Fabrizio, che cosa ti ha determinato ad entrare in contatto con Retake?

“mi sono sempre preso cura degli alberi sotto casa mia e a Piazza Iside scendevo ad annaffiarli. Nel giugno 2019, in maniera del tutto casuale, ho incontrato Alejandra, admin del gruppo Monti, che aveva organizzato uno “Staccali tutti” proprio lì vicino. Mi sono subito informato a che associazione appartenesse e per la prima volta ho sentito palare di Retake. Mi è venuto spontaneo unirmi subito al lavoro che stavano facendo e ci siamo poi dato appuntamento da lì a 15 giorni; ho anche lasciato il mio numero di cellulare ad Alejandra. Il mio primo evento ufficiale Retake è stato sempre a Piazza Iside, a luglio del 2019; la mia prima attività è stata la pittura di un cestino. Con Alejandra è stato tutto naturale ed immediato, abbiamo iniziato a organizzare eventi e a immaginare un progetto importante per riqualificare quella piazza alla quale ci sentivamo entrambi legati”

hai subito compreso che si poteva andare oltre eventi spot e che potevate ambire ad una riqualificazione più ambiziosa?

“la nostra attenzione si è inizialmente concentrata sulla piazza; ci siamo organizzati con una campagna di raccolta fondi che abbiamo denominato “Verde per Piazza Iside” sulla piattaforma online di Retake. In quel luogo occorreva intervenire anche sul Verde e quindi abbiamo deciso di mettere a dimora un albero di melangolo, potare gli altri alberi esistenti, insomma un approccio integrato che non lasciasse nulla al caso. Oltre alla campagna sulla piattaforma, abbiamo collocato due salvadanai presso due punti commerciali di mia stretta conoscenza. Mentre la campagna procedeva – è durata circa sei mesi – noi abbiamo preso l’abitudine di frequentare Piazza Iside con assiduità, praticamente ci andavamo tutte le sere. Era diventata casa per noi. Ti dico solo che sia Alejandra che io abbiamo deciso di festeggiare i nostri compleanni proprio lì. Si andava in quella piazza in molti, insieme anche al nostro amico Daniel, birretta alla mano, chiacchiere e sogni e anche l’avvio di qualche buona amicizia”

possiamo dire che avete fruito quel luogo con un approccio alternativo, non fruizione utilitaristica quanto consapevolezza del rispetto che gli era dovuto? In cosa si è distinto il vostro comportamento?

“noi annaffiavamo tutte le sere, avevamo una fontanella a portata di mano; quel servizio amorevole era per noi imprescindibile. Questa nostra presa in cura è durata nel tempo; a marzo 2021 abbiamo piantumato il melangolo, è il suo primo anno di vita e ha già dato i suoi frutti; la sua crescita va però seguita”

avete attraversato anche voi un periodo durissimo per il Covid, la vita sociale è stata congelata, come è andata?

“non abbiamo avuto alcun condizionamento: nel pieno rispetto delle regole, abbiamo continuato ad incontrarci in quella piazza, che è limitrofa alle nostre abitazioni. Per noi è diventato un luogo di sfogo benefico, in quel periodo si aggregarono a noi in molti, facevamo comunità”

quella piazza ve la siete riconquistata attivamente, l’avete sempre più utilizzata dopo averla riqualificata completamente?

“il rapporto che abbiamo avuto con quella piazza è stato familiare, tutti la sentivano come casa propria e che ci apparteneva perché stavamo lì per prendercene cura; il nostro rapporto con quel contesto ha rasentato picchi di maniacalità, poiché curavamo davvero  ogni minimo dettaglio. Si è quindi sviluppato in noi un grande senso di appartenenza. Grazie a questa piazza ci siamo sentiti tutti meno soli, ognuno ci sentiva qualcosa di proprio, l’unione tra noi era cementata dalla condivisione di un progetto comune.”

adesso ti stai occupando di un altro progetto “Le scalinate di Monti”, rintracci nell’esperienza precedente un tassello di fiducia?

sicuramente sì, noi ci siamo certamente entusiasmati nel riqualificare Piazza Iside e all’inizio del progetto non pensavamo che accedesse questo miracolo; adesso sto portando avanti il progetto di riqualificazione delle scalinate di via della Domus Aurea denominato: “Le scalinate di Monti”.

che tipo di supporto istituzionale avete avuto nel progetto di Piazza Iside e nel nuovo progetto?

