
Alessandro, la tua presenza come retaker è molto costante e da un buon numero di anni, mi viene da dirti e zitto zito ne hai fatte di cose!
“ho iniziato tre anni fa, coincide con l’inizio della mia storia con Sonia (Ceneroni n.d.r), fu lei a coinvolgermi in un plogging serale durante il quale raccoglievamo mozziconi di sigarette, fu una bella passeggiata, ci eravamo dati appuntamento vicino a Campo De’ fiori e concludemmo al Pantheon”
sapevi già qualcosa di Retake?
“no, sono andato a scatola chiusa, ma mi sono subito reso conto che questo tipo di proposta era perfettamente allineata a quello che già facevo, come volontario prima e poi come dipendente per un anno presso la Caritas”
quale ruolo ricoprivi in quel periodo?
“ero responsabile sezione Centro per la gestione dei volontari nelle Parrocchie, quasi tutte ospitano un centro Caritas al loro interno, nell’ordine del 70/80%”
parli di sezioni, come è suddivisa la Caritas sul territorio?
“sono cinque, Nord, Sud, Est, Ovest e Centro e, all’interno della grande struttura al Casilino dove ho lavorato, c’erano vari uffici, il dipartimento che si occupa dei volontari presso le Parrocchie, come ti dicevo, un altro del volontariato ed un terzo delle donazioni. Ti sto parlando di una realtà complessa, ha un dormitorio che può offrire ricovero a cento persone e uno staff di un centinaio di dipendenti”
immagino fosse un lavoro stimolante, eri solo nel back office o dovevi anche girare per Roma?
“entrambe le cose, quando giravo per coordinare o interfacciarmi con i volontari, la mia presenza aveva per lo più l’obiettivo di ricondurli al rispetto delle procedure dettate dalla Caritas che devono essere rigorosamente seguite. Una volta, per esempio, un gruppo di loro aveva distribuito dei pacchi alimentari a persone non appartenenti a quella zona e questo non è consentito. L’organizzazione è molto strutturata. La debolezza della Caritas è nella sua scarsa Comunicazione, spesso anche debole, è un peccato perché così facendo si raggiunge un numero più contenuto di donatori”
come sei entrato a far parte di questa realtà lavorativa?
“da volontario presso la Parrocchia San Barnaba che sta nel quartiere Malatesta nel quale abito. Poi, dopo un anno, nonostante il mio capo fosse piuttosto fiducioso, non sono stato riconfermato per insufficienza di fondi”
in che rapporto sei con la Chiesa e con la fede?
“sono credente nella media degli Italiani, sono soprattutto interessato al Sociale”

da dove viene questo tuo accento meridionale?
“Mondragone, in provincia di Caserta”
Mondragone e le sue magnifiche mozzarelle, sì! Entrambi i tuoi genitori sono di lì?
“sì campani tutti e due”
per quale ragione hai deciso di trasferirti a Roma?
“di studio, volevo frequentare l’Università, dopo un tentativo di avviarmi ad Ingegneria di un anno e mezzo a Napoli, ho scelto la facoltà di Giurisprudenza di Tor Vergata”
hai un buon ricordo di quegli anni?
“sì, mi sono inserito bene, vivevo a Cinecittà Est con altri cinque amici, immagina Te che cosa potevamo combinare in quell’appartamento! L’Università distava venti minuti a piedi da casa, i Professori erano competenti, informali quando serviva. Avevo 24 anni e ho trascorso quasi tutti quelli universitari lì, solo sul finire mi sono spostato a Malatesta. Era libera la casa della nonna di una mia Amica, me l’ha messa a disposizione a titolo gratuito, un bel sollievo. Tra l’altro più o meno in quel periodo è morto mio Padre, non è stato facile per me, avevo 28 anni e ho subito una battuta di arresto. Sono andato in confusione se rimanere a Roma o ritornarmene a Mondragone, questo è quello che avrebbe voluto mia Madre, ma alla fine ho scelto Roma, mi offriva maggiori possibilità lavorative”
quali altre attività hai svolto?
“varie, sono anche addestratore cinofilo, ho iniziato come dog sitter e poi ho voluto andare oltre, credo fosse nel 2015, ma, lo sai? Io non ho affatto buona memoria quando si tratta di date, non sono un buon biografo di me stesso”
bel salto da Mondragone, quanti abitanti ha?
“quando me ne sono andato erano 35.000, non escludo possa essere arrivata a 45.000”
sei andato ad abitare in una delle zone più fittamente abitate di Roma, come fossi stato in una cittadina vera e propria
“non sono una persona che si scoraggia, con i miei amici rincasavamo sui mezzi notturni, non abbiamo mai rinunciato alle nostre scampagnate”
ti definiresti adattabile?
“ho un carattere morbido, non mi abbatto, sono capace di rialzarmi. E soprattutto ho una grandissima curiosità”

