Storie di Retaker: Franco Calavaro

Franco, mi sembra siano passati diversi anni dalla tua adesione a Retake, penso che anche la tua storia non debba mancare nella carrellata di “ritratti” dei volontari, stiamo concorrendo a determinare una narrazione collettiva molto pluralistica, siamo una comunità davvero sfaccettata
“sono diventato Admin del gruppo Lucrezia romana da poco prima del Covid, nel 2019, ma credo di aver avuto i primi contatti con Retake intorno al 2018, ho preso parte ad un evento Retake per la rimozione di alcune scritte vandaliche da una cabina elettrica con Riccardo Gabrieli, ex Socio ed ex Admin del gruppo Retake denominato “Lucrezia Romana” che raccoglie tre piccoli quartieri distinti, ma attigui: Osteria del Curato, Villaggio Appio e Complesso Santarelli. In quel primo evento Retake ho conosciuto Massimo Moretti, colonna portante del gruppo di Lucrezia Romana con il quale mi sono poi trovato a cooperare negli anni.  Io in realtà sono comunque un volontario storico del quartiere. Infatti faccio parte da anni del CdQ e sono quello che segue più strettamente le criticità legate all’Ambiente e al decoro, mi interfaccio con le Istituzioni, sono il delegato sul tema del Direttivo del Comitato di Quartiere di Osteria del Curato dove abito.”

che intendi con il fatto che sei fissato con l’Ambiente?
“sono da sempre avverso al degrado. Non lo tollero. Mi indigna e mi fa soffrire, anche perché molto spesso al degrado fisico di un territorio è legato il suo degrado sociale e quanto più non si arginano fenomeni di disagio ed illegalità strutturale, quanto più si possono affacciare problemi legati alla Sicurezza. Anche se ritengo che Roma sia mediamente una città tranquilla, specie se paragonata ad altre città grandi nel mondo, eppure quando si pensa alla metro Anagnina questa situazione di controllo del territorio si perde completamente, quello è oramai un luogo che incute spavento. E non c’è solo questo”

la stazione Anagnina non è una quota parte del quartiere Lucrezia romana/Osteria del Curato, ma è un hub che polarizza i quartieri limitrofi
“infatti, chi vive dalle mie parti dice di stare ad Anagnina tanto questa realtà è nevralgica, ci rendiamo conto che è una delle porte d’ingresso della Città? Luogo di approdo anche per chi ci arriva per una prima volta, magari da turista tramite l’aeroporto di Ciampino che è qui vicino”

Storie di Retaker: Franco Calavaro

quando tra noi retaker affrontiamo il tema legato alla stazione Anagnina, si intrecciano sensazioni di disagio, rabbia, frustrazione, il nostro livello di consapevolezza di Cittadini è più alto della media, tu stesso non vivi quel luogo in un’accezione meramente utilitaristica…
“lavoro in Centro ed utilizzo sempre i mezzi pubblici e ogni giorno per me è motivo di rabbia. Anche oggi ho fatto foto su come è ridotta la zona posteriore alla fermata degli autobus. Ricordi? Noi retaker ne abbiamo bonificato una grossa fetta con Ama, con le iniziative nell’ambito del Protocollo col Dipartimento Ambiente del Comune, ma la riqualificazione non è stata ultimata, c’è tutta una parte talmente trascurata ed abbandonata a se stessa che si stenta a crederlo, è davvero vergognoso.  L’unica è far girare un video che documenti puntualmente tutto. Io ho viaggiato tanto e il paragone con altre città, dalla Thailandia, la Polonia, persino il Brasile è schiacciante, noi non abbiamo il concetto di manutenzione ordinaria. Quella zona va presidiata stabilmente da Ama. Quella è una zona dove dovrebbero esserci almeno tre passaggi di pulizia al giorno. Mentre in realtà siamo all’abbandono più assoluto e stiamo parlando di un anno giubilare! il nostro “benvenuto” alla Città rispetto ai Pellegrini è di gran lunga peggiore di quello di un paese del Terzo mondo e, torno a ripeterlo, stiamo parlando di un hub che dell’hub non ha nulla, un suk simil discarica abbandonato a se stesso. Mi capita spesso di pensare che forse avrebbe più senso rinunciare a qualche opera pubblica accessoria per concentrarsi su una gestione della pulizia delle strade quotidiana: perché vado a Rio e vedo gli spazzini pulire tutte le mattine mentre da noi passa una spazzatrice giusto ogni tanto? Che poi non si risolve niente perché tra una macchina e l’altra la spazzatrice non ci passa. E’ una vera e propria presa in giro”

hai sempre vissuto in quella zona?
“sono cresciuto a Morena, ho vissuto fugacemente in Via della Pisana e a San Diego in California, infatti io non sono nato a Roma, ma a New York”

