Storie di Retaker: Annalisa Condurro

Annalisa, ricordo anche a Te che quanto ci scambieremo nel corso della nostra chiacchierata potrà rimanere tra noi e noi, avrai come tutti uno stretto controllo sul testo…
“sai che ti dico? Compio cinquant’anni a gennaio, ho smesso di pensare troppo, sono oramai sicura che non crollerà il mondo se sbaglio, questo il mio mantra di oggi, se solo penso a quanto fossi ansiosissima… Io sono figlia unica, nata a Napoli, vivo a Bari da circa 20/21 anni, mi sento oramai più barese proprio da quando Retake è entrato nella mia vita”

perché sei venuta a vivere a Bari?
“ho conosciuto mio marito a Napoli, era lì per lavoro, tra noi è stato un colpo di fulmine, io avevo 19 anni, lui 24, dopo qualche mese dal nostro incontro l’ho raggiunto a Bologna e da lì non sono più tornata!”

come sono stati gli anni bolognesi?
“bellissimi, nella prima parte, eravamo giovani, Bologna come città universitaria, offre tanto, ci siamo divertiti moltissimo. Dopo tre anni, io ne avevo 22, è arrivato Gianluca, sono madre di un figlio di 28 anni! Presto ci siamo resi conto di quanto Bologna fosse cara, eravamo entrambi lontani dalle nostre famiglie e alla fine ci siamo risolti a prendere casa a Pozzuoli, in questo modo ho potuto avere un po’ di supporto dalla mia famiglia. Poi casualmente abbiamo avuto modo di prendere in considerazione un appartamento a Bari, così abbiamo rifatto armi e bagagli e ci siamo trasferiti, mio figlio doveva iniziare la scuola elementare e ci è sembrato il momento più opportuno per farlo”

anche Bari è una città di mare…
“hai proprio colto nel segno, “chi tene ‘o mare…”, per me era un requisito fondamentale! La natura è tutta meravigliosa, ma il mare mi mette in pace con me stessa, è proprio il mio elemento”

quale lavoro fa tuo marito?
“è un poliziotto che si sposta frequentemente. Lui sa la sera prima quello che farà il giorno dopo, quindi abbiamo imparato a essere flessibili e indipendenti, sempre con un piano B pronto”

tu sei flessibile di carattere?
“sì e poi ho l’adattabilità napoletana, sappiamo molto bene che nessuno verrà a salvarci e quindi ci diamo da fare, contiamo sulle nostre forze, noi siamo fatti così”

Storie di Retaker: Annalisa Condurro

sei arrivata ad una fase da cinquantenne serena
“un parolone! Direi piuttosto che sono in pace con me stessa. Sono arrivata finalmente a capire cosa voglio dalla vita, mi sono perdonata e mi sono data il permesso di essere felice. Ho capito che non esistono buoni o cattivi, ognuno di noi è pieno di sfaccettature e quindi la diversità è proprio quello che ci accomuna e arricchisce. Ho sempre ricercato il perchè delle cose, per questo ho deciso di diventare vegetariana a 18 anni e poi a 36 anni il mio orologio biologico mi ha ricordato che era il momento di essere di nuovo Mamma.”

nel frattempo come è stato il tuo inserimento a Bari?
“mi ci sono inserita agevolmente, in fondo i baresi sono persone del Sud, la città è piccola, vivibile, e dista solo 260 km da Napoli”

a cosa è dovuta la tua scelta così precoce di essere vegetariana?
“il fatto che io l’abbia scelto in così giovane età, mi ha fatto passare come quella strana, rompiscatole, sono stata tanto presa in giro. Adesso invece mi dicono che voglio fare quella alla moda… in realtà io sono contro gli allevamenti intensivi, contraria al consumismo spasmodico, cerco personalmente di comprare abbigliamento di seconda mano, non abbiamo una macchina, cerco insomma di fare attenzione ad assumere uno stile di vita più sostenibile”

vivere senza una macchina è un po’ un disagio…      
“a livello pratico da noi se ne può fare a meno, Bari è piccola, noi abitiamo nell’ombelico di Bari, abbiamo tutto a portata, raggiungibile a piedi, quando proprio serve per andare fuori, la noleggiamo”

fare a meno della macchina è stata una scelta etica
“etica ed economica. Abitiamo in un palazzo storico non dotato di garage, anche questo avrebbe comportato una grossa spesa per il parcheggio, per le urgenze c’è sempre lo scooter!”