“pieno, sia da parte della Giunta precedente che dell’attuale; io sono in stretto contatto con l’attuale Assessore all’Ambiente del Primo Municipio Stefano Marin, gli ho rappresentato la necessità di far ripristinare i lampioni distrutti e bonificare le aiuole della scalinata. A suo tempo stringemmo un Patto di Collaborazione per le scalinate siglato dall’allora Presidente del Municipio I Sabrina Alfonsi e dalla Presidente Retake Roma Francesca Elisa Leonelli; spesso vari Assessori sono venuti a trovarci sul luogo dove lavoravamo, abbiamo sentito la loro vicinanza, sono state abbattute le distanze tra associazioni ed Istituzioni, è stato dato spazio ai cittadini.”

ricordo diversi eventi molto partecipati?

“in un evento alle scalinate sono venuti a darci supporto persino dal gruppo Retake Acilia, sarebbero stati disposti anche a portarci i materiali; quella volta ho proprio percepito che grande famiglia allargata fosse Retake. Comunque noi abbiamo fatto anche rete sul territorio e in particolare in un’occasione abbiamo lavorato insieme a una ventina di bambini dell’Istituto Guicciardini che si trova proprio sopra le scalinate di Piazza Iside; i piccoli delle Elementari erano accompagnati dai loro genitori: è stato molto bello vedere il loro entusiasmo, erano proprio contenti; abbiamo riqualificato anche l’ingresso della loro scuola. In quell’occasione venne anche un giornalista della TV Tele-Ambiente e scrissero un articolo sul giornale La Repubblica.”

se dovessi raccontarla in pillole adesso, come definiresti l’esperienza di Piazza Iside?

“per me è una punta di diamante, la dimostrazione concreta di come le Istituzioni e le associazioni di volontariato possano coesistere. Le Istituzioni ci seguono perché valutano positivamente il nostro apporto, ne colgono la qualità. Il nostro agire, determinato e continuativo, ha voluto comunicare che la fiducia in noi era ben riposta: per questa ragione la campagna che abbiamo attivato, unitamente ai due salvadanai, ci ha messo in cassa una cospicua cifra per far fronte alle spese di materiali e di cura del verde della piazza. Abbiamo vissuto e dato vita ad un momento magico. Penso che quel periodo sia stata una bellissima esperienza della mia vita. Poi, come tutte le esperienze, si è conclusa; anche Daniel, che stava sempre con noi, è andato all’estero, quel gruppo storico e coeso di giovani ha ora smesso di incontrarsi “

la tua azione come retaker è molto focalizzata su alcuni luoghi ben individuati del tuo quartiere; tuttavia, mi sembra tu abbia preso parte anche ad eventi generali

“sono andato al Gazometro ad Ostiense e al Parco degli Acquedotti, ma, come altri, devo fare i conti con il tempo esiguo che mi concede il lavoro. A volte mi sono trovato ad acquistare i materiali durante la pausa pranzo… “

sei diventato Admin del gruppo Monti circa un anno fa?

“non ho voluto rivestire questo ruolo subito dopo l’exploit di Piazza Iside, a me le cose piace farle bene, volevo dimostrare ulteriormente di essermelo conquistato. Quando mi è stato proposto ci ho pensato un po’ su, non mi interessano le etichette, non è questo che conta per me, voglio piuttosto dimostrare di saper fare quello che c’è da fare, voglio onorare l’impegno che mi assumo”

che cosa delle tue esperienze del passato hai riportato dentro Retake?

“il confronto dialettico e democratico, il prendere decisioni condivise. Il mio profondo convincimento di quanto questa imprescindibile condivisione sia valoriale, lo trasferisco anche dentro Retake: ritengo che ascoltare un volontario sia più impegnativo e difficile che organizzare un evento e tuttavia penso che non se ne debba fare a meno, specie quando il confronto è su un progetto, i progetti vanno condivisi, credo nella bontà potenziale delle idee di tutti. Chi come me amministra un gruppo deve puntare ad una progettualità condivisa, non è corretto intendere i volontari come pura manovalanza, vanno ascoltate le idee di tutti. Faccio un esempio: dopo una raccolta fondi credo sia corretto comunicare a tutti a quanto ammonti la donazione per poi chiedersi: “che ne vogliamo fare?” Una volta al mese penso sia opportuno incontrarsi e stabilire gli obiettivi comuni e come si intenda perseguirli. Dentro Retake vorrei trasferire questo modo di agire. Il nostro è un grandissimo esperimento sociale che deve essere fondato sul dialogo ed il confronto”.