Antonio tu abiti in una zona periferica relativamente giovane. Quando è stata costruita Torresina?

“Torresina ha iniziato ad essere abitata nel 2003 ed io sono stato tra i pionieri del quartiere, le strade non erano ancora del tutto asfaltate. I primi anni sono stati duretti, considera che non abbiamo avuto il servizio Ama per un anno, eravamo costretti a conferire i rifiuti ad 1 km di distanza, all’ingresso del cantiere, i mezzi pubblici sono arrivati solo tre anni dopo e alla spicciolata, tutto il Verde era abbandonato a se stesso, non si era deciso chi dovesse gestirlo, il rischio era che andasse in malora.”

Una sofferenza per uno come Te che ama il Verde

“Non sopportavo l’idea di vivere in un posto degradato, con l’erba selvatica sui marciapiedi, per cui insieme ad altri “coloni”, ci siamo attivati acquistando zappe, rastrelli ed un decespugliatore per sistemare almeno la lunga aiuola centrale del quartiere, quella su viale Indro Montanelli.”

Hai avuto un gran da fare

“Puoi ben dirlo, perchè a quasi vent’anni dall’essere abitata, il verde pubblico di Torresina non è in carico a nessuno (ad eccezione del parco giochi inaugurato nel 2011, che ha una storia tutta da raccontare).”

Quando hai incontrato Retake?

“Ti confesso che non me lo ricordo nel dettaglio, sono però certo di aver fondato il gruppo RR Torresina a settembre del 2014. Per me aver scoperto Retake è stata una bellissima notizia, finalmente uscivo dalla mia solitudine di libero battitore e potevo misurarmi con cittadini che la vedevano come me, anime affini che hanno a cuore la cura del bene comune. Io ho provato per Retake un’attrazione spontanea, mi ha fatto sentire meno una specie in via di estinzione, molti di noi vengono percepiti come “svalvolati”, perchè ci dicono: “chi ve lo fa fare? Dovrebbero essere le istituzioni attraverso le tasse che paghiamo ad occuparsene”. Ma è frustrante passare la vita ad aspettare, credo che vivere in un bel posto renda la vita più bella ed è stato bello scoprire che tanti altri “pazzi” la pensino come me.”

Come si è formato il tuo gruppo?

“Noi siamo sempre stati dediti al nostro territorio, il lavoro è tanto e gli altri miei compagni non hanno mai avuto la spinta ad uscirne per unirsi ad altri retaker. Ad eccezione dell’altra Admin del nostro gruppo, Viviana. Lei invece è molto attiva nelle iniziative extra quartiere, soprattutto nelle scuole ma anche partecipando ad eventi importanti e ne sono molto felice perchè ci rappresenta egregiamente. Anche io ogni tanto partecipo ad eventi organizzati in altre parti della città ma non è facile incastrare gli impegni di vita, famiglia, lavoro con le passioni anche se ci provo. A me piace osservare come si muovono gli altri retaker e provo per tutti, nella loro diversità e specificità, stima, affetto e simpatia. Tornando a RR Torresina noi abbiamo lavorato molto spesso in stretta collaborazione con il CdQ, abbiamo unito forze, esperienza ed attrezzi, per me questa collaborazione è ed è sempre stata agevole poiché sono anche consigliere dei CdQ da molti anni.”

Avete un parco nel quartiere?

