
Lavinia, abitiamo a Roma in due zone molto distanti, eppure, grazie a Retake, tra noi ci si nota spesso online e in qualche misura ci si incomincia a conoscere, io sono rimasta molto colpita dalla bellezza e dalla crucialità del tuo apporto, per questa ragione desidero raccontare la tua storia. Si puo’ dire che il tuo impegno civico in senso lato sia nato in linea di continuità con la tua spiccata vena artistica?
“l’avvio del mio impegno a beneficio della collettività risale a quando mi prestai nel dipingere nella scuola dei miei figli. Sia al nido di Tanaliberamondo che a Torricella Nord, nel cortile dell’Istituto Comprensivo di Piazza Filatteria. Decorammo tutti insieme, in realtà io avevo alle spalle l’esperienza di iniziative analoghe anche in altri asili”
i tuoi lavori sono molto piacevoli, ti definiresti un’artista?
“non direi, mi sento piuttosto un’artigiana. Come dico spesso, io penso con le mani e ho scelto la strada di una formazione rivolta ai bambini che passa dalla manualità. Nel mio Spazio Polifunzionale, Ambarabà, in Via Montaione, cerco di mettere in pratica il principio per il quale, attraverso la creatività i bambini trasmettono e comunicano”
perché hai scelto di lavorare proprio con i bambini?
“da loro si ha un riscontro pazzesco, sono molto stimolanti, hanno menti aperte, sono capaci di accettare anche le critiche, recepiscono i suggerimenti al loro lavoro senza preclusioni.
in che modo ti relazioni a loro?
“chiedo loro il permesso”

e te l’accordano! Hai un approccio molto rispettoso. I tuoi figli sono oggi nella piena adolescenza…
“Eh già! Hanno quattordici e quindici anni. Sono di parte, certo, ma li trovo fantastici….e vorrei frequentarli ed averli nella mia vita anche se non fossero figli miei! E poi se sai guardare nello specchio che un figlio ti pone davanti, trovi uno stimolo incredibile nell’indagare te stesso”
un meraviglioso attestato di stima, di amicizia quasi!
“No no…non credo nell’amicizia tra genitori e figli, ma di certo siamo delle enormi orecchie che ascoltano!”
della tua azione formativa a me arriva una grande ricaduta sociale
“il retaker è un cittadino impegnato. Per tanto tempo ho fatto volontariato in altro modo. Da quando ho conosciuto Retake, ho trovato il MIO modo di contribuire, gratuitamente. La gratuità è un bene assoluto che ogni cittadino dovrebbe mettere in pratica”
come sei arrivata a farti conoscere in ambito scolastico?
“ha sicuramente giocato il passaparola. Quando mi sono proposta per il cortile di Torricella nord ho incontrato Alessandra Pannuti, in quella circostanza i bambini giocavano sul cemento. Alessandra mi ha vista al lavoro, credo sia stato un tutt’uno per lei pensare di coinvolgermi in attività Retake di natura artistica. Infatti mi ha poi messo in contatto con la scuola Anna Magnani dove ho presentato il progetto per il muro e dove ho collaborato con diversi genitori. Alcuni di loro si sono spesi tanto in questo progetto. E’ stata una esperienza meravigliosa! Si è creato un bellissimo rapporto con le docenti, i bimbi (che sono stati, tra l’altro, protagonisti attivi di una intera parte dipinta) ed i genitori.

