Laurence, la tua è una presenza discreta, eppure il tuo impegno e quello di Sonia sono molto vivi a Dragoncello

“la nostra è una zona ad altissima vocazione verde, una zona per questa ragione molto sfidante, perché larghe parte di territorio sono diventate terra di nessuno, non è affatto facile coinvolgere le Istituzioni perché se ne prendano cura. E’ stato per questo motivo che circa quattro anni fa ho deciso di prendere parte alle attività del CdQ di cui sono diventata segretario, non potevo tollerare di lasciare in uno stato di abbandono ed incuria quel bene naturale che è di tutta la collettività.  Ma oltre alla mia adesione al CdQ faccio parte anche di una ristretta cerchia di volontari, ci chiamiamo i “Giardinieri x caso”, siamo tutti membri del CdQ, ci diamo un gran da fare nel prenderci cura di alcune delle aree verdi alla nostra portata, lavoriamo con un buon ritmo, anche due volte a settimana.

L’annoso problema del quartiere Dragoncello è il seguente. Nel 2004, ci fu il collaudo da parte del Comune per l’acquisizione del Verde del quartiere e in seguito al decentramento tale verde sarebbe dovuto passare a carico dell’allora XIII Municipio, ma non fu così. Il Municipio, data l’immensa distesa del verde, i pochi fondi a disposizione e la mancanza di personale si rifiutò di farsene carico. Si è quindi venuta a determinare una situazione piuttosto complessa sotto il profilo delle pertinenze territoriali, esistono appezzamenti di cui ci prendiamo direttamente cura noi Giardinieri x caso, altri curati da “Insieme per la Curtis Draconis”, associazione di promozione culturale che si propone di sensibilizzare i cittadini attraverso attività di tutela e valorizzazione del territorio e il CdQ di Dragoncello che si occupa inoltre del Parco Vittime del Razzismo. Tutti noi volontari interloquiamo con Municipio e Dipartimento Ambiente per la manutenzione di quanto di loro pertinenza.  Non è possibile trascurare il Verde perché è a continuo rischio di incendi durante il periodo estivo. E in più da noi ci sono ben sette km di piste ciclabili su cui interveniamo in alcuni punti critici in caso di ritardo, da parte del Dipartimento di Tutela Ambientale del Comune di Roma, per la manutenzione…”

colgo una nota dolente nella tua voce e anche tanta passione

“io ho un legame particolare e molto stretto con la terra, per me è la Madre Terra, è tutto, forse dipende dalla mia storia familiare..”

sei francese, giusto?

“io sono nata e vissuta a Parigi fino ai miei diciotto anni e durante i miei anni di crescita nel fine settimana i miei genitori mi strappavano dal centro di Parigi e andavamo a rifugiarci in un bungalow su una piccola isola in mezzo alla Senna, L’ile du Platais

mi stai facendo incuriosire!

“eh..è una storia molto lunga, risale addirittura a mio nonno e ai primi anni del Nocevento, non so quanto c’entri con questa intervista..”

è del tutto attinente perché fa parte della tua storia personale e ci parla del tuo rapporto con la natura

“in effetti la mia famiglia ed io facevamo parte di quella comunità di naturisti, Physiopolis, di cui mio nonno è stato un socio fondatore. Era ispirata ad una filosofia di vita sana e naturale cui hanno dato l’avvio due dottori verso gli anni Venti. Quando eravamo in quella dimensione vivevamo in libertà e con estrema semplicità, praticavamo sport, non esisteva l’energia elettrica, solo lampade a petrolio, prendevamo l’acqua da una fontanella, eravamo a strettissimo contatto con gli animali e con tutti gli elementi naturali. La mia formazione è stata questa e anche da questi usi e costumi un po’ inconsueti origina il mio grandissimo amore per gli animali ai quali ho dedicato tutta me stessa, ma questo è accaduto in maniera più mirata anni dopo..”

andiamo con ordine, dove sei stata dopo i tuoi primi anni parigini?

“beh, mi fai aprire un altro capitolo cruciale della mia vita.. io ho frequentato un Liceo speciale, part time, di mattina seguivo gli studi regolari, il pomeriggio stavo tutti i giorni in sala da ballo a studiare danza per cinque ore al giorno, ero una ballerina classica”

in Te ci sono tante anime!

“e tante vite.. quello che è accaduto a me è singolare.. in realtà i miei maestri di danza degli anni parigini erano eccellenti, venivano dall’Operà di Parigi, una scuola di elevatissimo spicco che è stata tenuta da conto anche dall’allora Direttore della Fenice di Venezia, in cerca di ballerini selezionati che potessero danzare in uno spettacolo con Carla Fracci: in quell’occasione io fui scelta insieme ad altri tre, era il 1981.”

e ti è cambiata la vita!

