
Finalmente Chiara, ci siamo un po’ rincorse!
eh, sì e mi stavo chiedendo come sarà questa intervista, è la prima volta che mi capita
sarà solo una chiacchierata, il senso di queste storie è far emergere l’unicità dei singoli volontari e le ragioni che li hanno indotti a sottoscrivere concretamente la proposta civica di Retake. Quale è stato il tuo avvio?
Io ho aderito due anni fa mentre mio marito (Alessandro Bellardini) era già era attivo da tempo, quattro anni, era entrato in contatto con Cristina Cencioni, Socia Retake, abitiamo tutti in zona Borghesiana Finocchio
come mai tu ti sei unita al gruppo due anni più tardi? Avevi delle resistenze?
in quegli anni è arrivato il nostro terzo figlio
beh, più che una resistenza verso Retake, prendersi cura di un neonato è una assoluta priorità! Quali sono i tuoi campi di interesse?
Sono una regional manager di una nota multinazionale e mi sto occupando anche di una mia startup, Ingegnamente, partita da poco
complimenti! Quali sono le finalità di questa tua iniziativa professionale?
di fatto mi occupo di consulenza manageriale, coadiuvando le mie competenze, tra l’ingegneria gestionale, il project management e il coaching che è un’attività che amo particolarmente.
che peso pensi abbia in Retake la parte relazionale?
fondamentale, noi, come volontari, abbiamo tra l’altro il compito di far comprendere alle nuove generazioni l’importanza della cura dei beni comuni, sensibilizzandoli al loro rispetto

quello del rispetto dei beni comuni fa parte della mission di Retake, è un valore che ha sempre risuonato anche in Te?
sono sempre stata attentissima al tema ambientale e molto appassionata, sin da giovanissima, all’educazione civica. A dodici anni ho preso parte ad una challenge di raccolta di bottiglie di plastica organizzata dalla scuola media che frequentavo, la Vincenzo Bellini. Per l’occasione mi sono fatta gli otto piani del mio condominio per la raccolta e alla fine la mia classe ed io siamo stati gratificati con dei bellissimi voti. Ho sempre avuto una grande sensibilità verso i diritti civili, la causa femminile, i bambini e quella ambientale
è sorprendente tu fossi così sensibile ai diritti civili sin da preadolescente, da cosa ti derivava questa propensione?
provavo e provo uno spiccato senso della giustizia ed ho una forte sensibilità da sempre
e direi tu sia dotata anche di una spiccata intelligenza emotiva. In che rapporto sei invece con la competizione?
sono stata agonista di judo, tuttavia la competizione non è il mio fulcro, pur apprezzandola. Non sono una persona invidiosa, piuttosto tendo ad affiancarmi a chi ne sa più di me per capire come fare meglio
come concili il tuo essere Madre con il lavoro e il tuo impegno Retake?
abbiamo tre figli di nove, sei e tre anni, mi organizzo e certamente mio marito ed i Nonni sono di supporto. I mei genitori abitano vicini a noi e le scuole non distano molto da casa. Oltretutto il tempo pieno ci salva la giornata lavorativa!
fai parte del team Progetti di Retake
sì, coopero con Raffaela Bucci, Stefano Bani, Paola Carra, Carmine Berlino, ultimamente ci siamo occupati del bando FAI al Parco degli Acquedotti e ancora del progetto Retake e Musica proposto da Alessandro Mevi.

e invece quale è il tuo rapporto con l’impegno Retake su strada?
ho aderito in diverse occasioni anche a Centocelle e all’Esquilino, mi piace quando osservo la trasformazione di un luogo di cui ci occupiamo, mi piace il coinvolgimento diretto delle persone, punto al cambiamento mentale a livello sociale e credo che la dimensione scolastica sia fondamentale nel perseguire questo obiettivo. Nelle scuole dei miei figli abbiamo creato una partnership, la sfida più onerosa ed imprescindibile è quella della manutenzione ordinaria, purtroppo l’aspetto distruttivo è molto radicato.
immagina di dover far comprendere ad un giornalista quali siano i punti di forza di Retake…
certamente la capillarità della nostra presenza sul territorio urbano, la nostra capacità di ripresa degli spazi pubblici e di creare bellezza, la tangibilità delle nostre azioni
la natura di questo impegno ti risuona a livello caratteriale? Come definiresti te stessa?
penso di essere pragmatica, concreta, la velocità è una delle mie principali caratteristiche, per questa ragione vorrei che Retake fosse più organizzata al suo interno. E’ vero che nasce come movimento dal basso, tuttavia dovrebbe maggiormente muoversi sulla base di una fiducia reciproca tra chi sta sul territorio e chi si occupa della gestione organizzativa, ho come la sensazione che per alcuni non sia facile delegare. Se la struttura che si occupa dei progetti Retake non arriverà ad una sua ottimizzazione sarà difficile dare elementi di rilievo nelle conferenze Stampa e nella nostra presenza in TV. E invece lavorare per lo stesso obiettivo è fondamentale
come ritieni si possa rafforzare la nostra coesione?
con lo stare di più insieme, una modalità da incentivare è quella dei team building al nostro interno, in quelle occasioni si impara a lavorare insieme

hai la sensazione che questa esperienza dentro Retake ti stia in qualche misura cambiando la vita?
vivo la mia spinta da volontaria come importantissima dal punto di vista umano
sai del contributo che abbiamo ricevuto e perseguiamo tuttora da parte delle Aziende, tu cosa ti “venderesti”?
come detto la nostra capillarità sul territorio, la sostenibilità e la nostra coerenza con i principi dettati dall’Agenda 2030, penso siano elementi che possano darci visibilità rispetto alle Aziende
e quali definiresti come tuoi valori personali che ti appartengono oggi?
credo nell’inclusività, mi ritengo una persona aperta che ha rispetto per le persone, per quello che sono. Sto insegnando questi valori ai miei figli, dico loro che siamo tutti degni di rispetto, che non si deve scansare nessuno. Ti racconto questa: mia figlia frequenta una classe mista e tra le sue compagne ce ne è anche una che viene da una famiglia di credenza pentecostale per cui il giorno del compleanno di mia figlia non è venuta alla Beauty farm che avevo scelto per festeggiarla, il prossimo anno organizzerò da Zero gravity, lì ci sono i tappeti elastici sui quali saltare e questa scelta non metterà in difficoltà la bambina che non si sentirà più emarginata. Altro episodio: alla mensa scolastica mio figlio ha visto che ad un suo amico musulmano non era stato servito il piatto opportuno che gli spettava e mio figlio lo ha fatto notare! Sono quindi molto orgogliosa del fatto che vedano il mio esempio! Un altro valore che porto con molta sensibilità è il rispetto per le persone, per gli animali e per tutto l’ambiente che ci circonda compresa la mia città:Roma.
Retake mette in pratica coerentemente l’oramai troppo sbandierato valore dell’inclusività, gli dà effettivo corpo
assolutamente e nel nostro gruppo di lavoro vorremmo allargare il progetto solidale di Retake, ma torniamo su quanto ho già fatto osservare, serve una struttura più solida e snella per poterlo attuare con facilità e costanza.
grazie Chiara del tempo che hai dedicato a questo confronto, sento in Te passione e la partecipazione emotiva che ti appartiene




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