a cosa ti interessi nello specifico?
“la mia paura è di non avere abbastanza tempo di vedere e conoscere, ci sono troppe cose da sapere! Ti faccio capire meglio, quando lavoravo con i cani seguivo molti documentari su loro, ho imparato a conoscerli, a vedere i loro movimenti.”
in che rapporto sei invece con le Persone?
“la mia vocazione non è prettamente scientifica, ma è orientata alla persona, direi che sia psicologica e penso sia stato un peccato non averla seguita. Quando ho scritto la mia tesi di Laurea, la mia Professoressa mi ha ricondotto nei ranghi, ha colto che avevo fatto troppi riferimenti di natura psicologica e soprattutto sociologica e mi ha rammentato che la cattedra era quella di Giurisprudenza!
ricordi il titolo della tua tesi?
“ce l’ho qua: “Il fallimento dello Stato moderno tra manipolazioni delle masse e libertà di manifestazione del pensiero”, l’ho scelto io. Tendo sempre ad andare sullo psicologico, anche se ho poi deciso di conseguire una seconda Laurea in Scienze economiche”
ma complimenti! Quando ti sei iscritto?
“ho approfittato del periodo Covid, ero bloccato come tutti e quindi mi sono fatto convalidare sei esami di Giurisprudenza ed ho proseguito. Successivamente ho conseguito un Master in materie giuridiche, economiche e statistiche”
è nata una tua nuova passione?
“in parte, nella realtà posso ambire ad un primo livello strutturato per l’insegnamento, come docente posso insegnare nelle Scuole secondarie di secondo grado”
mi viene da pensare che tu ti sia indirizzato verso l’insegnamento in ragione del tuo interesse verso le Persone
“quando stavo alla Caritas mi sono occupato anche di Formazione rivolta ai volontari, li guidavo nel corretto uso della piattaforma della Caritas”
ripensando a quell’esperienza mi immagino che tu ne sia uscito molto rammaricato e sofferente
“ci ho sofferto perché ci avevo creduto. Io lì, oltre ad occuparmi dei volontari della sezione Centro, seguivo anche il filone di Ecologia del quale la Caritas aveva iniziato ad interessarsi sulla scia dell’enciclica Laudato si, era nato un tavolo dedicato. E poi sono stato responsabile della Segreteria dell’emergenza Ucraina”
che cosa ti ha colpito dell’approccio Retake?
“l’immediatezza dell’azione, lo scendere subito in piazza a fare. In realtà la mia considerazione dell’attività di pulizia è critica, sono convinto che dovrebbero farlo le Istituzioni. Gli interventi nei quali credo davvero sono quelli nelle Scuole, là è possibile offrire una buona educazione ecologica. Una volta con Sonia abbiamo portato avanti il progetto La Scuola dei Murali. Sono stati coinvolti due ragazzi esterni che si occupano di grafica, graffiti, sono stati proprio loro a spiegare agli studenti quando abbia un senso fare i graffiti e quando no”

avete realizzato qualche opera grafica con loro?
“eravamo al Liceo Kant, sono stati proprio i ragazzi a suggerire di dipingere dei fucili che sparano fiori, sono stati sempre loro a dipingere dietro la guida dei due ragazzi esperti”
quello che caratterizza il format Retake Scuole è il concreto coinvolgimento dei ragazzi
“abbiamo fatto proprio questo anche alla scuola Leonardo da Vinci nella quale insegnava Sonia, siamo andati più volte, in una abbiamo ritinteggiato alcune pareti della scuola, ecco in questo tipo di attività colgo più senso che nel pulire”
ti ho visto più volte impegnato a sostegno di altri gruppi Retake
“Sonia si occupa di tutti quelli del V Municipio, a parte Tor Sapienza”
quelli di Sonia sono ritmi forsennati! a Te vanno bene?
“no, ma mi vanno bene, è come se non volessi perdermi nulla. Io avrei la tendenza a starmene a casa e lei mi spinge ad andare, io allora vado e sono sempre contento”
Sonia e Te fate squadra
“direi di sì, io mi occupo della consulenza sul piano legale e di tutto quello che è visivo, foto, eventuali video, della parte informatica se occorre preparare delle presentazioni nelle Scuole, per esempio per quel progetto Scuola di murali ho montato un video e preparato una intro. E carico e scarico materiali. Una volta Sonia era arrabbiata e mi ha detto che io non faccio niente, la volta successiva, l’ho fatta trovare senza nessuna foto dell’evento”
e tu tendi ad arrabbiarti?
“sì, anche se mai in pubblico, direi che mi in…..o parecchio, questo è un mio grande difetto, mi arrabbio troppo”
non lo avrei mai detto!
“sono una persona che osserva molto perché voglio capire. E sembro uno calmo. Ma quando tengo a qualcosa o a qualcuno molto ed avverto di essere svalutato, ecco questo mi fa molto arrabbiare. Non sono uno che diventa permaloso sul piano della divergenza delle opinioni, su quello lascio andare. Mi arrabbio perché io amo approfondire i contenuti in generale per cui desidero che il mio punto di vista venga ascoltato e non sminuito, mi infastidisce molto quando avverto di venire prevaricato magari da chi impone la sua opinione sapendone decisamente meno di me sul tema. E’ un mio difetto, non mi sveglio mai”
che vuoi dire con questo?
“dipende dall’eccessiva preparazione che richiedo a me stesso”
sei un perfezionista?
“sì”
e come ti poni rispetto alla superficialità diffusa dei romani?!
“in effetti trovo che lo siano…”
che altri difetti hai riscontrato nei romani?
“non so se sia dipeso dalla mia esperienza specifica, ma trovo che non sia per niente facile fare amicizie in questa Città, ho trovato molte porte chiuse. Forse dipende dal fatto che tendenzialmente qui ognuno vive e si guarda i fatti propri”