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come mai la tua famiglia si trovava a New York?
“i miei si sono conosciuti lì e ci sono rimasti per qualche anno, prima è nato mio fratello, quindi io. Poi le loro famiglie li hanno convinti a rientrare in Italia, perché sarebbe stato più facile per loro crescere due figli con il supporto delle famiglie. E così mia Madre, che è di vicino Cassino, ha fatto ritorno a Roma che è la città dove è cresciuto mio Padre. Nella mia famiglia è rimasto vivo il senso del viaggiare, mio Padre, che era nato nell’Africa delle colonie, è rimasto un viaggiatore e lo siamo anche mio fratello ed io. San Diego è un po’ il mio luogo del cuore. Ho molti amici lì e avevo preso in considerazione di stabilirmici in passato. Mio fratello ha vissuto a Washington D.C. invece.  Il fatto che io abbia avuto modo di viaggiare mi mette in una condizione di inevitabile paragone con le altre città. Ci sono alcuni hub in altre città talmente curati e ben serviti che ti sembra di stare in un aeroporto! Da noi è proprio un altro mondo e io non me ne capacito, non riesco ad accettarlo passivamente”

da noi invece spesso sembra che nella gestione urbana si giochi al ribasso, al sapersi accontentare…
“per me non è così, io sono una persona precisa, esigente, trovo molti aspetti inaccettabili e le condizioni in cui versa Anagnina non sono tollerabili, per questa ragione penso che Retake dovrebbe rafforzare la sua forza derivante dal suo ruolo fondamentale nella città di Roma dove è nato il movimento. Abbiamo siglato un Protocollo unico con il Comune. Lo abbiamo utilizzato come progetto pilota per riqualificare il terminal Anagnina. Io stesso lo avevo proposto al Direttivo precedente, presentando un dettagliato progetto che poi è stato approvato. Abbiamo coinvolto anche il Settimo Municipio, Ama, Atac, il Servizio Giardini. Ma i due eventi specifici nei quali siano stati pesantemente coinvolti (quasi cento volontari ad evento) non hanno raggiunto gli obiettivi che ci eravamo prefissati. Come Associazione penso dovremmo farci sentire decisamente di più. Non ha una gran senso siglare accordi che poi rimangono per lo più sulla carta. O creare interventi che non hanno una prospettiva e che si esauriscono all’indomani, pur avendo messo in campo forze straordinarie”

visto molto da dal di fuori, poiché non ho seguito l’intervento ad Anagnina nella sua fase progettuale, mi viene da pensare che il primo aspetto, direi preliminare, da affrontare sia quello della pulizia costante del piazzale in tutta la sua estensione
“esatto, il tema lo abbiamo naturalmente sollevato in sede municipale più volte, chiedendo un presidio fisso di Ama come per i mercati o certi luoghi turistici. Ci è stato risposto che Ama non ha le risorse necessarie per garantire un servizio di pulizia continuativo. Allora mi chiedo quale sia il senso di tenere in vita un Protocollo che disattende quanto ci si era prefissi? Ha ancora senso prestarsi come Associazione in interventi tutt’altro che risolutivi?”

Storie di Retaker: Franco Calavaro

sottoscrivo totalmente il tuo disappunto che è anche il mio, ogni volta che passo in quella zona è per me motivo di rabbia e sofferenza, eppure colgo in Te, insieme a sofferenza, un forte desiderio di non mollare
“io ho un’anima da volontario, lo sono stato anche in altre associazioni, quando credo in una causa non mollo, sono caparbio, determinato, disciplinato”

