Emilio, tu sei un retaker operativo da anni

“Io ho iniziato nel 2014, casualmente. Un giorno ho visto un post in fb di un tale Paolo Di Pasquale, si trattava di un intervento alla metro Lucio Sestio e decisi di andare”

Cosa ti ha spinto?

“Era una riqualificazione nel mio quartiere, io abito a Don Bosco. La volta successiva sono andato a Numidio quadrato, ero talmente convinto che portai con me mio figlio che aveva allora sei anni, venne ripreso ed intervistato dal TG3, era una domenica, il servizio andò in onda alle h 14”

Un esordio in pompa magna!

“Io da quel giorno ho partecipato a molti eventi nella mia zona, al Parco degli Acquedotti, a Via Lemonia”

Che sensazioni provavi?

“Io mi sono subito sentito utile per la mia Città ed orgoglioso di quello che facevo. Non ho mai provato timore, disagio, vergogna nel pulire, anzi, cercavo di trasmettere anche ai passanti quanto fosse giusto prendersi cura della nostra città. Sono stato tra i pionieri del gruppo Appio Tuscolano coordinato da Alfredo Mancia. Non ho mai avuto abbastanza tempo per seguirlo a livello di direttivo, ma sento di farne proprio parte”

Nonostante questo ti sei prestato a molti gruppi

“Io sono romano al cento per cento, lo sono da generazioni, mio nonno aveva un negozio a Via dei Giubbonari, mia madre ha abitato a Via dei Coronari, io la sento tutta la mia romanità, quella buona, educata, non volgare, alla Gigi Proietti.. Per questo per me la cura va estesa a tutta Roma”

Nella tua zona avete promosso l’iniziativa dei giovedì di Retake

“Sì eravamo un piccolo gruppetto, per circa un anno e mezzo abbiamo garantito questo appuntamento, avremmo staccato un milione di adesivi abusivi!  Ma io a volte andavo per strada anche con Mauro Merelli, solo noi due, erano Retake bellissimi”

Che facevate?

“Fondamentalmente staccavamo adesivi. La bellezza era in quel lavoro certosino, con noi spesso assorti nei nostri pensieri. E ad un tratto ci accorgevamo di aver riportato il pulito. Io lo trovo meraviglioso, ti organizzi su due piedi con un amico e in semplicità tocchi con mano che hai prodotto qualcosa di buono per tutti. Una volta lo incontrai che raschiettava da solo, gli dissi di aspettarmi, andai a casa a cambiarmi e lo raggiunsi”

Io ti ricordo in un Retake a Via Marco Fulvio Nobiliore: sei stato capace di pitturare a meraviglia dieci pali in pochissimo tempo!

“Da ragazzo ho avuto occasione di lavorare come pittore, indubbiamente mi è rimasta la mano”

È la passione!

“Anche quella sì, infatti quando mi guardo in giro e capisco che c’è da dipingere io vado”

Dove sei stato?

“Sono andato a Piazza Iside perché quella bella scalinata tutta da dipingere mi ha proprio chiamato, non ho potuto resistere e poi sono stato anche al rifacimento del murale contro il Femminicidio a San Lorenzo, ma quella è un’altra storia ancora”

Che intendi?

“Quello per me è stato anche e soprattutto un omaggio alle Donne che per me sono il motore del mondo. Io proprio non capisco come non si possa portare loro rispetto e peggio ancora come si possa far loro violenza. Quindi quando ho dato una mano quei giorni, l’ho fatto pensando a questo. Quella è un’opera che ha importanza sociale”

Tu hai scelto di andare anche a Colle Oppio in supporto al progetto Retake solidale per il sociale

“A me piace che persone di altre nazionalità in difficoltà possano sentirsi inserite e mi piace se gli si prospettano anche opportunità di impiego lavorativo. Poi mi colpisce con quale impegno lavorano insieme a noi, proprio alla pari”

Quella è una dimensione più allargata dei Retake di quartiere. A Te piacciono i Retake generali?

“Moltissimo, per me sono il sogno che si realizza, è davvero emozionante quando ci incontriamo in duecento, tutti uniti per lo stesso obiettivo, uniti da uno stesso ideale”

Noi ci muoviamo a vari livelli, per esempio a Piazza Quinto Curzio è stato promosso un progetto di riqualificazione urbana

“Sono stato due volte, poi per ragioni personali non sono potuto andare. Confesso però che la cura del Verde mi appassiona meno di altre attività. Io sono più per raschietto e pennello. Ecco perché a volte mi unisco al gruppo del Centro storico

Che cosa rappresenta quel gruppo per Te?

“Io amo stare nel cuore della nostra magnifica Città, in quei momenti avviene l’esplosione del mio orgoglio romano. Mi adopero perchè Roma si presenti bene agli occhi dei turisti, altrimenti di che orgoglio parliamo? Sono stato a Fontana di Trevi, Via della Conciliazione a Natale, a Trinità dei Monti, sono retake che mi danno una grandissima soddisfazione, quelli che prediligo”

Sei andato anche in appoggio al Parco degli Acquedotti

“Sì ho partecipato ad una camminata di raccolta, al ripristino di alcune panchine, all’annaffiamento del Parco delle Farfalle”

Tuo figlio continua a seguirti?

“Mio figlio ha oggi 13 anni, è un ragazzo cresciuto a pane e Retake, quando va in giro non può non notare i comportamenti scorretti di troppi cittadini”

Hai avuto una grande opportunità formativa

“Enorme, io l’ho capito subito, questa esperienza ci ha uniti e a lui è arrivata completamente, questa consapevolezza mi riempie di soddisfazione.”

Hai preso parte anche a Retake Scuole?

“Sono stati Retake bellissimi, alla scuola Antonio De Curtis ho seguito una squadretta di bambini di quinta elementare, alla Bellini, a Circonvallazione Tuscolana eravamo a centinaia tra bambini e la comunità cinese, anche in quella occasione mio figlio era con me”

In che modo Retake ti ha cambiato?

“Sono sempre più orgoglioso della nostra Città e sono diventato un cittadino che non può non notare quello in cui inciampa per strada, raccolgo e differenzio, è più forte di me”

Una piccola fissazione?

“Forse, ma va bene così, mi fa stare meglio”

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