componente aggregativa e ludica è un fattore imprescindibile di Retake. Fanno parte del nostro gruppo un americano, una egiziana, un marocchino, un rumeno, una varietà umana straordinaria dalla quale mi sento molto arricchita e che ha allargato i miei orizzonti, specie considerando che per il mio lavoro io mi confronto sempre con una stessa categoria manageriale. Grazie a Retake mi sono molto espansa, verso il quartiere e verso le persone
D: come guardi al tuo quartiere oggi?
R: con occhi sicuramente diversi, molto più vigili, molto più consapevoli, più volti al dettaglio. E’ come se lo vedessi per la prima volta. Oggi lo amo di più e lo soffro di più anche
Poi mi fa piacere quando mi capita di incontrare per strada persone che mi riconoscono perché mi hanno visto in qualche evento retake. Un tempo mi chiudevo in casa e non conoscevo nessuno.
Oggi sento di avere un legame con il luogo in cui vivo
D: avete collaborato con alcune realtà del quartiere?
R: come accennato non è facile perché molte battono in ritirata e non amano fare rete, nonostante i nostri tanti cenni di apertura. Abbiamo condiviso una bella esperienza che spero possa ripetersi con Enrico Olivieri, Presidente di Finestra laica sul territorio, che è venuto ad un nostro evento con alcuni ragazzi che svolgono lavori “socialmente utili” ed abbiamo notato che alcuni di loro si sono appassionati.
Poi c’è stata una buona esperienza, che dovremmo rilanciare a breve, con gli educatori e i ragazzi del CAG Magliana (Centro Aggregazione Giovanile). E’ un buon bacino e una iniziativa valida per la sua ricaduta sociale

D: quale registro specifico deve secondo Te avere un gruppo a Magliana?
R: stare sulla strada, la battaglia si gioca tutta lì, con l’esempio e il dialogo.
Se avessi più tempo dialogherei molto di più con i commercianti, molti di loro stranieri; c’è bisogno di diffondere sempre più la cultura della presa in cura e del rispetto della cosa pubblica, il quartiere è molto popolato e questo non aiuta. Noi ci siamo presi cura di un parchetto, abbiamo ripulito il muro di un palazzo fortemente vandalizzato, a Piazza De Andrè un casotto anche quello coperto di tag e a Piazza Certaldo, in particolar modo, abbiamo riempito una scalinata di fiori in risposta ai rifiuti che c’erano prima e tuttavia ogni tanto qualche piantina viene rubata. Quella scalinata è come il vessillo del nostro operato, per questo ci sta tanto a cuore e comunque è composta di piantine vive che necessitano di essere curate ed annaffiate costantemente.
D: che cosa non ti fa desistere?
R: la fiducia che ho nella proposta Retake e il senso di responsabilità del quale mi sento investita. Cedere vorrebbe dire darla vinta al degrado mentre io ho imparato a confidare nella bontà delle persone. Ecco forse questa è la maggiore eredità che mi porto all’attivo di Retake: il capitale umano, la sua bellezza, la sua volitività, la sua voglia di cambiamento. Dovremo diventare sempre più contagiosi ed io sento che è possibile ed è quello che voglio contribuire a realizzare anche a costo di tanta fatica e qualche batosta