il decoro di quel lungo muro è stata un’impresa ciclopica, ne sono rimasta molto colpita e immagino sia stato altrettanto per molti!
“l’obiettivo era ancora più “ambizioso” perché a dipingere sono stati circa cento bambini dai tre ai cinque anni”
i bambini vivevano l’ansia di performare?
“assolutamente no! Ognuno ha dipinto una macchia di colore, inserendo dove volevano un bel paio di occhi! Ciò che è uscito fuori è una massa incredibile di mostrini colorati!!!
come avvii i bambini al lavoro?
“in genere io do loro un input, loro poi proseguono sui fogli, sul muro, sul cartone, è uno stimolo reciproco. Quando ci troviamo in questo mood creativo, tutto scompare!”
quanto tempo è stato necessario per ultimare questo incredibile intervento di riqualificazione?
“da maggio a novembre 2025, tante settimane davvero al chiodo, tanta dedizione, in realtà quando ero lì per me era come stare a casa, si creava un’atmosfera impagabile”
e poi è finalmente arrivata l’inaugurazione
“sì, in realtà tutta questa iniziativa è stata proprio una festa, il senso era nell’esserci, nessun obbligo di performare, ognuno era implicitamente invitato ed accolto a fare quello che lo faceva stare bene nell’arco di quelle due ore di attività e intanto ci sentivamo circondati dal bello”

quale è il tuo approccio al lavoro, sei portata al ragionamento, alla progettualità o agisci in maniera più istintiva?
“io tendo a partire in tromba anche in maniera non ragionata, a volte mi capita di sottovalutare la portata delle imprese nelle quali mi avventuro perché ragiono di pancia ed istinto.
Così è stato un po’ anche con Retake, con Alessandra Pannuti che si è fidata di questa follia creativa! Mi ha accordato tanta fiducia e questo lo trovo impagabile al giorno d’oggi”
l’immediatezza, la concretezza, la manualità sono aspetti fondanti di Retake
“penso di aver trovato dentro Retake risposte alternative alla mia formazione cristiano cattolica che non è più radicata in me in senso canonico, vivo la mia spiritualità sentendo una fratellanza comunitaria dove nessuno viene escluso. Retake ha valori che mi sono affini, uno di questi, come dicevo, è la gratuità del gesto, delle attività, dei progetti
che tipo di formazione hai avuto?
“mi sono laureata all’Accademia di Belle Arti a Roma, quindi sono diventata subito miliardaria appena uscita da lì!! (ridacchia).
Ho fatto diversi lavori da allora, scenografie, copie d’autore e molto altro.
Poi ho lavorato per quattro anni ad Explora, il Museo dei Bambini di Roma, cominciando a creare la mia formazione con i piccoli. Per dieci anni poi ho lavorato con Chiara Spasiano nella sua associazione Bottega Degli Alchimisti, una realtà fertile e stimolante, che ci ha permesso di indagare il mondo dei bambini sia da un punto di vista scolastico, con percorsi didattici e laboratori, sia da un punto di vista più ludico contribuendo con la creatività a realizzare scenografie per le feste, oggetti di gioco, fondali. Tre anni fa si è presentata la possibilità di prendere uno spazio, Ambarabà.
Percorsi didattici, feste di compleanno, team building, corsi per bambini e adulti, ma anche uno spazio condiviso, per tutti,
Ora Ambarabà è uno spazio che rispecchia tutto questo”

perdonami l’indiscrezione Lavinia, sei sposata?
“sì sì! Vivo con mio marito Paolo, ci siamo conosciuti nel 2004. Portavamo in scena il Jesus Christ Superstar, lui interpretava Ponzio Pilato e mi sono subito innamorata della sua voce! Comunque… come copertura è un tecnico informatico…ma in realtà è Batman!!!
No seriamente. E’un gran appassionato di musica rock, grunge, di gruppi di Seattle degli anni 90 e porta avanti diversi progetti musicali”
sei accomunata a Paolo anche dalla vena artistica
“in realtà siano un po’ tutti artisti in famiglia, nostra figlia Elisa vuole diventare grafica pubblicitaria e canta, nostro figlio Roberto vuole diventare fumettista. Un disastro!!!! (ride ancora!)
mi fa piacere ascoltare la positività di quello che mi racconti, devi averne tanta dentro di Te se sei riuscita a conquistare Ale nell’immediato e me attraverso l’etere! grazie per aver aderito al nostro progetto civico portando Bellezza ed amorevolezza
“grazie a te per il tempo che mi hai dedicato!”




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