
La prima parte dell’iniziativa è stata dedicata alla scoperta del tratto di mura lungo viale Codalunga e del cosiddetto “bastione della gatta”. Guidati da Fabio Bordignon del Comitato Mura di Padova, i partecipanti hanno seguito un percorso di approfondimento storico che ha permesso di riscoprire elementi spesso inosservati, come la piccola gatta in pietra che sporge dal bastione verso il marciapiede e la colonna Massimiliana, testimonianze di un patrimonio urbano ricco di stratificazioni e significati.
A seguire, i volontari sono stati coinvolti nelle attività di cura dei beni comuni, cuore dell’esperienza Retake. Muniti di pinze e sacchi per il plogging, hanno raccolto rifiuti lungo il percorso, mentre un gruppo si è dedicato alla rigenerazione di una struttura muraria vandalizzata da anni, intervenendo su oltre 30 mq di superfici.
L’iniziativa ha suscitato curiosità e partecipazione anche tra i cittadini di passaggio: molte persone si sono fermate a chiedere cosa stesse accadendo e perché, e in alcuni casi hanno offerto spontaneamente il proprio aiuto, confermando il valore contagioso delle azioni di cura condivisa. Io Mi Prendo Cura si conferma così un format capace di generare impatto concreto e consapevolezza, valorizzando il patrimonio urbano attraverso un’esperienza che mette insieme cultura, cittadinanza attiva e rigenerazione.
«Unire conoscenza e azione significa rafforzare il legame con la città» ha dichiarato Luisa Fiorese, responsabile di Retake Padova e vicepresidente di Retake. «Quando ci fermiamo a osservare davvero i luoghi che attraversiamo ogni giorno, nasce in modo naturale il desiderio di prendersene cura. Ed è proprio da questo passaggio che si attiva una partecipazione autentica, capace di coinvolgere anche chi inizialmente è solo spettatore».




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