D: Cos’ è per te Retake? Come hai iniziato ad interessarti della citta’?
R: Retake è un’emozione, la realizzazione di un sogno, la possibilità di trasformare positivamente il nostro intorno. L’opportunità di poter fare qualcosa di concreto. Per anni ho visto il degrado della città. scorrermi negli occhi, Immagini mute di stazioni metro, immondizia per strada, erba che cresce sui marciapiedi. Il degrado si accompagnava a riflessioni personali su cosa poter fare concretamente per la mia città, per difendere i luoghi che amo, per poter dare modo alle future generazioni di poterne godere come è stato per me. Per fare qualcosa di positivo ho iniziato a pulire i giardinetti di Monte Sacro con alcuni cittadini del quartiere, un parco storico mal ridotto, con una bella fontana con una vasca di origine romana al centro, un mausoleo sempre romano e delle belle palme native Rio delle Amazzoni e dal Brasile che gli appassionati vengono a fotografare perchè uniche a Roma. Poi ho incontrato Retake.

D: raccontaci dell’esperienza dei Giardinetti di Monte Sacro e di come sei approdata in Retake
R: Immagina la fine di agosto, la città calda, ancora deserta e i giardinetti di Monte Sacro pieni di plastica e bottiglie nelle aiuole, con un gruppo di donne anziane in sedia a rotelle sedute con le badanti vicino ai secchi colmi di immondizia. Ci sedevano vicino come se nulla fosse. In quel momento ho capito che dovevo fare qualcosa, meritavamo tutti un parco dignitoso. Ho sensibilizzato alcuni cittadini del quartiere e ci siamo uniti per curare il nostro parco, organizzando giornate di pulizia. All’inizio a pulire i Giardinetti eravamo una quindicina di residenti, poi piano piano le persone si sono allontanate e siamo rimasti in due, tre, a volte, miracolo, quattro persone. Un impegno oneroso per il gruppo “resistenti”. Per almeno tre anni abbiamo svuotato secchi di immondizia ogni settimana, spazzato i vialetti, curato le rose, organizzato feste per bambini per sensibilizzare la comunità sociale, parlato con le persone che tendevano ad allontanarsi da una zona percepita come mal frequentata. Senza saperlo eravamo interpreti del “Wake up, Speak up, Clean up ”. Retake del Terzo Municipio ci venne in aiuto, con tanti consigli ed azioni pratiche per risollevare il parco.

D: E così è iniziata la tua avventura con Retake
R: Si. E’ iniziata per caso. Mi piace definirla così perché in effetti ha un po’ il sapore della favola e per quanto io sia una persona concreta ci sono degli “spunti bambini” nella mia storia con i Giardinetti e Retake. Da piccola amavo i film di storie di rinascita e di come si potessero trasformare luoghi e case, dalla fatiscenza allo splendore. La trasformazione attraverso la cura delle cose, il brutto che si trasforma in bello. Per il parco ho sognato la bellezza e la realizzazione di un’area ludica. Il parco ha bisogno di essere vissuto e goduto dalle giovani famiglie che hanno rigenerato il tessuto sociale del quartiere. Retake è comunque molto di più, offre una possibilità reale di riportare luce e speranza non solo a contesti ma anche a persone socialmente in ombra, tutto questo ha il sapore di una storia, dura, vera e con possibili risvolti positivi. Retake inoltre offre a noi possibilità di esprimerci, ognuno può assecondare la sua indole, si puo’ avere cura di un piccolo spazio, oppure dare vita a progetti.

D: il gruppo del Terzo Municipio del quale fai parte è molto vitale
R: è un gruppo energico che si interessa di un territorio molto esteso, affrontando tematiche varie ed importanti. Finora la sua forza è stata la possibilità di contare sul supporto reciproco, anche se principalmente, ma non in via esclusiva, ognuno cura principalmente il proprio quartiere. Io mi sono concentrata su Città Giardino che è il territorio in cui vivo e che conosco in modo approfondito.