“Da noi c’è il parco giochi Zietta Liù, una dimensione che ci ha visti molto impegnati in suo favore e che è stata anche causa di molte amarezze per noi… Tieni conto che l’idea di parco nacque da una lettera che una bambina del quartiere scrisse all’allora Sindaco Veltroni, la bambina chiedeva un posto dove poter giocare con gli altri bambini, un posto che non fosse in mezzo a strade e cemento… Una richiesta semplice e per questo di grande forza, una rivendicazione del diritto dei bambini ad avere un posto dove giocare… E la richiesta fu accolta, il parco finanziato, ma solo dopo ben cinque anni di battaglie abbiamo potuto inaugurarlo alla fine del 2011.  Siccome era un problema la presa in carico diretta del Comune, per accelerare i tempi ce ne prendemmo cura noi del Comitato di Quartiere. All’inizio ottenemmo la guardiania, vale a dire l’onere della chiusura ed apertura, la pulizia/svuotamento dei cestini e lo sfalcio dell’erba (tutto a titolo rigorosamente gratuito). Nel 2014 ci venne dato l’affido ufficiale che comportava una copertura assicurativa di 1000 euro e il rinnovo degli oneri operativi, il tutto sempre a titolo gratuito per le casse comunali. Erano condizioni gravose, specie per l’apertura e chiusura, ma ce le siamo comunque assunte perché quel parco per noi era un fiore all’occhiello, pensa che abbiamo fatto realizzare anche un’aria inclusiva, credo all’epoca, nel 2016, ci fosse giusto un’altra area in tutta Roma.

Nell’autunno del 2018, subito dopo la Festa dell’Albero durante la quale avevamo messo a dimora una ventina di alberelli con l’aiuto dei bambini della scuola di zona, il parco subì un attacco vandalico, furono forzati i cancelletti e due alberi che erano stati messi in ricordo di due abitanti del quartiere che si sono sempre dedicati alla cura del verde pubblico, dentro e fuori dal parco, sono stati tagliati alla base, un gesto davvero crudele, che mirava a non permettere di poterli salvare. Una situazione assurda, che abbiamo vissuto proprio male e l’aggravante è stato l’abbandono totale delle Istituzioni che non ci hanno attestato nessuna forma di solidarietà, nè in presenza o attraverso i social (anzi, un consigliere municipale ebbe anche il coraggio di dire che a Roma ogni giorno vengono compiuti molti atti vandalici nei parchi e non per questo si esprime solidarietà a chi se ne prende cura!).

Questo atteggiamento insensibile ed anche, per certi versi, provocatorio, ci ha portato a disamorarci e così abbiamo deciso di riconsegnare le chiavi rinunciando all’affido qualche mese prima della sua scadenza (marzo 2019).

Purtroppo il Municipio, nonostante sin dall’anno prima lo avessimo avvisato della convenzione in scadenza, fino ad oggi non è riuscito a preparare un nuovo bando, per cui il parco, incustodito e coi cancelli aperti anche di notte, ha subito diversi danni legati al suo stato di abbandono e a varie baby gang che hanno infierito su giochi ed arredi, bruciando fra l’altro anche i libri custoditi nella Bibliocabina (presente nel parco dal 2014 ed attiva per il libero scambio di libri) per scaldarsi di notte…

E alla fine, per le numerose proteste sia dei residenti che dei frequentatori (il parco era frequentato anche da tanti bambini delle zone limitrofe a Torresina) il parco è stato chiuso per quasi un anno per lavori di manutenzione. Ad aprile di quest’anno è stato riaperto ma non avendolo ancora assegnato ad altre associazioni (dopo due anni, si è ancora in attesa del bando), viene aperto e chiuso dalla polizia locale di Roma Capitale, dello sfalcio dell’erba si occupa una ditta incaricata dal Municipio, mentre dello svuotamento dei cestini pare si occupi l’AMA. Noi, essendo stati sgravati da tali impegni che abbiamo onorato per quasi dieci anni a titolo gratuito, possiamo ora dedicarci ad altre attività di volontariato di cui il quartiere necessita.”

Quale altro Verde curate?

“Aiuole, sparti traffico, area cani, marciapiedi, l’area è estesa. A me capita spesso di lavorare in solitaria, magari non ho il tempo di comunicarlo ufficialmente, ma non ci rinuncio, il lavoro da noi è gravoso e non c’è tempo da perdere. Poi devo ammettere che in alcuni momenti della mia vita, specie quelli più complicati o dolorosi, mi sono reso conto che questo tipo di attività ha rappresentato una valvola di sfogo nella quale ho incanalato frustrazione e sofferenza. Ciò non toglie che a me prendermi cura del mio quartiere piace in assoluto.”

