
Giacomo, ancora disponibile per l’intervista?!
“ho le bambine in braccio, dai su, proviamoci, vediamo come va”
come si chiamano?
“sono due gemelle, nate cinque mesi fa, Dafne, nome scelto dalla mia compagna ed Emma, quello che ho scelto io, siamo scesi ad un compromesso”
con i nomi dei bambini succede spesso così! grande rivoluzione nella tua vita! In generale ti piace la novità?
“negli ultimi cinque, sei anni, ho iniziato a mettermi in gioco, sono una persona tendenzialmente riservata, timida, introversa, tendo a stare sul mentale, a pensare, più che a fare, se parto con il pensare non mi ferma più nessuno, in alcuni momenti ho pensato fosse anche un pochino un difetto e quindi ho voluto trovare il modo di uscire dalla mia zona di comfort”
che scelte hai fatto per uscire un po’ dal guscio?
“mi sono iscritto ad un laboratorio teatrale che ho frequentato per due anni, gestito da una associazione che opera nel quartiere, ho vissuto l’esperienza di andare in scena per due volte, nel saggio finale, un risultato misurabile, io a mio agio davanti a 150 persone, ho potuto conoscere questa parte di me e soprattutto ho incontrato delle persone splendide, ci siamo frequentati anche al di fuori del corso, siamo diventati amici”
mi colpisce la tua espressione “risultato misurabile”, riferito al corso teatrale, quale è la tua formazione?
“ho un Diploma di Liceo Classico, sono laureato in Scienze Politiche e Cooperazione internazionale. Ho un Master in Comunicazione e Giornalismo. Seguo la Comunicazione per un’associazione che si occupa di Ambiente, clima, energia, economia circolare”
in che altro modo hai continuato a metterti in gioco?
“mi interessava prendermi cura del territorio e farlo attraverso un’esperienza politica, mi sono infatti candidato a consigliere del Municipio XI, ma non sono passato. Chiusa questa parentesi, mi sono chiesto come non lasciar cadere il mio slancio autentico di poter fare qualcosa a beneficio del quartiere in cui vivo. Ho quindi creato un’associazione, Marconi è una zona di grandissimo passaggio, commerciale, densamente abitata, mi sembrava una misura necessaria ed io non volevo sedermi su una sedia, limitarmi a guardare e lamentarmi, volevo e voglio costruire e fare qualcosa di concreto”

hai sempre vissuto in zona Marconi?
“come puoi sentire dalla mia cadenza, vengo dal Veneto, sono vissuto ad Oppeano, in provincia di Verona, sono a Roma dal 2006”
immagino tu sia venuto qui per seguire l’Università
“sì, sono arrivato che avevo 19 anni, i primi tempi ho vissuto con una mia zia, comunque, prima di stabilizzarmi in via definitiva qui, ho vissuto a Budapest per l’Erasmus, nel 2009, tra il 2014 e il 2015 a Barcellona per circa un anno e ancora sei sette mesi a Torino”
a cosa è dovuta la scelta di Roma?
“Roma è sempre stata la mia passione, il mio sogno nel cassetto, prima di trasferirmi ero venuto tante volte, anche con amici, avevo dei parenti qui”
hai nostalgia dei tuoi luoghi di origine?
“non esattamente, piuttosto un po’ di melanconia nel pensare ai miei da soli perché sono figlio unico, certo la distanza non aiuta, anche per loro come Nonni, molto difficile poter stare con le nipotine”
hai definito Roma il tuo sogno nel cassetto, adesso che la conosci bene il tuo sogno si è infranto con la dura realtà?
“c’è stato un momento burrascoso che ho vissuto con Roma, ha coinciso con il mio desiderio di esplorare nuovi mondi, avrei voluto abitare in altri continenti, l’America latina per esempio. Negli anni mi è capitato di ascoltare i commenti di amici che abitano in altre città europee, quando parlano di Roma fanno commenti critici sul traffico, i rifiuti, in fondo sono un pò luoghi comuni, io ad un certo punto della mia vita ho compreso che volevo e dovevo trovare una direzione, per quanto non sia facile. Mi è stato offerto un lavoro che apprezzo anche perché mi ha dato la possibilità di viaggiare. E inoltre ho proprio sentito di voler gettare le radici e mi sono detto che faccio parte di una comunità e voglio dare il meglio di me a suo sostegno. In fondo la novità è nel giorno dopo giorno, le novità sono anche qui. Nel crescere è cambiato il mio stile di vita, non sempre e solo divertimento, finita l’Università, pochi party, qualche uscita serale, una due volte a settimana, ho sentito l’esigenza di creare un network con le persone”


