Storie di Retaker: Carmine Berlino

Carmine, oggi sei Vicepresidente di Retake Roma e parte del suo Legal team
“una responsabilità non da poco, la sento tutta”

prima di ripercorrere la strada che ti ha portato ad accettare di ricoprire questi ruoli all’interno dell’Associazione, dimmi del tuo rapporto con Roma
“non sono nato qui, anche se dopo sedici anni che ci vivo oramai la sento anche io come la “mia”. Vengo da Montesarchio, un paese di 16.000 abitanti nel beneventano. Dopo le Scuole Superiori ho avuto la percezione che in quella dimensione non si avvertisse alcun senso comunitario, ha cominciato a starmi stretta, mi sentivo a disagio. Avrei potuto proseguire i miei studi iscrivendomi alla Facoltà di Giurisprudenza di Benevento come hanno fatto alcuni miei amici che avevano pensato inizialmente di trasferirsi a Roma con me, ma, nonostante il dispiacere per la nostra separazione, io ho perseguito quanto mi ero prefissato, per darmi una prospettiva formativa ed esistenziale di più ampio respiro. E sono arrivato all’Università Roma Tre. Ho un aneddoto da raccontarti che alla fin fine è stato il mio primissimo approccio con Retake, anche se naturalmente non potevo saperlo, è buffo a ripensarci”

sono curiosa!
“dovevo dare l’esame di Inglese giuridico e durante la prova la Professoressa Rebecca Spitzmiller strillò ad un alunno che stava copiando e lo buttò fuori dall’aula!”

un primo assaggio del piglio di Rebecca! In quegli anni abitavi nelle vicinanze dell’Università?
“in realtà no, ho deciso di seguire alcuni amici di Università che abitavano a Piazza Bologna e quindi ho trascorso gran parte dei miei anni di studio lì”

come è stato il tuo impatto con Roma?
“inizialmente mi sentivo spaesato. Io venivo da un paese più piccolo e mi stavo confrontando con una Città di grandi dimensioni. Ma ero convinto della mia scelta. Non mi riconosco molto nelle caratteristiche della maggior parte dei campani. Loro sono estroversi, io, di contro, sono un introverso.
Quando i miei piani iniziali sono cambiati, visto che i miei amici non sono più venuti con me, ho dovuto aggiustare il tiro. Devo confessarti che non sono una persona che ami più di tanto le novità, amo la stabilità, anche se, ripensandoci, le ricerco spesso. Quando mi destabilizzo in una fase iniziale, poi, con il ragionamento, riesco a farmene una ragione”

Storie di Retaker: Carmine Berlino

quanto è forte in Te la razionalità?
“dipende, mi piace considerarmi razionale, sì, ma non lo sono sempre. In alcune circostanze mi trovo anche ad agire di impulso”

e la tua passionalità? In che ambiti si accende?
“quando vedo delle ingiustizie. A quel punto sento l’urgenza di cercare di cambiare la situazione. Bisogna fare qualcosa”

ricordo che per un periodo hai condiviso un appartamento con Simona Cassandra De Maria, è lei che ti ha portato verso Retake?
“sì, abitavamo in Via Colini, siamo stati sotto lo stesso tetto per circa un anno e mezzo. È Stato un bene per me anche perché Cassandra aveva un sacro fuoco civico, quello che ha poi acceso in me, era bravissima e assolutamente dedita, ricordo che tutte le sere dopo cena le trascorreva per pianificare i post, sino a tarda ora. Lei per me è stata una profonda fonte di ispirazione”

quali sono state le tue impressioni quando ti sei avviato come retaker?
“ero innanzitutto curioso. Durante l’Università mi sono concentrato fondamentalmente su me stesso, poi è maturata in me l’esigenza di mettermi in gioco e cominciare a fare qualcosa anche per gli altri, questo è un aspetto che mi appartiene. All’inizio mi sono preso cura degli animali, li amo tutti indistintamente. Faccio volontariato anche in un’altra associazione (A.L.F.A. – Associazione Love for Animals) grazie alla quale ho adottato un gatto da sei anni: Lucky, un trovatello trovato a Corso Trieste. L’associazione che ha sede a Roma e diverse unità operative in altre città, di fatto si occupa di trovare una collocazione adeguata agli animali. Adesso quando posso sono di supporto ai tavoli e nell’amministrazione. Poi mi sono anche appassionato a Retake”