Sono certa che se chiedessi ai retaker che immagine abbiano di Te mi risponderebbero “con la bandana e il decespugliatore in mano” e io aggiungo, tutto bardato eppure tenace nel non mollare la presa!

“In effetti io mi sono speso abbastanza nel corso di vari Retake generali e l’ho fatto anche per diverse ore consecutive, non è una cosa che mi faccia troppa fatica. Il primo a cui ho preso parte fu in occasione del Wake up a Piazza Vittorio nel 2016, fu una mattinata bellissima perché vennero con me anche alcuni retaker di Torresina e vista la rarità della cosa, ne fui molto orgoglioso. Sono poi stato al Ponte Duca d’Aosta, a Piramide in un evento Cifabella, a Tomba di Nerone, a Riva Ostiense, a Ponte Tazio, ho deciso di andare anche a Milano per aderire all’incontro con la rete Retake Italia, questi sono momenti che apprezzo davvero molto. Relazionalmente ho l’opportunità di incontrare o rincontrare retaker che seguo sempre virtualmente, ho la gioia di vederli in carne ed ossa e di poterci avere uno scambio, quando mi estraneo, inevitabilmente, per decespugliare, entro in una dimensione molto rilassante per me, le cuffie mi isolano acusticamente e io mi ritrovo in un prolungato stato meditativo, vivo una sensazione di assoluto benessere. Ogni volta che mi unisco agli altri retaker apprezzo un aspetto che io trovo di grande valore di Retake, quello di mettere insieme persone diverse e tutte positive che agiscono concretamente per amore della loro comune Città.”

Pur avendo tu una spiccata propensione ad agire da libero battitore, a Torresina hai organizzato vari eventi

“Confesso di non avere una grande attitudine all’organizzazione di eventi, io sono uno che si attiva alla mordi e fuggi, comunque una volta abbiamo aderito all’iniziativa di Plogging nazionale e si sono uniti a noi dei runner del quartiere, in un’altra occasione abbiamo accolto dei boy scout di Reggio Emilia che avevano espresso il desiderio di lavorare in periferia. Ricordo poi con piacere un Retake alla Scuola Andersen, lì con l’aiuto delle maestre abbiamo organizzato dei giochi didattici per i bambini sulla raccolta differenziata. Nell’agosto del 2016 abbiamo aderito all’iniziativa de La Notte sbianca, ricordo che avevamo organizzato una cocomerata finale per attirare il più alto numero di persone possibile. Anche se l’adesione ai Retake non è massiccia, per fortuna noi a Torresina abbiamo formato una sorta di comunità, per cui anche se molti sono impegnati a stare dietro ai problemi di casa, famiglia e lavoro, se qualcuno chiede aiuto per qualche criticità trova sempre chi accorre in suo soccorso, c’è molta complicità tra noi.”

A proposito di solidarietà, tu hai preso parte anche ad iniziative solidali

“Sono stato di recente a Colle Oppio, quel progetto di Retake per una Comunità solidale mi ha proprio attratto e poi il posto è bellissimo; durante il primo lock down, a primavera 2020, ho partecipato all’iniziativa dei pacchi solidali promossa da SORTE, ero in coppia con Carmen Lucilla Berardini nelle consegne, un’altra bellissima persona che ha fatto della cura della nostra città una passione; sono iniziative che apprezzo molto, Retake si sta espandendo in favore delle categorie più fragili e questo orientamento ha tutta la mia approvazione”

Tu ti sei offerto anche come formatore sul decespugliatore

“Ho seguito a mia volta il corso di formazione tenuto da Ilaria Wood e una volta ho tenuto io una lezione, sarei bene disposto a rifarlo se servisse ancora. Da qualche tempo ho beneficiato di una regalia da parte di Retake che ha acquistato per me un nuovo decespugliatore, quello storico aveva ceduto dopo anni di onorato servizio”

Beh, ci sta tutto, e forse è stato un po’ interessato.. Non se ne trovano tanti come Te capaci di decespugliare per cinque ore consecutive!

“Sapessi che viaggi che mi faccio!”