per quali altre associazioni hai prestato il tuo impegno?
“vengo da una formazione cattolica. Sono legato alla Chiesa e al suo impegno sociale. Per anni ho girato con Sant’Egidio per l’erogazione dei pasti serali del Giro dei Poveri proprio intorno al terminal Anagnina. Sono stato molto attivo in quel giro. Poi mi sono offerto come insegnante di italiano. Ho infatti scoperto nel corso dell’anno trascorso a San Diego di avere un carisma, un vero e proprio talento nell’insegnare. L’ho fatto con i ragazzi profughi sbarcati dai barconi a San Giuseppe Moscati che accoglieva i ragazzi di un Centro di prima accoglienza per minori della Caritas (CPIM). Poi ho continuato, sempre come volontario, presso una cooperativa sociale che svolgeva un servizio analogo su appalto del Comune per donne straniere ospitate in un palazzo proprio qui nel quartiere dove vivo. Continuo ad essere attivo nel mio CdQ, io non ambisco a far parte dei direttivi vari, ma comunque ci sono”

sei un buon gregario
“esatto, non mi piace stare in primissima linea. Un po’ è anche legato al fatto che non dispongo di tantissimo tempo libero, ma, pur stando nelle retrovie, non faccio venire meno il mio apporto. Mi sento chiamato a riservare un’attenzione al quartiere nel quale vivo perché lo apprezzo. Non è corretto intenderlo come quartiere dormitorio solo perché si trova in periferia. Osteria del Curato ha una sua vivacità, si socializza, ci sono locali che è piacevole frequentare. Inoltre è una zona che non solo gode di una bella edilizia, ma tutto sommato non presenta esagerate criticità legate a disservizi, sporcizia, insicurezza. E vanta ben quattro aree verdi, singolari. Infatti noi viviamo circondati da vestigia romane! Abbiamo il Parco Santarelli, e ancora quello chiamato Valentino, gestito dalla Direzione Generale della BCC che qui ha un grandissimo ufficio.  E nel Parco Valentino sono visibili tratti dell’antica Via Latina. C’è poi davanti alla “Casa del Quartiere”, luogo deputato ad eventi sociali, il parchetto intitolato a Lucia Lungo, una donna venuta a mancare per un tumore, ma che ha operato tantissimo, come volontaria per Osteria del Curato, creando addirittura un giornalino di quartiere.  Infine c’è un altro parco più verso l’Anagnina, quello denominato di Via Soveria Mannelli, preso in gestione dal Comune. Spesso quando alcuni miei amici mi vengono a trovare li porto a fare il giro dei parchi “archeologici” che viene molto apprezzato”

Storie di Retaker: Franco Calavaro

la vostra zona non dista molto dal Parco degli Acquedotti!
“è’ così, è possibile arrivarci agevolmente a piedi, tramite via Lucrezia romana”

che altre iniziative Retake avete intrapreso localmente?
“un’iniziativa che ormai è di diventato un appuntamento periodico annuale è il coinvolgimento dei ragazzi dell’Oratorio estivo della Parrocchia San Raimondo Nonnato ad Osteria del Curato. Si tratta di un campo scuola estivo che dura due settimane. Da quattro anni ormai proponiamo di coinvolgere i ragazzi in un evento specifico di rimozione dei graffiti da muri o cabine elettriche nei punti di interesse dei giovani del quartiere (campetti sportivi, parrocchia etc). Ebbene, all’inizio eravamo noi di Retake a cercare i responsabili dell’oratorio estivo per proporre l’evento che è soprattutto di sensibilizzazione al decoro e al bello. Invece lo scorso anno sono stati proprio i responsabili dell’oratorio a cercare noi per ripetere l’evento. L’evento si svolge in genere in una mezza mattinata di giugno dove decine e decine di ragazzi e bambini si trasformano in piccoli pittori divertendosi un mondo a ricoprire i muri imbrattati del quartiere. Per me è uno degli eventi più importanti del nostro gruppo Retake locale, proprio perché non si limita ad un intervento episodico, come accade durante l’anno, ma c’è il coinvolgimento direi emotivo di molte delle forze future del quartiere. Avviamo l’evento proprio con un discorso in Parrocchia dove i ragazzi si riuniscono per le varie attività dell’oratorio estivo e poi si esce in squadre perché parliamo di diverse decine di giovani che vanno dai 5/6 anni ai 16 anni”

mi piace cogliere il tuo entusiasmo, mi sembra quasi che tu abbia saputo trovare un’armonia tra questi due contesti che ti stanno a cuore, quello parrocchiale e quello Retake, è così?
“sì, direi di sì. Anche se devo dire che sono molto più attivo nel contesto Retake e del decoro. Grazie per avermi dato l’opportunità di questa intervista. Spero che Retake continui nel suo ruolo a Roma dove c’è davvero tanto bisogno di impegno civico e presa in cura dei Beni comuni!”

Storie di Retaker: Franco Calavaro