spesso la scelta vegetariana porta o deriva da un percorso meditativo, yogico
“la meditazione sta nella mia to do list. Pratico un po’ di Yoga e da ancor prima Qi Gong, sono attratta dalla Filosofia orientale, mi piace la Medicina cinese che cerca di prevenire i problemi, invece di trattare le conseguenze. Sono convinta che noi siamo un tutto che vive armoniosamente con la Natura, o almeno dovrebbe farlo. Intorno ai mei 18 anni ho capito che volevo diventare vegetariana per agire sul mercato e orientarne le scelte produttive”

Storie di Retaker: Annalisa Condurro

hai dei buoni Amici?
“sono figlia unica, quindi i miei amici sono i miei fratelli e grazie alla tecnologia non passa giorno in cui io non chatti con le mie 3 amiche sorelle, compagne dall’adolescenza. Anche a Bari ho 3 amici straordinari e poi quando ho conosciuto i ragazzi di Retake tutto è cambiato”

che vuoi dire che con Retake è cambiato tutto?
“penso che alla fin fine nessuno può sinceramente dire di stare bene, ma siamo sempre attenti a non mostrare il nostro lato scoperto. Invece mi ha colpito moltissimo lo spirito e l’ironia del gruppo di Retake Bari che funziona proprio perchè ognuno colma le lacune dell’altro. Questo succede perché siamo legati da un obiettivo comune, forte, sentiamo tutti la necessità di difendere il territorio e l’Ambiente in generale e lavorare insieme per scelta è così importante da non lasciare spazio, nè tantomeno le forze per occuparsi delle proprie personali imperfezioni”

come è scattata in Te la volontà di aderire a Retake?
“Betta, mia Amica dai tempi in cui mia figlia andava all’asilo – avevamo entrambe le figlie nello stesso asilo – mi chiese se avrei voluto unirmi al gruppo Retake Bari che sarebbe venuto a sistemare delle scritte orrende, volgari, sui muri e l’asfalto antistanti l’asilo, in quel periodo io lavoravo e non ho potuto partecipare, vedevo loro lavorare perchè l’asilo sta accanto a casa mia, questo avveniva prima del Covid. Nel 2022 ci fu un eventone nella stessa scuola elementare Balilla e sempre Betta mi informò che i retaker sarebbero ritornati. Memore della promessa fatta a me stessa, decisi che era il mio momento per mettermi in gioco, ho così cominciato a dare una mano nella fase di preparazione dell’evento e sono stata risucchiata dal loro modo di essere al mondo”

cosa intendi per “modo di essere al mondo” quando parli dei volontari di Retake?
“ognuno è se stesso, tra noi spiccano moltissimo le diversità, ci prendiamo moltissimo in giro, aumentiamo i nostri difettucci che diventano tra noi dei veri e propri tormentoni, ci amiamo alla follia! Betta (Elisabetta La Macchia n.d.r.) è Bettidea, con la lampadina, Nico diventa Esperanza quando indossa la parrucca fucsia, insomma con Retake hai la sensazione di stare in famiglia, si ride e si scherza, ma quando è il momento di darsi una mano, ce la si dà, abbiamo un legame molto forte. Condividiamo sogni, fatica, sudore, gioia, dolori, delusioni, non puoi mentire alle persone con cui condividi situazioni e momenti così intensi e così non menti neanche a te stessa, perché sai perfettamente qual è il tuo posto, lì insieme a tutti”