ricordo che ti sei anche occupato di Garbatella, mi sembra tu ti sia trasferito lì
“sì, era il 9 marzo 2020…”

data epocale! E hai lavorato in smart working?
“anche l’Agenzia per cui lavoro si era organizzata così. Io lavoro ad Invitalia, è l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, una società in house del MEF. Dal 2019, quando ancora vivevo a Piazza Bologna, nonostante la sede principale di Invitalia fosse in Via Calabria, fui assegnato nella sede dell’Eur. Una volta che mi sono trasferito a Garbatella, dopo la fase di smart working, mi hanno ricollocato nella sede di Via Calabria! In conclusione Fabrizio, il mio compagno, ed io, abbiamo avuto la fortuna di trovare un appartamento in Via Capo d’Africa, vicino al Colosseo.”

Storie di Retaker: Carmine Berlino

hai vissuto in tre contesti romani molto connotati e belli, stai via via conoscendo Roma, nel bene e nel male, puoi dire di volerle bene?
“Roma mi piace, penso sia migliorabile, sia sotto il profilo dei comportamenti delle persone, sia sotto quello di come viene amministrata, è una città complicata, comunque, sì, le voglio bene”

torniamo al tuo stare dentro Retake. Hai avuto il tempo di dedicarti a Garbatella?
“per un breve periodo: insieme a Sabina Damato, organizzai un bell’evento a Piazza Caterina Sforza, fu partecipato, Sabina venne con dei volontari di San Paolo, vennero anche dei vicini del mio palazzo, rimasero colpiti da quell’intervento, ancora oggi mi chiedono se fosse possibile farne altri”

pensi ci siano dei margini per riattivare quel gruppo?
“sono convinto che per coinvolgere le persone sia necessario che vivano l’associazione, altrimenti si crea presto una disaffezione, c’è anche il rischio che partecipino inizialmente per puro opportunismo…. La mia adesione stessa è andata a fasi. C’è stato un momento in cui Francesca Elisa Leonelli che all’epoca era Presidente, mi chiese se fossi disponibile a fare il Segretario, ma io avevo un contratto triennale di apprendistato in Invitalia, ero troppo preso dal lavoro. A distanza di tempo sono stato nuovamente coinvolto per quel ruolo, intanto io mi ero un po’ disteso rispetto ai miei impegni lavorativi e ho accettato. Ero curioso e alla fine incredulo che mi avessero davvero scelto”

sei una persona modesta?
“un po’. Io sono un pochino cauto. Questo perché quando scelgono di affidarmi degli incarichi, cerco di svolgerli seriamente. Prima studio e poi ci metto del mio. Credo che, nel lavorare all’interno di una organizzazione come di un’associazione, bisogna fare in modo che chi osserva il nostro lavoro arrivi ad avere una percezione cristallina di quello che viene fatto e perché. Questo vale in qualsiasi ambito lavorativo e anche per Retake. Io desidero che si possa uscire dalla logica del “Voi del Direttivo”. Spero il Residenziale lo abbia fatto avvertire un pò di più. Vorrei che tutti si rendessero pienamente conto che Retake è la sommatoria delle azioni di tutti. Per questo apprezzo molto la rubrica che hai creato, Storie di retaker. Mi ha fatto molto piacere il fatto che tu abbia voluto intervistare anche me. Penso sia molto importante tramandare le esperienze individuali e poterle mettere a fattore comune. Io ho letto tutte le interviste, le adoro! Così ho conosciuto molti volontari, anche Nino ho potuto conoscerlo più approfonditamente in questo modo”

