
Claudia, se penso a Te, il primo aspetto che mi appare è il tuo sorriso. Corrisponde al tuo approccio alla vita?
“vuoi dire il fare buon viso a cattivo gioco?!”
o il sorriso è legato al tuo essere ottimista?!
“il sorriso e’ un esercizio di vita, una filosofia che si sposa con Retake. Noi ci dobbiamo riconoscere con le persone che incontriamo e con il contesto nel quale operiamo. Io offro un sorriso perché vorrei riceverlo. Un sorriso accorcia le distanze e distende gli umori. Se lo intendiamo nell’accezione del buon viso a cattivo gioco, in qualche misura ci sta, è la capacità di trasformare il sorriso in attivazione e trasformazione delle persone e dei contesti che abitano e vivono.
come arriva Roma a Te?
penso che Roma sia affaticata, io dico sempre che ha bisogno di vitamina C e intendo di Cultura – non a caso colloco la Cultura al centro, sopra ogni altra cosa, e ancora creatività, colore, civismo, cittadinanza, coesione, collettività, collaborazione, connessione, coraggio, cooperazione, concretezza, carezze, competenze, cambiamento e diverse altre declinazioni ascrivibili a questa terapia, ho creato una chart su questo, poi te la invio!
assolutamente sì! Poi magari la facciamo girare tra noi, quello che stai dicendo mi sta molto intrigando
“quello che voglio dire è che Roma ha bisogno di essere sostenuta, subisce aggressioni continue”
come ti collochi Te rispetto a questo quadro sociale e alle misure di sostegno che hai indicato?
“io, noi, penso che abbiamo il potere di generare Bellezza, il diritto di averne e quello di pretenderla dalle Istituzioni. Noi non siamo soggetti passivi, siamo attivatori, all’altezza di una interlocuzione istituzionale”
la tua valutazione, che mi trova molto d’accordo, descrive uno status di Retake evoluto, in effetti in larga parte raggiunto e perfettibile, quale è stato il tuo primo approccio a Retake, dove, quando e perché?
“Piazza Vittorio, Wake up Roma 2016, lì ho partecipato alla ripulitura del colonnato, ogni tanto vado a controllare come stia la “mia” colonna. Avevo incontrato casualmente una persona che mi ha invitato a partecipare con lei, ha funzionato il passaparola. E così ho incontrato Retake. All’inizio ho partecipato ad alcuni eventi generali, poi ho scelto di impegnarmi localmente e sono entrata a far parte del gruppo del Settimo Municipio, ha coinciso con il mio trasferimento a San Giovanni, dove vivo da cinque anni. Ho preso contatto con Alfredo Mancia e ho subito partecipato alla riqualificazione di Piazza Quinto Curzio. Quindi, su sollecitazione di alcuni cittadini, abbiamo iniziato ad occuparci di Largo Don Orione, in quel caso volevamo mettere a punto un progetto articolato che ci affrancasse dall’etichetta di meri pulitori e lasciasse intendere che noi siamo, in estrema sintesi, attivatori di un cambiamento sociale che passa dalla riqualificazione del territorio e va ben oltre. Per arrivare a questo, per comprenderlo, per farlo proprio, per agirlo, occorrono competenze, per questo penso che chi entra a far parte di Retake debba essere valutato”

che intendi dire quando affermi che la new entry di un nostro volontario vada valutata e in che modo?
“andrebbe chiesta la sua motivazione ad ogni persona che desideri partecipare e si iscriva all’app. Questa modalità, semplice, immediata, ci aiuterebbe molto a conoscere le caratteristiche dei volontari per metterle a comun fattore, farli sentire fin da subito dentro il progetto Retake, ottimizzando energie e opportunità reciproche. Questa comprensione qualitativa è molto importante, noi siamo equiparabili ad un team complesso in ambito aziendale, veniamo da background individuali molto disparati, così come da contesti urbani a volte profondamente diversi, queste circostanze sono molto formative per ognuno di noi.”