e una qualità dei romani?!
“non mi piacciono i luoghi comuni, comunque direi il loro cuore grande”
e non cogli e apprezzi l’umorismo dei romani?!
“sì anche se io apprezzo di più quello napoletano, lo trovo più impegnato, dietro c’è spesso una morale, quello romano è fine a se stesso. E poi a volte lo sfottimento arriva a livelli eccessivi, io quando mi danno ripetutamente del terrone, rispondo con un “burini””
hai nostalgia della tua terra di origine?
“no, mi trovo bene dove sto e giù ci sono altri problemi.”
definiresti Roma come la tua Città?
“sì sì, mi sento abbastanza dentro certe dinamiche, mi sento romano. Ho trovato la mia collocazione. Rispetto a Retake ultimamente sono un po’ meno attivo a causa dello studio, sto preparando un concorso per Docente di Diritto ed Economia, ho superato lo scritto e sono in attesa di fare l’orale. Attualmente studio molto per prepararmi di volta in volta le lezioni, quello che mi sono proposto è di verificare sempre che le nozioni che offro loro possano davvero tornare utili”
quella della didattica è una sfida ogni volta
“per me è un grande stimolo perché a me piace molto studiare, l’ho scoperto di recente, durante il mio curriculum scolastico ho sofferto di una dislessia non certificata, ci ho messo un po’ a comprendere che in realtà in diversi ambiti ne so più di altri, la dislessia è un disagio che mi ha condizionato. Anche adesso se avverto una voce esterna nella stanza dove mi trovo a studiare mi distraggo e non posso proprio proseguire. Studiare a casa con due ragazzi adolescenti non è proprio facile”
una convivenza con gli adolescenti, anche quella sfidante
“io mi limito a far sentire il mio punto di vista, sono solo intransigente rispetto ad alcuni miei convincimenti legati a dati oggettivi, in quel caso non mi spreco in suggerimenti, dico quello che va fatto e voglio sia fatto in quel modo, senza discussioni”
pensi di riuscire ad essere autorevole?
“quando voglio sì, sono io che decido. Anche quando eravamo al residenziale, qualche giorno fa, Sonia era in attesa di poter parlare e io l’aiutavo a tenere il braccio in alto per prenotarsi a poter intervenire, forse sono apparso remissivo, nella realtà ero io che volevo farlo. Anche nel fare Retake Sonia ci mette anima e core, io la aiuto, non mi interessa stare in primo piano”
un atto di amorevolezza, bello. Sono curiosa di sapere il titolo della tua seconda tesi
“Sviluppo economico e cambiamento climatico. Origini, aspetti e problematiche della transizione ecologica”
molto interessante, saresti disponibile a proporre una call su questo tema al nostro interno?
“perché no?”

