Antonella in quale zona del Terzo Municipio vivi?

“Vivo a Talenti. Amo camminare e frequento zone e quartieri diversi. Un giorno passavo vicino al muro di Via Cecco Angiolieri, quello che collega via Luigi Capuana con Via Franco Sacchetti. L’ho osservato a lungo con un livello di disagio e sofferenza superiori al solito. In effetti passarci davanti era per me un pianto, mi provocava un vero e proprio lamento interiore che rimaneva fine a se stesso perché non trovavo sponda alle mie riflessioni. Quel muretto mi aveva più volte indotta ad interrogarmi su cosa si potesse fare per porre rimedio ad una situazione di profondo degrado, lì i ragazzi abbandonano bottiglie a centinaia e io non riuscivo a fermarmi alla loro sola condanna, mi chiedevo dove altro avrebbero potuto andare per incontrarsi. Pensavo a quelli tra loro che non hanno comportamenti irrispettosi e che dovevano vivere tutto quello schifo, in me prevalevano più commiserazione e desolazione che rabbia e certamente la volontà di fare qualcosa. Così mi sono risolta a scrivere un messaggio in fb che parlava del muretto e di cosa si potesse fare insieme. Mi rispose Emanuele Sabino”

Un gran bel benvenuto! Che periodo era?

“Credo fosse settembre 2018”

Che ne è seguito?

“Emanuele, nello stile cotto e mangiato tanto caro a Retake, organizzò subito un nostro intervento al muretto e lì conobbi Simona Martinelli, Stefania Tiberi, Tiziana Trinca, Alessandro Savocco, Riccardo De Angelis. Parteciparono anche alcuni ragazzi del Liceo Orazio. Si unirono a noi anche due miei figli. Ci organizzammo in due turni, mattutino e pomeridiano, il lavoro di bonifica da fare era tantissimo. Quel primo Retake mi ha lasciato un’ottima impressione, sono stata accolta da persone deliziose, c’era una bellissima atmosfera e il nostro intervento fu di grande impatto. La criticità del muretto, con l’andare del tempo, si è rivelata molto più insormontabile di quanto prevedessimo. Io ho continuato ad andare a pulire anche per mio conto, mi sono presa la briga di sollevare ripetutamente questo elemento di disagio sociale al Municipio, anche parlando con lo stesso Presidente Caudo. Purtroppo quella zona è terra di nessuno, non si sono stabilite le pertinenze per cui nessun ufficio si prende in carico la sua manutenzione. Noi siamo intervenuti anche successivamente per ulteriori bonifiche, ma obiettivamente si tratta di azioni che lasciano il tempo che trovano e certamente molta amarezza. Nonostante il mio primo obiettivo sia fallito nel tempo non posso certo dire che lo sia la mia esperienza Retake!”

In che cosa ti senti più appagata nell’aver aderito?

“Mi sta a cuore sottolineare che, per quello che mi riguarda, Retake ha rappresentato una straordinaria occasione di decoro interiore. Mi spiego. Immagina quello che può accadere in una fase della vita di molti, e cioè di avere un gran disordine interno, caos, una forma di immondizia, tanto per stare in una metafora a noi familiare.  L’incontro con persone che, non credo di esagerare a definire splendide, mi ha dato la forza per fare ordine e pulizia e ancor più per lavorare sulla mia autostima che era sotto i tacchi. Insomma proprio questa rete relazionale così qualitativa mi ha rimesso in sesto perchè ho trovato le persone giuste al momento giusto. Non dimenticherò mai il primo incontro e il primo abbraccio con Francesca Dell’Orco. Eravamo al Cinevillage a Talenti, mi venne incontro per accogliermi incondizionatamente e in lei ho trovato una stretta, un calore, uno sguardo ed un sorriso speciali. Di fatto nel tempo Francesca è diventata per me un’amica, una sorella, una madre. È stato per me un incontro con una persona straordinaria. Pensa, capita che ci sentiamo la sera e ci ricontattiamo la mattina!  Ci tengo a dire che Retake è innanzitutto un conforto ed è il piacere di condividere obiettivi comuni con persone stupende. Poi, grazie a questa attività, ne ho conosciute anche altre, per esempio la Presidente di un’associazione culturale con la quale collaboriamo “99 non è cento”.”