“posso ben dirlo: è stata un’esperienza straordinaria durata sei intensissimi mesi durante i quali ho avuto occasione di venire a conoscenza dell’esistenza degli Enti Lirici in Italia, con Corpi di Ballo Stabili. La prima occasione me l’ha data un’audizione per l’Arena di Verona e poi si sono presentate un’occasione dietro l’altra, queste rinnovate opportunità di lavoro mi hanno fatto rendere conto che non avrei avuto le stesse prospettive in Francia, lì in quegli anni c’erano molti meno sbocchi lavorativi. Rientrando dopo quei primi sei mesi italiani, constatata la situazione francese di gran lunga più penalizzante per me, mi sono risolta a ritornare in Italia e non sono mai più andata via, vivo qui da più di quarant’anni”

l’Italia è diventato il tuo secondo Paese in ragione della Danza!

“una volta rientrata ho superato un’audizione in RAI per far parte del corpo di ballo della Carrà, ero tra i ballerini esterni di Buonasera Raffaella, nel 1985. E poi si sono inanellati anni di trasmissioni di successo, io ho avuto il privilegio di far parte dei ballerini diretti da Gino Landi, erano quelli che accompagnavano gli spettacoli di Pippo Baudo, anche io ero tra quelli che hanno ballato con la Cuccarini e la Martinez nell’edizione di Fantastico 7 nel 1986. Sono stata nella compagnia di Landi per molto tempo, ho lavorato anche in Mediaset e poi di nuovo alla RAI, nel 1987 ho preso anche parte ad una Corrida con Corrado e al trentasettesimo Festival di Sanremo”

l’esperienza con Gino Landi deve essere stata meravigliosa, lo si ricorda come un artista completo, coreografo e regista, è colui che ha dato un altro passo al fare TV in Italia, un livello forse mai più raggiunto

“sono stati per me anni entusiasmanti e molto formativi, lavoravamo tantissimo, facevamo nove ore di sala prove, sigle e balletti erano quasi sempre in diretta. Un’esperienza che mi ha portato a ballare anche al Festival dell’Operetta a Trieste e a Taormina. Poi ad un certo punto, erano oramai passati diciotto anni di ininterrotta attività, mi sono resa conto che quel mondo non mi apparteneva più e che volevo e dovevo dare un’altra direzione alla mia vita, meglio farlo a 36 anni, piuttosto che a 50, quando è molto più difficile cambiare.. Un giorno ho preso parte a dei festeggiamenti di uno spettacolo che aveva ottenuto uno share superiore a quello della Carrà, mi sono resa conto all’improvviso che tutta quell’euforia non mi apparteneva più, mio figlio mi aspettava in camerino con la baby sitter, tutto questo non aveva più senso per me.. Dopo aver smesso l’attività di danza, sono diventata Direttore di Palco, una sorta di assistente alla regia, era un ruolo che credo di aver svolto anche bene, mi si confaceva perché io, da brava ballerina, sono un’esibizionista”

ho il ricordo di un nostro fugace incontro, l’immagine che mi è arrivata di Te è molto diversa..

“ho cercato di calmare il mio ego, posso dire di aver intrapreso una sorta di percorso spirituale che mi ha indotto a focalizzare la mia attenzione sulla mia interiorità, credo di essere davvero molto cambiata. E da queste rinnovate premesse ho compreso che volevo convogliare le mie energie in lavori di ricaduta sociale. Nel frattempo avevo conosciuto quello che è poi diventato il mio adorato marito, un incontro molto molto felice per me: all’epoca, nell’offrirmi la sua protezione, mi ha reso possibili scelte più libere. Ho iniziato a collaborare con l’associazione Airone all’Infernetto, svolgevo l’attività come volontaria e mi sono resa conto che mi piaceva e che anche io piacevo alle persone. Mi sono rafforzata nel mio convincimento che fosse proprio quella la direzione che volevo prendere, è come se avessi inviato un messaggio all’Universo e sono stata ascoltata: Carmen, un’assistente sociale del Comune, mi ha chiamata a lavorare presso una Casa famiglia che si prendeva cura di bambini sottratti ai padri con madri lavoratrici, io ho accettato subito di fare la baby sitter di alcuni di loro. In pochissimo tempo mi è stato chiesto di entrare in turno con gli altri operatori”

e la tua vita è di nuovo cambiata!