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c’è un contatto quotidiano tra Voi?
Assolutamente! Tra noi di Retake ci relazioniamo continuamente perché ci arrivano continuamente proposte e richieste, abbiamo sempre qualcosa di cui discutere”

tu ricopri un ruolo particolare dentro Retake?
“per una serie di valutazioni di opportunità io non lavoro, ho scelto di dedicarmi totalmente alla cosa che mi rendeva felice. Quello che faccio è cercare di alleggerire il compito del nostro Presidente, facendo ciò che lui non può per mancanza di tempo. Fabrizio (Milone n.d.r.) è di ispirazione per tutti, a me sembra strano, lodevole, che una persona che ha una vita così piena, lavorativa, familiare, trovi tutte queste energie e soprattutto la voglia per fare, proporre, coinvolgere”

tra Voi si percepisce un grande senso di Comunità
“creare Comunità è fondamentale, creare Cittadini che sentendosi parte della Città riducono il senso di frustrazione, personale e collettivo, diventa più di una speranza, hai la prova che puoi agire in maniera positiva, senti la gratificazione di fare una cosa che ti fa stare bene e poi provi soddisfazione quando vedi che gli interventi rimangono preservati nel tempo”

quanto gioioso entusiasmo colgo nell’ascoltarti!
“io sono esplosa! E’ vero che è faticoso, ma è talmente gratificante, porta talmente gioia che ne vale la pena. Quando ti occupi di Retake non pensi alle cose della tua vita, stacchi, sei preso mentalmente, sei in contatto con le persone, bambini, anziani, politici, artisti, altre Associazioni. Io grazie a Retake ho avuto opportunità di conoscere persone eccezionali, attive nel sociale, tutto questo mi fa sentire meno figlia unica, penso che questo sia il senso della vita, ritrovarsi sulla stessa barca con gli altri”

hai fatto riferimento al fatto che nel fare Retake tu sia esplosa, come eri prima?
“sono un’ex timida, ho smesso di esserlo! Balbettavo, diventavo rossa, avevo attacchi di panico, ho vissuto anni delicati legati allo stato di salute di mia figlia – per ora per fortuna sta bene! – sono tendenzialmente introspettiva, leggo, cerco di capire le cose e credo che se ognuno di noi evolvesse come essere umano, tutti insieme potremo far evolvere l’intera specie. Quando ho incontrato Retake ero pronta, Retake mi ha fatto fare lo scatto, ho incontrato persone motivanti, mi dimostrano che la vita può essere bella. Sappiamo che non possiamo cambiare il mondo, ma noi stessi sì! E adesso vengo bene nelle foto, diversamente da prima, posso proprio dire che Retake ti fa bella!”

Storie di Retaker: Annalisa Condurro

vista questa tua sorta di rivoluzione personale, mi chiedo come l’abbia vissuta tuo marito, è un uomo di Stato, tu in qualche misura operi dall’altra parte
“mio marito ed io stiamo insieme da trenta anni, io so che tipo di poliziotto sia lui, lui conosce i miei valori, per lui la mia scelta è naturale. E’ qui che dovevo arrivare”

e tua figlia come si relaziona alla tua attività Retake?
“mia figlia è un’adolescente, non vuole condividere troppo con sua Madre, qualche volta ha partecipato, per esempio quando abbiamo lavorato alle scenografie per un festival ha lavorato con un’artista, una volta ha preso parte ad un Retake con il gruppo di Mola, viene a volte a cena con noi. Il fatto che io mi occupi di Retake è apprezzato in famiglia, non rompo più le scatole a loro!”

possiamo quindi dire che tu sia la Segretaria della Presidenza?
“io faccio parte del Direttivo”

come vi siete organizzati al vostro interno?
“Gaetano Portoghese si occupa del broadcast, tramite una chat whatsapp contatta tutti quelli che sono interessati a conoscere le nostre attività. Poi abbiamo una chat whatsapp con i cittadini che collaborano quando possono e poi c’è il Direttivo con i più assidui, del quale faccio parte anche io, lì c’è anche Daniela Sersale, l’artista che ha realizzato, fra le varie cose anche il murale di Gino Strada quando abbiamo collaborato con Emergency. Non so proprio come avrei fatto senza di loro. Noi i normali non li vogliamo! Io vorrei che le persone capissero questa cosa, che in realtà quando noi ci prendiamo cura della Città, ci prendiamo cura di noi stessi e nel farlo ci divertiamo, si conosce gente meravigliosa, questo è il senso della vita, per questo dico che mi avete completamente cambiato!”

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