D: Nel quartiere ti sei mossa autonomamente o hai ricercato un’interlocuzione con le Istituzioni o altre associazioni?
R: Città Giardino non è un quartiere facile, ma non è il solo, è difficile un coinvolgimento nel fare attivo da parte dei residenti. In questi ultimi anni il quartiere è cambiato socialmente sono arrivate famiglie giovani e sono stati aperti numerosi locali di somministrazione. Città Giardino è quindi un quartiere con problematiche tipiche della movida. In questi anni mi sono relazionata molto con i commercianti e l’associazione Locali Monte Sacro e mi sono riferita alle istituzioni sia a livello municipale che comunale, sono essenziali nella soluzione delle problematiche. La loro partnership è essenziale. Ultimamente i rapporti si sono stretti anche con l’”Associazione culturale 99 non è 100” ed “Arte Citta’ a Colori”.

D: nell’autunno del 2019 realizzi Magnifica Citta’ Giardino, ispirandoti alla felice esperienza omonima a San Lorenzo
R: Si. Ho mutuato il format adattandolo al nostro contesto e alle forze che avremmo potuto mettere in campo. Ho dato vita alla collaborazione con l’associazione la “Ronda della Solidarietà” impegnata nel sostegno alle persone senza fissa dimora. Abbiamo lavorato insieme, i senza fissa dimora si sono sentiti accolti, hanno dato un senso alle loro giornate, hanno fatto amicizia, hanno ricevuto forme di sostentamento. Un progetto come Magnifica determina un notevole salto nella qualità e nell’onere dell’impegno personale. Ha reso necessaria una raccolta fondi, una pianificazione degli interventi ed il loro coordinamento, la cura delle relazioni con l’Associazione Locali di Monte Sacro, la comunicazione dei risultati. Due mesi di serrato impegno che hanno dato molti frutti grazie anche al sostegno di altri Admin del Terzo Municipio e persone del gruppo che hanno consentito di svolgere gli eventi anche infrasettimanalmente. Senza il loro supporto, il progetto non sarebbe stato possibile.

D: quali sono stati i maggiori risultati conseguiti?
R: Oltre a 65 serrande dipinte, muri ripuliti da scritte vecchie di trent’anni, Piazza Menenio Agrippa linda come non mai, sono accadute due cose importanti: i cittadini hanno creato un fondo in sostegno dei senza tetto che vengono coinvolti oltre che nella cura dei Giardinetti in lavori di manutenzione retribuiti. Questo dà la misura dell’inclusione sociale che siamo riusciti ad attivare. Nel parco si è dato vita ad un modello che vede una co-partecipazione di piu’ soggetti per la sua cura: le istituzioni con il Servizio Giardino, Retake, La Ronda, Arte Città e Colori con i ragazzi addetti ai lavori socialmente utili e non da ultimi i cittadini. Adesso ci sono altri due obiettivi da conseguire, l’installazione di un’area giochi per la quale stiamo lottando da anni e l’applicazione di tutte le misure sociali in favore dei senza tetto della Ronda per le quali è stato coinvolto l’Assessorato alle Politiche Sociali del Municipio. Con Retake siamo diventati co progettatori di iniziative e progetti e facilitatori tra soggetti pubblici e privati.

D: di recente Ponte Tazio è stato oggetto dell’interessamento dell’Ufficio Coordinamento Decoro del Comune di Roma
R: grazie al Protocollo d’Intesa siglato tra Retake e Ufficio Decoro, Ponte Tazio è stato riqualificato e liberato dalle scritte vandaliche. Ognuno ha fatto la sua parte, si è creata una splendida sinergia tra tutti. L’emozione più forte è stata comprendere il senso di fiducia e di amicalità da parte dei senza fissa dimora che abitualmente partecipano agli eventi Retake. Il muro della solitudine si è infranto. Ponte Tazio, è il primo evento condiviso con l’Ufficio Coordinamento al Decoro. Abbiamo dato prova di una forza speciale, quella di un’elevata interlocuzione che siamo arrivati a conseguire collettivamente. Questo è un traguardo che abbiamo raggiunto anche con altri soggetti pubblici e che ci sta portando verso prospettive progettuali più complesse che io trovo molto stimolanti

