San Lorenzo ha fatto sentire la propria voce contro l’odio e la violenza. Bambini accompagnati dai genitori, ragazzi, giovani, adulti e anziani: diverse generazioni si sono unite nel corso della mobilitazione di domenica mattina (19 gennaio) per cancellare le scritte d’odio e le minacce diffuse sui muri del quartiere. Scritte e imbrattamenti lasciati in “eredità” ai residenti in seguito agli scontri avvenuti a San Lorenzo la settimana precedente.
A impugnare pennelli e rulli sono stati residenti e volontari, di diversa estrazione culturale, chiamati in piazza da Retake Roma, Comitato di Quartiere San Lorenzo, Auser, Spes San Lorenzo e dalle parrocchie dell’Immacolata e di San Tommaso Moro e dalla rivista Zi’ Lorenzo.
Al culmine della mattinata i partecipanti all’evento si sono radunati dietro uno striscione che ha riassunto il senso di una giornata speciale: “San Lorenzo dice no all’odio e alla violenza”.
“Al posto della violenza, delle offese e delle provocazioni, nel nostro quartiere vogliamo pace, solidarietà, confronto democratico e pluralismo”, ha dichiarato Giuseppe Romiti, referente di Retake Roma per San Lorenzo.
Nel corso della mattinata è stata anche ripristinata l’insegna della sede dell’organizzazione di volontariato Retake Roma, danneggiata nel corso della manifestazione. Ridipinta anche la porta d’ingresso che era stata imbrattata con insulti. L’associazione ha annunciato che presenterà denuncia e si costituirà parte civile nel processo che si aprirà per le devastazioni subite dal quartiere.




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