Quali sono gli obiettivi per i quali ti impegni?

“A  me continua a restare difficile accettare e comprendere come le persone possano vivere nel degrado, questa è una considerazione che faccio per tutti, ma provo ancor più pena per le persone più disadattate, quelle che sono costrette a rovistare nei cassonetti per esempio. Io non riesco a biasimarle, vorrei fare qualcosa per venire in loro soccorso.  Forse questa ipersensibilità mi deriva dagli anni di volontariato in una Casa famiglia, quando ero appena diciottenne e a quelli trascorsi nell’assistere mia madre e gli anziani che vivevano con lei. Non mi riesce di volgere lo sguardo altrove e fare finta di niente. Pia diffusamente soffro della grande disarmonia dalla quale siamo circondati.  Perseguo un’ideale di bellezza che vorrei rintracciare nei nostri parchi, nelle nostre piazze, nelle nostre scuole”

Hai partecipato a Retake Scuole?

“Si, certo, penso che la nostra principale strada di investimento per un diverso comportamento civico sia proprio quella. Io ho tre figli e da sempre so che l’energia che viene dai giovani sia impagabile, loro hanno tanto da insegnarci. Se non altro ci fanno ritrovare quel lato smarrito di noi stessi. Con il Liceo Orazio abbiamo portato avanti un bel lavoro affidando proprio ad un team di ragazzi la presentazione di Retake Scuole. In questi giorni sono impegnata in una forma di docenza rivolta ai sette ragazzi del progetto formativo da noi presentato al Ministero di Grazia e Giustizia”

Che argomento tratterai?

“In un incontro parlerò diffusamente del degrado, nel secondo tornerò a parlare del muretto!”

Argomenti spinosi.. come difenderesti Retake dai suoi detrattori?

“Non dobbiamo essere noi a difenderci. Per noi parlano le nostre azioni. Lo abbiamo visto anche a seguito del post dell’assessore Christian Raimo in favore degli “imbrattatori seriali” . Ci hanno difeso gli altri, persone a noi sconosciute.”

Io credo di averti conosciuta a Magnifica, San Lorenzo

“Sì, erano i primissimi tempi per me, sono venuta con mia figlia e abbiamo preso parte alla riqualificazione del murale contro il Femminicidio. Ogni tanto vado in “trasferta”.  Ultimamente sono stata al decennale di Retake al Parco degli Acquedotti e di recente a Ponte Tazio e Piazza Palombara Sabina, eventi condivisi con il Dipartimento Ambiente”

Rivesti un ruolo specifico durante i Retake?

“Assecondo semplicemente la mia indole.  Sono brava nello speak-up perché adoro il contatto con le persone. Mi resta facile comunicare. E parlo di noi, di quello che facciamo e poi chiedo loro di partecipare. Finisce, quasi sempre, che si iscrivono al nostro gruppo Retake, con mia grande soddisfazione!”

Sulla strada ti senti quindi a tuo agio?

“Detta così può essere interpretata in un altro modo! Scherzo, naturalmente! Quando ero più giovane mi è capitato per lavoro di stare, se così si può dire un po’ in vetrina, poi mi sono occupata di altro: lavoro di redazione e di scrittura. Ho scritto tante sceneggiature e molti racconti”

Un’attività per cui è importante la sensibilità relazionale. E da pochi giorni hai accettato di seguire la Stampa per Retake

“Ho risposto ad un appello di Claudio Zamboni, ho preavvisato che sono un po’ arrugginita, ma che farò del mio meglio. Ovviamente conto sull’aiuto di tutti!”

Grazie per aver accettato di seguire questa attività importante per l’associazione e bussa alle porte: siamo o non siamo una grande squadra?!

“Certo che lo siamo! Insieme ci spingeremo sempre più lontano perché, cito Albert Einstein “chi dice che è impossibile non dovrebbe disturbare chi ce la sta facendo”. Non disturbateci e….andiamo avanti con il sorriso!”

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A grass-roots citizen movement – non-profit and apolitical –promoting beauty, long term viability and urban regeneration by encouraging the diffusion of civic pride and the notion that each and every resident can take personal responsibility in contributing to the civic and economic growth of all of Italy.

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