Retake Roma Annibaliano

Ci sono iniziative che raccontano perfettamente cosa significa fare Retake. Non solo rimuovere rifiuti, non solo restituire decoro a uno spazio pubblico, ma accendere una scintilla. È quello che è accaduto il 10 febbraio a piazza Annibaliano, dove Retake Roma Trieste Africano ha organizzato un intervento speciale insieme a una quinta elementare della scuola Montessori.

Ventitré studenti, accompagnati dalle insegnanti Martina e Daniela e dal giornalista Antonio Tiso, si sono presi cura dell’area verde della piazza con un’energia contagiosa. Bottiglie, tappi, mozziconi di sigaretta: rifiuti piccoli e grandi che ogni giorno si accumulano quasi invisibili agli occhi distratti di chi passa. Ma non agli occhi dei bambini.

Guanti indossati, sacchi alla mano, attenzione e spirito di squadra: in poche ore quello spazio è cambiato. E insieme allo spazio, è cambiato anche lo sguardo di chi lo vive.

Una palestra a cielo aperto di cittadinanza attiva

L’iniziativa si inserisce nel progetto Reporter di quartiere, guidato da Antonio Tiso: un percorso che unisce educazione civica, osservazione del territorio e racconto. Non solo fare, ma capire. Non solo pulire, ma interrogarsi.

Al termine dell’attività, infatti, due amministratrici del gruppo di quartiere – Laura Bertini e Rebecca Spitzmiller – sono state intervistate dagli studenti. Domande vere, curiose, puntuali: perché nasce un gruppo Retake? Come si organizza un intervento? Perché è importante non voltarsi dall’altra parte?

Da questa esperienza nasceranno articoli che verranno pubblicati nel giornalino della scuola. Un gesto concreto che si trasforma in narrazione, che – come noto – diventa moltiplicatore di consapevolezza.

La cultura della cura si impara facendo

Ogni mese, in tutta Italia, Retake organizza centinaia di iniziative. Tutte sono cruciali, intendiamoci, ma alcune hanno un valore simbolico particolare: quando la cura dei luoghi incontra l’educazione delle nuove generazioni, si costruisce qualcosa che va oltre. Questi bambini hanno imparato che una cicca di sigaretta non è “solo” una cicca. È un segno di incuria. È un danno ambientale. È un gesto che qualcuno dovrà riparare. E hanno scoperto che quel qualcuno può essere anche.. noi stessi!

Questa è la vera rivoluzione gentile: trasformare cittadini spettatori in cittadini protagonisti. Trasmettere l’idea che lo spazio pubblico non è di nessuno, ma è di tutti. E che la sua bellezza dipende dalle nostre scelte quotidiane.

Un modello replicabile

L’appuntamento di piazza Annibaliano non è un episodio isolato. È un modello replicabile. Scuole, insegnanti, giornalisti, volontari: quando le energie si mettono in rete, l’impatto si moltiplica.

Se sei un insegnante, un genitore, un volontario, è legittimo chiedersi: perché non farlo anche nel tuo quartiere? Perché non trasformare una lezione in un’esperienza concreta di cittadinanza attiva?

La cura si diffonde per contagio positivo. E ogni bambino che oggi raccoglie una bottiglia abbandonata è un adulto che domani difficilmente la getterà a terra.

La città cambia se ci sei. E a Roma, in una giornata di inizio febbraio, c’erano 23 piccoli cittadini pronti a dimostrarlo.