“in effetti sto parlando della mia seconda vita. Ho prestato servizio presso la Casa Famiglia Santa Monica, poi in un’altra dove si trovavano solo bambini, in una terza che ospitava anche le madri: ne ho conosciuta una dalla storia estrema, era stata ferita nell’anima e nel corpo dall’acido con cui l’aveva colpita il marito, la sua dolorosissima vicenda era stata seguita anche dall’associazione Smile again della Boldrini. Ho fatto esperienza anche in una quarta struttura ad Ostia, Santa Claus, proprio ai tempi in cui era cambiata la normativa che stabiliva l’obbligo per gli operatori sociali di avere una qualifica. Per me si è fatta subito strada la realizzazione di un sogno, quello di riprendere gli studi che avevo scelto di interrompere giovanissima. E così in tre anni, dal 2004 al 2007, ho frequentato una scuola serale per conseguire il diploma come Dirigente di Comunità: da Dragoncello andavo al Nomentano ogni pomeriggio, dopo il lavoro. Mio marito spesso veniva a prendermi in moto all’uscita e mi portava a cena per non farmi stancare. Avevo 44 anni. E nel 2013, a 52, mi sono laureata a Roma 3 in Scienze della Formazione, ovvero Educatore Professionale di Comunità conseguendo una tesi sulla Danza nel sociale, la Danza con la disabilità, la Danza portata nelle carceri. Ricordo quegli anni universitari come meravigliosi, studiavo materie che mi piacevano tantissimo, Psicologia, Filosofia, Tecnologie dell’istruzione e dell’apprendimento, Metodologia della ricerca pedagogica, come interagire sulle piattaforme di Comunicazione, ho imparato tantissimo. Lavoravo e studiavo, le mie colleghe di allora sono state molto solidali con me, mi agevolavano nei turni, avevano rispetto del mio traguardo. Nello stesso anno della mia laurea sono cambiati i termini legislativi in merito al mio pensionamento come ballerina e ho potuto andare in pensione a 52 anni. Ho colto l’opportunità e ho deciso di riscattare il mio tempo per dedicarlo completamente al volontariato”

e hai iniziato a spaziare ulteriormente

“ho scelto di dedicarmi agli animali, prima in un canile, quindi in un’associazione animalista, Alfa love for animals, per la quale realizzo creazioni artigianali come forma di autofinanziamento, gli oggetti realizzati da noi del reparto creativo diventano oggetti di donazione in occasione del Natale e della Pasqua. Ho una propensione per gli animali anziani e malati, rigorosamente presi in canile. Omero un cane di 15 anni e la mia cagnolona gigante affetta da un brutto male. Ho anche adottato tre meravigliosi gatti randagi. La mia attenzione alla disabilità è parte della mia vita, dopo essere entrata in pensione ho lavorato per due anni come Assistente alla Disabilità alla Federico Caffè, una Scuola Superiore che accoglie anche ragazzi disabili. Conclusa questa esperienza lavorativa la mia dedizione è andata tutta al territorio”

quando ha preso l’avvio la tua attività nel CdQ?

“era il 2018, l’impegno che ci abbiamo messo e continuiamo a metterci è davvero tanto, non è per nulla facile comprendere come funzioni la macchina amministrativa, gli interventi da portare avanti sono numerosi ed importanti, dobbiamo curare raccolte fondi, mirare ad avere sponsor al nostro fianco, due anni fa la banca BCCE ci ha coperto le spese per l’acquisto di un decespugliatore e un taglia erbe, mentre una raccolta fondi ci ha permesso di acquistare un trattorino che ho imparato a guidare. Ma la sfida più grande è coinvolgere i cittadini, direi che è frustrante, non ci prestano alcuno ascolto nonostante abbiamo creato anche il gruppo Retake”

in che modo sei entrata in contatto con Retake?

“il merito è di Leandra Gargiulo che avendo colto il nostro impegno come CdQ ci ha chiesto di considerare questa opportunità. Per me è stata una notizia meravigliosa, già conoscevo ed apprezzavo Retake. Ma non ho voluto accettare subito, provavo ansia, mi sentivo molto inadeguata nel confronto con gli altri gruppi, temevo e temo tuttora di non poter prendere parte in misura sufficiente alla vita associativa perché i problemi che dobbiamo gestire da noi sono pesanti, i nostri eventi sono di cura del Verde e troppo spesso di rimozione di ingombranti, abbiamo delle vere e proprie discariche che ci infelicitano, avremmo bisogno di tante braccia, ma queste braccia non arrivano.. Leandra è stata molto disponibile e mi ha incoraggiata ad aderire, mi ha rassicurata che non saremmo stati soli.  Purtroppo i miei timori erano fondati, nonostante il nostro impegno, le pettorine, lo striscione e la vela Retake che sempre esponiamo nei nostri eventi non riusciamo a fare breccia negli altri cittadini. Ci abbiamo ripetutamente provato, ricordo che in un evento di riqualificazione dell’esterno di una scuola, dove è venuta a darci una mano Alessandra Ronchi, si sono presentati appena cinque persone portate da una rappresentante di classe e nessun genitore, è come se il nostro quartiere venisse vissuto esclusivamente come un dormitorio”

da cosa deriva il tuo attaccamento a Dragoncello?

“ci abito dal 1989, la mia era la casa di un ente, ho capito di aver fatto la scelta giusta perché quando siamo andati a vivere lì c’erano i campi con le pecore, ho una casa con due giardini dove coltiviamo un orto, il mio rapporto con la terra è rimasto inalterato”

rimani in contatto anche con noi, cerchiamo di capire insieme che cosa potrà indicarci l’Universo..

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