uno dei vari obiettivi che vorremmo raggiungere grazie al residenziale al quale ci stiamo accingendo a partecipare, è quello di armonizzare il nostro vitale pluralismo per diventare ancora più efficienti, incisivi
“io penso che noi siamo un team virtuale, siamo frammentati sul territorio, siamo come una grande azienda localizzata in 80 e passa nuclei, un team che si deve aggregare e che attualmente è virtuale, penso che serva qualcuno che abbia le competenze per gestire un team complesso”
questa gestione della nostra complessità è proprio quello che ci aspettiamo in termini di contributo da parte dei coach che ci accompagneranno in questa vicina occasione
“ne sono felice. Serve che ognuno prenda atto del suo ruolo specifico e di quelli di Retake nel suo complesso”
in che ruolo ti riconosci Te?
“quello di attivatrice, so creare connessioni, unisco i puntini e cerco di mettere su dei progetti. Quando ci siamo attivati a Largo Don Orione abbiamo subito compreso che un tassello fondamentale era quello di portare il Verde laddove non c’era. E servivano soldi. Mi sono subito posta la questione di dove trovarli e ho deciso di rivolgermi alla Curia. Spesso le soluzioni arrivano dal territorio stesso, dalla sua conoscenza, dalla sua peculiarità. Mi sono rivolta al Responsabile della Chiesa di Ognissanti, a Don Orione, sulla Via Appia. La Curia orionina ha una sua missione a livello mondiale, sul piano valoriale molto vicini al nostro concetto di cura della persona e del posto nel quale è collocata. Noi lavoriamo con e sulle risorse umane e non possiamo prescindere da quelle economiche. Abbiamo trovato un iniziale ascolto legato alla comunanza di intenti, poi una partecipazione attiva durante i nostri eventi e successivamente abbiamo ottenuto la copertura economica per quattro alberature delle tredici che abbiamo piantato e per l’aiuola centrale, quella che chiamiamo “del Santo”. Naturalmente abbiamo dovuto far loro intendere correttamente chi fossimo, quello che intendevamo fare e come ci saremmo organizzati. Don Walter Croppello, economo generale e presidente dell’ente filantropico Fondazione Don Orione ha partecipato ai nostri eventi e solo successivamente è arrivato anche il sostegno economico. Il progetto fa parte di un Patto di collaborazione stretto tra noi il Settimo Municipio ed altre associazioni, qualche settimana fa proprio a Largo Don Orione c’è stata un’Assemblea cittadina alla quale hanno preso parte il Presidente del Municipio, gli Assessori alla Cultura e all’Ambiente Labsus , il Parroco della Chiesa di Ognissanti e il Presidente della Fondazione Don Orione. Questa è la dimostrazione di come sia produttivo procedere, per fasi di processo. Il primo stadio è quello dell’atto concreto per il Bene comune, il successivo quello di renderlo partecipato, di garantire la presenza sul territorio perché gli intenti non si disperdano, si rafforzino e l’esempio si diffonda, la partecipazione deve essere umana ed economica. Successivamente abbiamo avuto il supporto dello sponsor Findus, è stato realizzato con noi un loro team building grazie al quale Findus ha adottato un’aiuola.”

tante volte penso che Roma per me sia croce e delizia e un po’ lo penso anche di Retake…
“ricordi Il Love is di quando eravamo ragazzini?!”
e come no?! E allora Retake is?!
“un luogo buono, anzi no, un buon luogo, un buon rifugio, buone parole, un luogo dove io posso esprimere la mia Bellezza in Bellezza, agendo, non a parole. Retake è una droga, può creare dipendenza, potremmo farne un disclaimer, Retake crea dipendenza!”