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grazie, sono lusingata dal tuo apprezzamento sulle interviste ai retaker! E a proposito di Direttivo come stai vivendo questa esperienza?
“ci sono un botto di cose da fare! Questo un po’ me lo aspettavo e un po’ no…L’Associazione è molto viva ed è in crescita, ma non pensavo ci sarebbe stato così tanto bisogno di supporto. Io sono abilitato per la professione forense e come componente del Legal team sono deputato al controllo della correttezza giuridica degli atti in essere nell’Associazione. In passato mi sono occupato anche di privacy per lavoro e per l’associazione e sono molto contento ci sia un socio dell’associazione che abbia scelto di supportare e presidiare quell’ambito, per me fondamentale. Con riferimento alle diverse attività che ci sono da fare, parlo, per esempio, dei vari Protocolli d’Intesa che vanno visti in tempi stringenti. E poi noi facciamo riunioni una volta a settimana. Siamo vicini alla conclusione del nostro primo anno di mandato, abbiamo cercato di oleare le cose, adesso speriamo che potremo affrontare i prossimi due con maggiore tranquillità, in modo coeso ed organizzato.”

quale la prima urgenza che avete colto?
“come Direttivo la prima urgenza che abbiamo colto è stata quella di rinsaldare i rapporti tra tutti i Soci.
Personalmente, ho avvertito la necessità di andare verso una digitalizzazione più incisiva. Diversi processi sono ancora su carta, ancora oggi non rendiamo del tutto semplice comprendere il da farsi. Pensa alla consultazione delle Linee guida per tirare fuori qualche informazione, troppo lunga, non immediata. Penso che dovremmo andare verso un do ut des, i volontari offrono il proprio tempo e devono avvalersi di processi talmente chiari e semplificati da poterli seguire e replicare in automatico, come fosse del tutto naturale farlo. Ci stiamo muovendo verso una processualizzazione più efficiente. Inoltre penso che i Soci debbano capire cosa si faccia e il Direttivo cosa i Soci pensino dell’Associazione.”

siamo prossimi ad un nostro primo residenziale che potrebbe essere un’occasione di confronto mai organizzata sinora con così tanto respiro temporale, pensi possa essere quella giusta per allinearci?
“penso che il residenziale sia molto importante per tutti e a prescindere da come andrà sarà una esperienza, io la vedo sempre così nella vita”

ritieni che vivere l’esperienza di Retake sia formativo?
“assolutamente, innanzitutto perché si incontrano persone straordinarie. E poi perché si ha l’opportunità di fare il proprio per avere un impatto nella propria città. A Roma è oramai evidente che molti cittadini sono interessati alla cura del Bene comune e questo non può che riflettersi positivamente. L’Amministrazione deve prenderne atto, è obbligata dalla stessa Costituzione”

Storie di Retaker: Carmine Berlino

hai definito Retake vitale, quali sono i segni più tangibili di questo?
“dentro Retake si avverte proprio fervore nel voler e saper collaborare con le Istituzioni, lo agiva bene Francesca Elisa Leonelli durante la sua presidenza, sta continuando Cristiano Tancredi in qualità di neo Presidente. Questa buona semina ci sta facendo pervenire richieste di Protocolli di Intesa con vari soggetti istituzionali, Ama, Atac. A me ha colpito anche che nel grandissimo evento ad Anagnina ci fossero molti addetti Ama a lavorare con noi”

in realtà il coinvolgimento dei dipendenti Ama c’è già stato in alcune passate occasioni e fa parte del loro lavoro, auspichiamo sempre di più. Sotto che luce i tuoi amici vedono il tuo impegno?
“per il mio compagno a volte è stancante, capisce le mie ragioni, ma è anche convinto che come contribuenti dovremmo esigere certi servizi da parte di chi è preposto ad assolverli. Lui però usa il portacicche Retake di Bella Roma, è un cittadino disciplinato!”

forse il tuo compagno vorrebbe vederti un po’ più spesso sul divano con un calice di Hugo in mano!
“amo quel cocktail, l’ho fatto scoprire anche ad Emanuela Fiorenza!”

e anche da questa tenera battuta colgo quanto sei entrato a far parte di noi, grazie!