D: che vuoi dire? Rinunceresti agli eventi per strada?
R: assolutamente no, per me fare interventi nelle vie del quartiere è vita e luogo degli incontri più disparati. Sulla strada può accadere di tutto, a volte si materializzano le soluzioni più insperate. Qualcuno che sa svolgere un lavoro particolare che non sappiamo fare, un attrezzo di cui si ha bisogno in quel momento, una donazione insperata, un CEO che ti offre di progettare gratuitamente una campagna di comunicazione per i giovani. Incredibile. La strada è proprio il luogo della realizzazione concreta del sogno. Un sogno che si realizza ogni volta, immancabilmente, una magia che trasforma il degrado in bellezza, Sono affascinata dal fare, mi piace toccare con mano l’effetto del nostro lavoro insieme. Tuttavia la nostra crescita ulteriore, nella quale io credo molto, passa dalla pianificazione e dalla progettazione.

D: di recente ti sei occupata di progetti per il Ministero di Grazia e Giustizia
R: ho seguito questa interlocuzione con Rebecca Spitzmiller e Carmen Lucilla Berardini e abbiamo già ottenuto un buon risultato nell’accoglienza di alcuni minori che sono stati inseriti nei gruppi di Torraccia, Parco degli Acquedotti, San Paolo e Centocelle. Adesso ci attende un impegno importante legato ad un nostro progetto approvato dal Ministero che lo sosterrà anche economicamente: si tratta di venti settimane che ci impegneranno con sette ragazzi dai 18 ai 22 anni in attività pratiche e lezioni on line i cui contenuti dovrebbero risvegliare la loro sensibilità in termini di legalità e costruttività collettiva. E’ interessante partecipare a questa esperienza perché chiama a raccolta le nostre migliori energie progettuali e realizzative, alcuni di noi, tra cui io, hanno scritto il progetto, altri terranno lezioni teoriche, altri ancora realizzeranno gli eventi e affiancheranno i ragazzi durante i Retake come tutor. Ed è un modello replicabile, di spunto per altri progetti.

D: tempo fa hai preso parte ad un’esperienza laboratoriale Retake che ha dato vita ad un progetto da Te finalizzato, Retake Lab
R: ci abbiamo lavorato tanto e penso che una parte di questo progetto, lo stiamo riuscendo a mettere in pratica con l’Ufficio Decoro. La collaborazione con l’Ufficio Decoro di fatto è un monito a prendersi cura di un luogo tenendo conto di tutte le sue componenti e chiamando in causa i soggetti pubblici che devono intervenire a sanarlo. Il nostro ruolo sotto questo profilo è cruciale: Retake rileva una criticità, la segnaliamo, facciamo in modo che chi di dovere la risolva, ci prendiamo cura di vari dettagli e che vanno a rafforzare il livello di decoro complessivo. Vi è però un aspetto, enfatizzato in Retake Lab, che è stato a mio avviso disatteso che è quello che fa riferimento all’applicazione del Nuovo Regolamento di Polizia Urbana. Il contesto urbano puo’ cambiare grazie alla sola applicazione delle norme previste. Beh, sotto quel profilo penso che dovremmo essere più efficaci nel richiedere l’osservazione della normativa e l’applicazione del quadro sanzionatorio. Intendo insistere su questo versante, ci credo molto. La cultura cambia sia perche’ il regolamento deve essere conosciuto da tutti i cittadini romani compresi i bambini e purtroppo non è così, ma anche perche’ devono essere applicate le sanzioni in caso di violazione delle norme. In fondo è successo così anche quando abbiamo dovuto indossare il casco in motorino o allacciare le cinture di sicurezza! Immaginate ad esempio l’applicazione della normativa che prevede la riverniciatura delle serrande da parte dei negozianti? L’eliminazione degli adesivi? La cura delle tende e degli spazi antistanti!. Cosa accadrebbe al contesto cittadino? Un senso di miglioramento inimmaginabile, proprio soltanto facendo la propria parte! In quel Regolamento, sono contenuti strumenti che se inapplicati ci rendono tutti più deboli.

D tu sei una passionale di tuo
R: non c’è dubbio e Retake mi dà modo di esprimermi personalmente per una causa comune, non è un sogno questo?

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