Retake Scuole

Con l’arrivo dell’estate si è concluso un altro anno scolastico anche per Retake Scuole, il progetto educativo che punta a formare le nuove generazioni a una cittadinanza solidale, consapevole e attiva. Si tratta di un settore in netta crescita, con possibilità di sviluppo (e intervento) senza precedenti. Tra le esperienze più significative dell’anno 2024/2025 spicca quella di Padova, dove Retake Scuole ha dimostrato come la cura dei beni comuni possa tradursi in uno straordinario strumento educativo. Quello del capoluogo euganeo è quindi un caso esemplare, utile per analizzare opportunità e possibilità progettuali da applicare, poi, in altre città italiane.

A dare voce al racconto è Leonardo Pavan, tirocinante attivo presso Retake Padova, che ha seguito da vicino alcune delle attività:

«Personalmente ho avuto la fortuna di partecipare a più di qualche uscita con alcune primarie, l’entusiasmo degli alunni e la felicità con cui sono state svolte le attività mi hanno sempre stupito. Certo, è possibile che una parte di quella felicità fosse dovuta al fatto di non essere chiusi in classe a fare lezione, ma sono sicuro non fosse solo quello. Già dopo essersi lasciati indietro di qualche passo il cancello degli istituti, con stupore le classi si rendevano conto della quantità di sporcizia presente anche solo in un piccolo tratto di strada, e che normalmente viene ignorata».

Nel corso dell’anno scolastico 2024/2025, il progetto ha coinvolto a Padova 57 classi, 12 scuole e 952 alunni, grazie al lavoro costante dei volontari della Fondazione. Ogni uscita è stata unica, arricchita da episodi che ne hanno reso evidente il valore educativo, come riportano le testimonianze raccolte durante l’anno.

Ad esempio:

  • «Oggi uscita con due classi terze della scuola Nievo di Voltabarozzo, una bambina al termine dell’esperienza ci ha detto: “grazie del vostro tempo”… quale miglior ringraziamento? Grazie a Elda, Cristina e Ivana».

  • «Oggi uscita con una meravigliosa classe 4ª della primaria S. Camillo de Lellis, i ragazzi cantavano “andiam, andiam, andiamo a raccattar” e si inventavano nomi latini per i rifiuti!»

  • «Sull’esperienza di oggi alla Morante, vi riporto anche il commento di una delle maestre coinvolte: ‘Ottima esperienza per sensibilizzare i bambini a guardarsi attorno con occhi diversi… Coinvolgente, bravissimi i volontari’».

Il progetto ha interessato anche le scuole secondarie di secondo grado, dove l’approccio iniziale era più cauto.

«Con gli studenti delle scuole superiori l’approccio iniziale era diverso: un po’ di diffidenza, forse un certo imbarazzo. Ma col passare del tempo anche loro si lasciavano coinvolgere. Alla fine, lo stupore per la quantità di rifiuti raccolti si trasformava in curiosità portandoli a interrogarsi, e sono proprio queste domande a servire».

Come osserva Leonardo, l’esperienza ha permesso a molti ragazzi di vedere ciò che prima tendevano a ignorare:

«Il problema dei rifiuti difatti viene spesso sottovalutato proprio perché ci siamo abituati a non vederli: tanti piccoli oggetti sparsi non colpiscono come un’unica pila. Ma è proprio alla fine di ogni uscita, quando i sacchi si riempiono, che si prende consapevolezza della reale entità del problema, lo stupore rende curiosi e ci si inizia giustamente ad interrogare».

In tutte le scuole coinvolte, Retake Scuole si è dimostrato un vero laboratorio di cittadinanza attiva, cooperazione, sostenibilità e rispetto, capace di lasciare un segno duraturo nei partecipanti.

«Ci auguriamo possa restare nelle loro memorie e permeare le loro azioni, nella speranza poi che una volta tornati a casa, i racconti di questa esperienza abbiano contribuito a sensibilizzare anche le famiglie».

Il progetto Retake Scuole rappresenta una delle aree più vive e partecipate del nostro operato. A oggi, siamo presenti in oltre 50 città italiane e abbiamo realizzato oltre 10.000 eventi in tutta Italia. Ma portare la cultura della cura e del rispetto dentro e fuori dalle scuole significa andare oltre: investire nel futuro delle nostre città e del nostro Paese. Un imperativo categorico, una necessità per dare forza e futuro alla rivoluzione gentile!