questo è il tuo primo anno di insegnamento?
“in Diritto ed Economia sono alla mia esperienza”
come è la tua relazione con i ragazzi?
“bene, bene, ci troviamo in un buon equilibrio, io cerco di non far risultare la materia troppo pesante. La prima lezione ho fatto leggere gli articoli del Codice Civile che parlavano del rincorrere le api”
rincorrere le api?!
“nell’articolo 924 viene detto che il proprietario delle api se scappano dal suo territorio ha diritto a rincorrerle per riprenderle, ma se va a finire nel fondo del vicino lo deve risarcire”
mi sembra che l’insegnamento ti offra l’opportunità di mettere in campo la tua sensibilità psicologica
“cerco di stare in relazione con i ragazzi di tutte le età, in alcuni casi c’è sintonia, mi trovo su più fronti, ma questo non mi crea disagio. La stessa cosa accade con i ragazzi di Sonia, solo che io ho scelto di tenere la mia casa, mi dà modo di ritirarmi ogni tanto per garantirmi la tranquillità che mi serve per studiare, a me serve la concentrazione. Lì ci sono le mie cose, i vestiti, i libri, il PC e la scrivania, è un po’ il mio rifugio. Pagare un affitto in più sembrerebbe irrazionale, ma in realtà ne traggo una stabilizzazione interiore e un enorme vantaggio per lo studio”
visto il tuo spiccato spirito di osservazione ti chiedo: in cosa pensi che stiamo sbagliando in Retake?
“non voglio suonare svalutante nei confronti di chi si impegna tanto in questo ma penso che la maggiore criticità sia legata alla Comunicazione, quella su FB e Instagram è settoriale, raggiunge solo le persone interessate, abbiamo una visibilità scarsissima. E abbiamo come un approccio di nicchia, voglio dire che arriva che ci limitiamo a pulire, dovremmo secondo me proporre progetti di più ampio respiro. Ci disperdiamo. Un ente no profit deve fare i conti con la sua economicità, la raccolta fondi funziona quando colpisce al cuore la persona. Alla Caritas si dona perché è la Caritas, quello che fa è immediatamente riconoscibile. A noi molti non ci conoscono ancora e ci dovrebbero dare i soldi perché puliamo le strade?”

apprezzo le tue posizioni critiche, cosa invece apprezzi di Retake?
“l’aspetto di socialità, di aggregazione. Ci sto bene, molto, mi fanno piacere anche i momenti in cui, una volta staccato, si sta insieme, si fanno considerazioni, ci si scambia dei pareri con le persone con cui hai condiviso l’evento, lo trovo rilassante, senza pretese. E io mi metto spesso in ascolto. Nasco un po’ viziato dentro Retake perché sono vicino a Sonia, in una zona di comfort. Voglio ancora dire che l’aspetto che mi piace molto di Retake è l’operatività, che è speciale perché parte dalla Comunità, è spontanea. La Caritas per esempio è istituzionalizzata, tutto è messo a sistema, le procedure vanno seguite. Io penso che Retake non debba perdere la sua libertà, ci sono persone che ci mettono davvero il cuore, fanno azioni pure, semplici. Dobbiamo rimanere su un caos benefico, costruttivo. Non deve essere eccessivo e lo dico perché io sono uno organizzato, se qualcosa non è chiara, mi perdo, non riesco a capire. Durante i nostri eventi generali è diverso, lì ti senti libero e tranquillo perché tutto è molto ben organizzato. Quando è così si fa meno fatica”
sei una persona controllante?
“tanto. Il fatto che osservo molto mi porta ad avere un carattere più calmo. Osservo perché mi piace capire a cosa vado incontro”
Retake ti arriva spiazzante?
“no, lo vedo organizzato, è nelle mie corde perché le attività bene o male sono sempre le stesse”
sei una di quelle persone che vincono una pigrizia di fondo?
“proprio così! Tra me e Sonia c’è un buon connubio perché a me non va di uscire e lei mi spinge a farlo e fa bene perché se ti prende la pigrizia di nuovo si fa sempre in tempo a fermarsi, se invece reagisci ti dai una opportunità, spesso piacevole”
quale la tua motivazione personale ad agire?
“perché ha un senso, perché è necessario dal punto di vista sociale, è necessario agire, bisogna agire. E’ una necessità.
la chiameresti dovere etico?
“sì, è proprio quello che intendevo”

hai sempre avvertito questa urgenza?
“sì fa parte di me, poi dipende dai contesti, certamente ho la necessità di fare qualcosa di utile. Per esempio sono sensibile alle problematiche ecologiche, nella Caritas avevano iniziato ad interessarsene ma poi a causa dell’insorgere della guerra in Ucraina questa attività è stata ibernata, è stata creata una vera e propria unità di crisi, in quel periodo anche io lavoravo h 8/h 19”
da persona attenta, anche agli aspetti psicologici, quanto pensi che la relazione giochi dentro Retake?
“tanto, noto che moltissimi sono dei solitari e quando scoprono Retake ricercano proprio queste occasioni. In Caritas è diverso, quello che gioca lì a livello di motivazione è l’esigenza di fare la carità, non a caso il 99% i volontari sono credenti e colui che gestisce i centri Caritas è spesso un prete. La loro è una spinta caritatevole”
come hai fatto a muoverti in quel contesto non avendo Te lo stesso fervore religioso?
“è stato un equilibrio non semplice, quando mi occupavo di didattica ho trovato difficoltà a coniugare le cose, io sono una persona pratica, non mi interesso ai dettami religiosi”
non trovi che anche dentro Retake agisca una spinta caritatevole?
“anche noi ci doniamo al prossimo, quando io riqualifico un posto, lo faccio per tutti, dono il mio tempo per mio apparente tornaconto, alla fine lo sto facendo per tutti”




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