stai dicendo che il tuo impegno civico ha coinciso anche con una tua esigenza personale di crearti uno stretto giro di relazioni?
“per me risponde ad una logica win win, in qualche misura anche “egoistica”, nel senso che è un impegno che fa sì bene agli altri e fa bene anche a me, quindi perché non farlo? Perché il sabato mattina dormi meno?!”
fai riferimento alla valenza sociale di Retake?
“penso sia utile per combattere l’isolamento, previene la frammentazione sociale. Sono talmente convinto della bontà di questo tipo di impegno che qualche mese fa ho creato un’associazione della quale sono Presidente, Vivere Marconi, offriamo un servizio di supporto nello svolgimento dei compiti scolastici a ben 18 bambini di terza e quarta elementare, provengono da famiglie in difficoltà”
una domanda tendenziosa, hai in serbo di ripresentarti alla prossima tornata elettorale?
“mah, sai, dipende da tantissimi fattori, non posso proprio dare una risposta anche perché io vivo il momento, vivo l’oggi che mi ha dato tanto”
quando hai iniziato ad avvicinarti a Retake?
“è stato tra il 2021 e il 2022, prendevo parte ad eventi organizzati da Paolo Aruffo e Bruna Ruggiero, sono diventato Socio nel 2023, in coincidenza del trasferimento di Paolo a Monteverde, c’era bisogno di chi prendesse in mano le redini del gruppo”
quali sono le attività per le quali pensi abbia più senso impegnarsi?
“penso siano efficaci i “prima e i dopo”, si può fare molto per il territorio ed è importante sentire di non essere soli, di far parte di una Comunità di volontari. Personalmente non ritengo valido limitarsi alla sola azione di pulizia con le scope, bisogna sparare più alto. Ho visto il risultato alla Scuola Media Bagnera, ho avuto l’attenzione iniziale di qualche professore e un comitato di genitori, insieme agli alunni, in circa 110/120 persone, abbiamo ripulito il giardino della scuola, piantumato delle aiuole, ancora oggi il giardino si mantiene pulito, nulla a che vedere con lo scenario infestato dalla vegetazione che avevo trovato”

in che relazione sei con l’Associazione Retake?
“ho partecipato alla Giornata Mondiale della Terra a Parco Marconi, per due volte ho dato il mio contributo per la vendita delle piantine a Natale, ho preso parte di recente al residenziale Retake ai Castelli romani, è stato importante avere una visione di insieme”
nutri qualche perplessità in merito alla nostra attuale organizzazione?
“no no, nessuna, penso solo che secondo me Retake dovrebbe puntare più in alto a livello di studio, creare collaborazioni a livello universitario, diventare un osservatorio sulla rigenerazione urbana. Ma c’è dell’altro”
cosa?
“le persone innovative come noi devono mettersi in gioco e ottenere posizioni di potere per cambiare davvero le cose. Dobbiamo non sono interagire con le Istituzioni, dobbiamo diventare le istituzioni di domani. Altrimenti con il solo aiuto di scope, palette e raschietti la vedo difficile fare qualcosa nel lungo periodo”
e adesso sei nel pieno del tuo impegno con le vostre piccole! Collabori? è complicato, sei un po’ “Mammo”?
“no, io faccio il Papà”
fai bene a rivendicare il tuo ruolo di Padre, mi scuso!
“comunque per nostra fortuna le piccole dormono, sono bravissime, la mia compagna è pediatra, è riuscita a dar loro il giusto ritmo”
hai già in serbo qualche prossimo evento?
“tra due sabati ripeterò un evento che sono stato costretto ad annullare a causa della pioggia. Si tratta di una passeggiata nel quartiere che verrà guidata da un mio amico che fa lo storico di mestiere, mentre cammineremo rievocherà alcune tappe storiche del quartiere, le stesse raffigurate nel murale della scuola e contestualmente raccoglieremo le probabili segnalazioni di criticità da parte dei cittadini. Parteciperà all’iniziativa la mia associazione Vivere Marconi e la Cooperativa Magliana solidale, si tratta di una seconda edizione che ho voluto rilanciare visto il buon riscontro che aveva avuto la prima proposta. Sempre in tema di passeggiate ne ho organizzate tre, fotografiche, con una cordata di altre associazioni, durante il percorso ognuno è stato invitato a fare scatti fotografici sulle aree maggiormente bisognose di intervento, questa modalità funziona, l’adesione è stata nell’ordine di 45 persone”
sei molto incline all’ascolto dei disagi avvertiti dagli altri, come ti poni Te?
“io sono un inquieto, sto tuttora cercando di collocarmi nel mondo. Questi percorsi civici sono costruttivi, incanalano positivamente la mia inquietudine”
che ne è delle piccole, è ora di cena?!
“no, è ora di portarle a fare la ninna”





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