mi ha colpito la centralità che hai dato alla Cultura nella composizione della vitamina C
“certo nell’essere generatori di Bellezza, non ci limitiamo a riqualificare uno spazio, lo trasformiamo in un luogo ed è la Cultura a nutrire quel luogo, a renderlo creativo, partecipato. E’ così che abbiamo dato vita all’Agorà Festival, creato con una rete di associazioni nella quale Assembleabiliglobali è il nostro partner fondamentale”
mi sembra di comprendere che in tutto questo tu abbia giocato un ruolo concreto
“io sono capace di intessere relazioni, lo faccio anche attualmente nel mio lavoro. Ma non mi basta più vivere questo aspetto dentro Retake anche se è nelle mie corde, adesso voglio sostanziare il salto culturale, sento che sia necessaria una trasformazione culturale, voglio lavorare sui contenuti. Cura&Cultura è il format individuato da me, ne sono una convinta promotrice. Trovo che Retake, nella sua anarchia, ci consenta di vivere un margine di libertà espressiva di grandissimo respiro, grazie alla mia libertà in Retake ho avuto la certezza di poter dare il mio contributo, attraverso le mie idee, noi non siamo soldati, non ci vengono impartiti degli ordini. Il nostro è un progetto evoluto. Trovo che questo sia una grande pregio di Retake”
dicevi del tuo convincimento di dover lavorare per gradi, per fasi successive
“Retake è fare Bellezza, questo è il primo step, quindi si passa ad una fase creativa, si diventa attivatori di Bellezza determinando progetti di intervento sul territorio più complessi, noi viviamo una “coscientizzazione”, passiamo dalla conoscenza, alla coscienza, alla consapevolezza”
lo condivido, anche se per diversi di noi la consapevolezza, il risveglio è arrivato ad un livello più sottile, quasi fosse un’epifania, una illuminazione sulla Via di Damasco!
“a livello personale quello che mi sembra che accada è che io mi racconto attraverso le mie azioni, lo faccio attraverso eventi Retake che mi mettono in contatto con infiniti colori di Retake! E’ una esperienza profonda che deriva da una decisione, non da una scelta, ci tengo molto a questo distinguo. La libertà per me non sta nella scelta perché la scelta è vincolata ad un menù, un format predefinito da altri, noi agiamo in piena libertà nel momento in cui decidiamo di farlo”

una libertà responsabile
“ci si attiva per come si è, secondo quello che ti va, in quel giorno, è un’opportunità, tu decidi del tuo tempo, come, quando e dove dare il tuo contributo”
ritorniamo al tema dei fondi a nostro sostegno, mi sembra che tu abbia una percezione netta di quanto sia cruciale
“ho maturato esperienze di Marketing in ambito lavorativo, noi dobbiamo oscillare tra marketing e marketting!
(ridiamo…..) mi fai ripensare alla preponderanza del tuo sorriso, adesso colgo la tua vena umoristica, quel sorriso si corruccia di tanto in tanto?
“penso di avere il meraviglioso difetto di mettere passione. Voglio esercitare il diritto di essere imperfetta. Noi siamo capaci di atti coraggiosi e visionari, da mondo degli unicorni, in questo risiede la nostra passione”
come ritieni che siamo avvertiti dalle Istituzioni? a me sembra che in ben pochi in quell’ambito siano nutriti della stessa passione
“mi sono fatta questa idea nel lavorare al Patto di collaborazione del Settimo Municipio: la macchina amministrativa italiana è terribilmente complessa. I politici colgono l’opportunità a fini elettorali e poi tutto si inaridisce a causa di una burocrazia schiacciante. Noi abbiamo la forza di mettere l’essere umano al centro, questo è un nostro cavallo di battaglia, sappiamo proprio incarnarlo e penso possa giovare comprenderlo alla stessa Politica. Ma purtroppo siamo tutti in sofferenza a causa delle storture del sistema. Per questo sono convinta della bontà dell’approccio di Labsus che sta perseguendo programmi formativi nella Pubblica Amministrazione”
e quindi come ci vedono i politici? esaltati, pedanti, inopportuni o…
“siamo un’opportunità, un jolly da giocarsi perché il loro diventi un gioco vincente”
trasmetti davvero tanta Passione, Claudia, e mi colpisce il tuo puntiglio, la tua capacità di analisi che caratterizza il tuo esprimerti, che arriva anche leggero ed accattivante… Quanto Retake è entrato nella tua vita?
“la domanda giusta è: “quanto spazio occupa sul tuo stendino?!””
e ridiamo ancora insieme, con una complicità che dà il pieno senso del nostro incontro, personale e collettivo. Grazie!




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